Se l’Ospedale non basta… Cura e assistenza tra le mura domestiche
Volontariato e Solidarietà…
Entusiasmo è la parola più gettonata tra le volontarie di Amopuglia (Associazione Malati Oncologici). L’associazione, nata l’1 novembre 2014 a Lecce, si occupa dell’assistenza gratuita a domicilio dei malati oncologici presenti sul territorio, iniziativa già presente a Bari dal 2009 e che ha come responsabile Titti Divella. La sfida, perché è così che nasce ogni idea, ci spiega la responsabile Natalia Basile Reale, è quella di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che vivono una situazione di malattia cronica e irreversibile. Spesso, queste persone vengono “rimandate a casa” dagli ospedali, che non si occupano più di loro, ma il bisogno non cessa. Anzi, una volta a casa, il malato e i suoi familiari si ritrovano da soli ad affrontare il “cattivo male” senza una parola di conforto, un aiuto medico e psicologico, o semplicemente la vicinanza comprensiva di una figura specializzata. Per capire questo, siamo andati a parlare con le volontarie del mercatino di Amopuglia. Un negozietto, a tutti gli effetti, munito di uffici e sala convegno, in cui si “vende” la solidarietà. Con un offerta libera di pochi euro infatti, si può acquistare praticamente di tutto, dall’abbigliamento, all’oggettistica, alla biancheria per la casa, ai giocattoli per bambini, sapendo che quei pochi euro servono ad una giusta causa: aiutare i malati. Ma non solo! Molto gettonate anche le “bomboniere solidali”, piccoli cadeaux per ogni tipo di piccolo o grande evento per sostenere l’associazione. Le volontarie, un coro di signore e signorine dotate di una straordinaria forza di volontà, ci spiegano che, ognuna a modo suo, tenendo aperto il negozio, di accogliere i clienti e i bisognosi e che, anche nonostante lavoro e impegni familiari, si premurano di avere sempre un sorriso per tutti. Entusiasmo, quindi, che non si spende solo nel piccolo negozio posto in via Casotti, 13 a Lecce, ma anche per tutte le piccole e grandi iniziative che mettono in piedi durante l’anno.
Poi la vendita di panettoni a Natale, con l’aiuto dei ragazzi delle scuole superiori leccesi, e a pasqua i banchetti in piazza per la vendita delle uova, tornei di carte, concerti-aperitivo e tanto altro ancora. Le volontarie Flavia e Fiorella ci spiegano che “la battaglia più grande è vincere la diffidenza. Siamo in tempo di crisi, è vero, e questo contribuisce tanto, ma la diffidenza nei confronti delle onlus è ancora tanta, visto anche le brutture di cui ci rendono partecipi i telegiornali. A volte, far capire che un’iniziativa ha come unico scopo la nobiltà d’animo e la voglia di aiutare i malati, è una vera e propria impresa. In realtà, tutto ciò che noi accumuliamo ha l’unico scopo di coprire le spese di medici e infermieri che lavorano nel nostro staff e che coprono l’intero territorio di Lecce e provincia. I malati sono tanti e hanno tutti bisogno di un aiuto concreto, che si concretizzi nella presenza di una persona”. Ci raccontano, commosse ma orgogliose, che il loro personale medico, specializzato nelle cure palliative, non svolge solo il proprio mestiere, per altro supportato da continui corsi di aggiornamento, ma che mettono a disposizione la cosa più importante per il malato: la loro umanità. Ci spiega Albarosa Aprile “il rapporto familiare che si instaura tra medici e pazienti è di vitale importanza. Non sono solo “figure” asettiche, ma veri e propri amici, reperibili 24 ore su 24, che non si risparmiano di sacrificare se stessi per chi ha bisogno. Spesso, si trattengono pure nelle case dei loro assistiti, per permettere ai familiari di svolgere le piccole mansioni quotidiane fuori di casa. Proprio pochi giorni fa, il familiare di un ammalato è venuto qui in negozio a ringraziarci personalmente una ad una perché, ha detto, senza di noi non avrebbe saputo come affrontare tutto”.
Eugenia Quarta
















