Pubblicato in: Sab, Ago 24th, 2013

Antico manoscritto/“Oronzio ebbe tre colpi di mannaia sul collo”

Quivi attendevano con ogni fervore alta penitenza ed alla preghiera; e le genti d’ogni parte della provincia, se­gretamente accorrevano in quel luogo per confortarsi nella Fede di Gesù Cristo, per essere istruite nella verità della Religione, per essere battezzate.

In questo luogo si trattennero i Santi per lo spazio di anni otto e mezzo, fa­cendo nel contempo molti viaggi per le contrade vicine dilatando sempre più la Fede di Cristo Redentore. E si cibavano nella grotta di una man­na, che miracolosamente scaturiva da un grande albero di olmo, che stava accanto alla bocca della spelonca, e bevevano dell’acqua che scaturiva prodigiosamente da un sasso, come tuttora si vede.

Era stato S. Oronzio che colla pre­ghiera e col segno della croce aveva fatto sorgere quell’acqua, ed ivi si battezzavano a migliaia i novelli credenti. Partirono una volta da questa santa spelonca ed andarono in Petrella, città della provincia di Campobasso, dove si adorava Saturno e Mercurio: ivi giunti cominciarono a predicare Gesù Crocefisso.

Ed Oronzio diè la vista ad un cieco: ed entrato nel tempio di Saturno, orando, fece cadere a terra in pezzi il simulacro del Nume falso e bugiar­do e del che sdegnate quelle genti, presero delle pietre per lapidarli; ma tre ritornarono contro dei lapidatori; ed incalzandoli più che mai, giunsero alla riva del mare, e si posero i Santi a camminare sulle onde e ritornarono nella loro spelonca.

lecce, cattedrale 2

Lecce, Cattedrale, soffitto navata centrale

Fu anche il nostro Santo nella terra di Locorotondo, assieme con Giusto e Fortunato, dove con la sua orazione fè precipitare in pezzi un idolo molto frequentato da quelle genti. Di lì passò a Turi per alcuni giorni, e si trattenne in una grotta sempre istruendo, predicando e battezzando, ed operò molti miracoli.

Passò quindi in Acquaviva, dove sanò un paralitico, raddrizzò uso storpio; e convertì molta gente. Andò poi in Bari, e per un mese e mezzo segretamente, con Giusto istruiva e battezzava, operando molti miracoli, e fra gli altri diede la vita ad un cieco molto ricco di quella città. Ma alla fine scoperto fu fatto prigio­ne, e frustato e bastonato per tre ore ed ingiuriato e creduto un mago; ed il Santo tutto sopportò con viso allegro e ridente!

Finalmente viene cacciato fuori dalla città; ma appena uscite, un forte terre­moto scuote fin dalle viscere il suolo, atterrando i templi con i loro idoli. Si adorava in Bari, Giove vestito da guerriero. Ed il Santo continuò a predicare fuori della città, e se ne battezzarono allora quasi tremila. Da Bari andarono in Barletta, in Man­fredonia ed in Bovino; passarono poi negli Abbruzzi e giunsero in Aquila dove operarono molti miracoli.

Dagli Abbruzzi, per la via di Sulmo­na, s’inviarono alla volta di Roma per riverire il Vicario di Cristo; e quivi giunti si prostrarono ai piedi di Pietro, e dimorarono con Lui due mesi. Da Roma ritornarono nella Cala­bria, predicando, battezzando, e conquistando sempre anime a Cristo Redentore.

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