Aldo Moro: Beato?/Modello per i politici e per i laici cristiani
Da essi emerge la statura di un uomo fuori dal comune: in quelle lettere Aldo Moro si mostra grande nella speranza, forte nella sofferenza, lucido nella profezia, ricco nella umanità. Se ora, al compiersi dei disegni della Divina Provvidenza, si avvia il processo diocesano che conduce alla sua beatificazione, non abbiamo che da rallegraci con il Signore e pregare perché altri uomini politici possano farsi interpreti delle attese dell’uomo ed essere anch’essi testimoni eroici della fede.
Anche in questo è possibile rintracciare un segno di straordinarietà, perché la notizia della possibile beatificazione dello Statista pugliese, giungendo proprio in una fase storica nella quale è sempre difficile concedere fiducia alla politica, concorre a ridare credito a quanti lavorano per il bene pubblico, anzi ci incoraggia, ci mostra un ambito di possibile impegno, ci fa ricordare altre figure come quelle di Giorgio La Pira e di Alcide De Gasperi, che hanno preceduto Aldo Moro lungo questa strada esemplare. Se per il mistero della universale vocazione alla santità, siamo tutti chiamati ad avvicinarci allo gloria di Dio, avere compagni di viaggio rende più facile il cammino e più forte la speranza.
Questo ci induce a riscoprire la vita di Aldo Moro per imparare da lui come si può essere innamorati della famiglia e incondizionatamente disponibili a risolvere i problemi del Paese, come si possa credere nei valori della tradizione e farsi interpreti del cambiamento; come si possa amare la vita e non cedere alle lusinghe del potere; come si possa essere potente o vicino ai potenti e farsi prossimo degli ultimi; come si possa accettare l’umiliazione del carcere ingiusto a scrivere d’esser trattato bene ed umanamente. Abbiamo bisogno di imparare ad essere straordinari nella ordinarietà della vita: sicuramente non diventeremo grandi come Aldo Moro, ma avremo almeno riconquistato il rispetto di noi stessi.
Nicola Paparella
Preside Unipegaso
















