Pubblicato in: Sab, Ago 25th, 2012

Antiche radici popolari/La Festa narra…la memoria della civiltà salentina

Ricorrenza importante che rievoca antiche radici popolari. Autentico patri­monio religioso, culturale e sociale, progettato e realizzato con manifestazioni, linguaggi e riti elaborati nei secoli. Riferimento emblematico che, pur in un crescente e giusto pluralismo, spiega e ravviva si­gnificative esperienze cristiane capaci di rendere maggiormen­te coesa la cultura comunitaria.

La Festa patronale, con le affollate funzioni liturgiche, le consuete usanze religiose, le diverse espressioni folclori­stiche, costituisce così un pre­gnante momento simbolico che raccogliela Cittàela Comunitàdiocesana.

A partire dalla riflessione storica sulla figura e sull’affer­mazione del culto di S. Oronzo soprattutto nel Cinquecento e nel Seicento e quindi sul ruolo di guida del Vescovo e sulla presenza della Chiesa locale sul territorio. Come non ricordare, a tal proposito, personaggi im­portanti per Lecce e il Salento quali i due presuli che parte­ciparono al Concilio di Trento Braccio Martello, che dal 1552 al 1560 dovette affrontare con inflessibile vigore situa­zioni difficili per pacificare gli antagonismi dei nobili, e Anni­bale Saraceno, che dal 1560 al 1591 tentò, con decisionismo e molte sofferenze, di applicare le norme tridentine?

E non menzionare soprattutto l’energico riformatore Luigi Pappacoda (1639-1670) che spinse decisamente al rinnova­mento conciliare avvalendosi anche della promozione del culto di S. Oronzo e quindi del compito del Vescovo in una città definita addirittura alia Neapolis?

Rilevante avvenimento della memoria di un popolo, la festa costituisce così un segno eloquente e dinamico dell’iden­tità, appartenenza e solidarietà radicate nella civiltà di un popolo che coltiva i valori profondi trasmettendoli di generazione in generazione con stimolante riflessione, così come appunto mons. D’Am­brosio ogni anno propone nel

 suo autorevole Messaggio alla Città. Essa, pertanto, racconta l’esperienza storica della fede pellegrinante della gente che vivifica il rapporto di fraternità raccogliendosi attorno al suo Pastore, esprime l’esultanza per la comune relazione con Dio affidandogli, con la mediazione del Santo Patrono, ansie, dolo­ri, progetti e offre il suo appor­to nella vita civile cogliendo il senso profondo dell’esistenza e il giusto rapporto tra quo­tidianità e celebrazione della speranza e della gioia. 

Adolfo Putignano

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