Pubblicato in: Gio, Gen 30th, 2014

Alta velocità. Il Sud non attende

Campagna de La Gazzetta del Mezzogiorno/A colloquio con il Responsabile dell’iniziativa. 

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Obiettivi/“Abbiamo coinvolto quattro Regioni e decine di Comuni che hanno lo stesso problema con il trasporto ferroviario lungo la dorsale adriatica. Non è giusto che i cittadini di queste Regioni vengano trattati diversamente da quelli del Nord”. 

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Da qualche mese è in tour sulle strade pugliesi ed extra regionali l’autobus de La Gazzetta del Mezzogiorno, che punta a rac­cogliere firme, da presentare al Governo nazionale, per por­tare “Treni più veloci al Sud”. Al Responsabile della Campagna e della Redazione Web del Giornale, Franco Giuliano, abbiamo rivolto. 

GIULIANO

Dott. Giuliano, per­ché questa battaglia de La Gazzetta del Mezzo­giorno per la petizione sull’Alta velocità nella li­nea adriatica?

Proprio perché noi pen­siamo che un giornale debba essere strumento al servizio della gente intraprendere campagne a suo favore, come questa, ma soprattutto per avere treni più rapidi subito, perché l’attuale rete ferrovia­ria non è adatta all’Alta ve­locità, tuttavia consentirebbe l’utilizzo di treni molto più veloci di quelli che, invece, Trenitalia mette a disposizio­ne. Infatti, adesso lungo la dorsale adriatica che va da Lecce a Milano viaggiano soltanto treni Freccia Bian­ca, mediamente a 120-130 km orari, mentre sarebbe possibi­le utilizzare convogli Freccia Argento o addirittura Freccia Rossa aumentando la velocità e diminuendo i tempi di per­correnza, tanto che per arri­vare da Lecce a Milano si risparmierebbe un’ora e venti, un’ora e mezza circa rispetto all’usuale durata del viaggio. 

Quali sono i traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri?

I traguardi conseguiti sono straordinari, perché ab­biamo coinvolto migliaia di persone, decine di comuni, di enti, ben 4 regioni italiane, che hanno lo stesso proble­ma di trasporto ferroviario lungo la stessa dorsale. Già sono state coinvolte e hanno aderito al nostro appello, ol­tre naturalmente alla Regione Puglia, il Molise, l’Abruzzo e il Friuli Venezia Giulia. Circa gli obiettivi, si vuole solleci­tare il Governo a dare una risposta alle aspettative della gente, dei lettori, dei viaggia­tori che attraverso la petizione e l’adesione alla battaglia de La Gazzetta chiede treni più veloci e servizi più adeguati all’epoca in cui viviamo. Non è giusto che i cittadini e i viag­giatori del sud, delle regioni della fascia adriatica vengano trattati diversamente dai più fortunati che utilizzano nelle zone del nord ed ovest analo­ghi mezzi, ma più lussuosi e così veloci quali sono i Frec­cia Rossa. Eppure la stessa rete dell’Alta velocità, dove esiste, è stata realizzata grazie anche ai contributi, alle tasse che versano tutti gli italia­ni, compresi quelli del Sud, i quali non hanno la medesima fortuna di poter fruire di linee veloci. 

Le arretrate condizioni in­frastrutturali della linea ferroviaria adriatica non sono in contrasto striden­te con lo sviluppo di uno spazio ferroviario unico europeo?

Assolutamente sì, perché non è possibile che delle Re­gioni del Sud si trovino in una condizione di disparità rispet­to ai diritti della mobilità dei cittadini. Non è ammissibile che oggi ci siano delle reti fer­roviarie, dove i treni viaggia­no ancora a questa velocità ridotta come avviene sulla rete adriatica. 

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