Alta velocità. Il Sud non attende
Lei, quindi, è d’accordo che sviluppo e infrastrutture sono un binomio inscindibile?
Lo sviluppo è fondamentale, le infrastrutture, i collegamenti e le strutture di trasporto sono indispensabili non solo per l’economia, ma anche per il progresso e l’incremento della conoscenza e dei rapporti. Basta immaginare cosa abbiano rappresentato nella storia le vie di comunicazioni e le strade. In un’epoca così globalizzata come la nostra, viaggiare quanto più velocemente è possibile, è fondamentale per lo scambio di idee e di merci.
Secondo lei da cosa dipendono le discrepanze tra la linea adriatica e quella tirrenica e del nord Italia?
Lo Stato non ha investito in egual misura nelle regioni forse per l’insipienza della nostra politica. I nostri rappresentanti non sono stati capaci di sostenere il diritto alle infrastrutture e alla mobilità come è avvenuto nelle altre regioni italiane.
Quanto costerebbe l’alta velocità in questa linea adriatica?
Tra i 32 e i 35 milioni di euro a chilometro: una cifra apparentemente esorbitante, che, però, è possibile realizzare, come è successo in altre località. O meglio: è vero che noi in questo momento siamo in uno stato di crisi non solo circoscritta al nostro Paese, ma estesa anche a livello europeo e globale, però è importante cominciare da subito a pianificare un progetto di tali dimensioni, perché per realizzarlo occorrono diversi anni, così come accade spesso in Italia, e vogliamo offrire in futuro ai nostri figli l’opportunità di avere un’infrastruttura adeguata.
Dove è arrivato l’autobus de La Gazzetta?
Il tour dell’autobus allestito con i colori della nostra campagna, fino a questo momento, ha toccato diversi centri: Fasano, Ostuni, Noci, Lecce, San Michele Salentino, Brindisi, Bari, San Ferdinando di Puglia, Pescara. Nei prossimi giorni giungerà nel Molise, a Termoli e poi persino nel Friuli, l’altra regione che ha aderito e sostiene questa nostra battaglia.
TRACCIATI/200 KM/H IN MEDIA
Con Treno ad Alta Velocità si intende un convoglio passeggeri in grado di muoversi a velocità particolarmente elevate (con medie di oltre 200 km/h) su linee ferroviarie costruite apposta, che si differenziano dalle tradizionali per le caratteristiche geometriche del tracciato, in particolare per le curve molto ampie. In alcuni casi, vengono “adattate” linee preesistenti, mediante rettifiche di tracciato e dotazione delle necessarie apparecchiature tecnologiche.
Pagine a cura di Sonia Marulli
















