Antiquariato, attenzione alle truffe
COLLEZIONISMO/Un mercato legato a logiche e a meccanismi speculativi: fidarsi è bene, documentarsi è meglio.
La storia del collezionismo ha origini molto antiche ed è legata ad alcuni aspetti che l’hanno caratterizzata nei secoli. Fiorente già al tempo dei greci e dei romani, il collezionismo ebbe una flessione, in epoca Tardo-antica e durante Basso Medioevo.
Tra il Trecento ed il Quattrocentola Chiesamirava a condannare ogni forma di ostentazione al lusso, riconoscendo nelle opere d’arte solo il valore spirituale; diverso era per le facoltose casate nobiliari, che intendevano, attraverso il collezionismo, difendere il loro status sociale. Attraverso il mecenatismo, durante il Rinascimento, il collezionismo rappresentò un momento d’importante crescita culturale per la società. Il fenomeno collezionistico acquisì una diversa fisionomia, tra il Cinquecento ed il Seicento, con la nascita della figura del conoscitore dilettante, raffinato intenditore in grado di mettere le proprie competenze al servizio dei collezionisti, affiancando gli antiquari e gli studiosi.
La competenza del connoisseur derivava dalla grande familiarità con gli artisti e le loro opere. Un momento di grande cambiamento nella storia dell’arte fu segnato dall’affievolirsi dello stretto legame tra artisti e committenti. In questo ambiente culturale la figura del conoscitore dilettante acquisì una straordinaria importanza, in grado com’era di condizionare gli acquisti dei collezionisti. Nel Settecento la progressiva affermazione della borghesia ed il conseguente rinnovamento del gusto portarono il collezionismo colto nobiliare a cedere il passo al moderno collezionismo borghese.
In questo periodo nacquero le prime raccolte pubbliche nei musei, dedite ad una fruizione non solo elitaria. Il lavoro congiunto di musei, mercanti, collezionisti e pubblico, durante tutto il Novecento, introdusse quello che successivamente verrà indicato come il mercato dell’arte. Il collezionismo privato, infatti, ha continuato ad avere un importante ruolo lungo il corso di quest’ultimo secolo, determinato sia dalla passione per l’arte, che dal desiderio di investire i capitali. A partire dalla metà del Ventesimo secolo è determinante il ruolo dei galleristi e dei collezionisti, veri protagonisti nel collezionismo contemporaneo. In questo contesto va considerato il mercato antiquario che nella nostra regione si è sviluppato negli ultimi trent’anni. Un mercato che ha assistito alla nascita di una miriade di modesti mercatini, ma di pari passo ha visto fiorire ottime mostre antiquarie, che hanno favorito il collezionismo in tutti i settori: dipinti, grafica, arredi e oggettistica.
L’investimento nel settore artistico rappresenta oggi la sintesi di diversi fattori: valore, cultura ed estetica; l’acquisto di opere provenienti dal mercato antiquario, però, ci appare poco trasparente, inscindibilmente legato a logiche e meccanismi speculativi. È giunto il momento, infatti, di istruire i visitatori delle mostre per consentire ai probabili acquirenti di ragionare meglio sui loro investimenti. A questa funzione ben assolvela Mostradi Antiquariato che ormai da ben ventisei edizioni si tiene nel castello di Copertino.
Questa esposizione, crescendo di anno in anno, ha richiamato nel maestoso maniero dei Castriota, mobili e oggetti antichi recuperati con passione e grandissima competenza da antiquari provenienti da ogni parte d’Italia. Di pari passo, grazie all’intuito dell’indimenticato dottor Fernando Verdesca, presidente della locale Pro Loco, si sono organizzate decine di mostre collaterali che hanno riguardato quasi tutti i settori trattati dall’antiquariato, contribuendo alla formazione culturale del collezionista.
Sarà questa la strada da percorrere nel futuro per difendersi dalle truffe perpetrate da commercianti senza scrupoli. Spetta infine al collezionista o all’amatore, che vuole arredare la propria dimora con oggetti d’arte, affidarsi alle cure degli antiquari di certificata esperienza che, oltre a vendere il frutto delle loro ricerche, consegnano nelle mani degli acquirenti i certificati a garanzia degli acquisti effettuati, così come previsto dalle leggi vigenti. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Giuseppe Mancarella















