Pubblicato in: Gio, Ott 4th, 2012

Antiquariato, attenzione alle truffe

COLLEZIONISMO/Un mercato legato a logiche e a meccanismi speculativi: fidarsi è bene, documentarsi è meglio.

La storia del collezioni­smo ha origini molto antiche ed è legata ad alcuni aspetti che l’hanno caratterizza­ta nei secoli. Fiorente già al tempo dei greci e dei romani, il collezionismo ebbe una flessione, in epoca Tardo-antica e durante Basso Medioevo.

Tra il Trecento ed il Quattrocentola Chiesamirava a condannare ogni forma di ostentazione al lusso, riconoscendo nelle opere d’arte solo il valore spirituale; diverso era per le facoltose casate nobiliari, che intendeva­no, attraverso il collezionismo, difendere il loro status sociale. Attraverso il mecenatismo, durante il Rinascimento, il collezionismo rappresentò un momento d’importante crescita culturale per la società. Il fe­nomeno collezionistico acquisì una diversa fisionomia, tra il Cinquecento ed il Seicento, con la nascita della figura del conoscitore dilettante, raffinato intenditore in grado di mettere le proprie competenze al servi­zio dei collezionisti, affiancan­do gli antiquari e gli studiosi.

La competenza del connoisseur derivava dalla grande familiari­tà con gli artisti e le loro opere. Un momento di grande cambia­mento nella storia dell’arte fu segnato dall’affievolirsi dello stretto legame tra artisti e com­mittenti. In questo ambiente culturale la figura del cono­scitore dilettante acquisì una straordinaria importanza, in grado com’era di condizionare gli acquisti dei collezionisti. Nel Settecento la progressiva affermazione della borghesia ed il conseguente rinnova­mento del gusto portarono il collezionismo colto nobiliare a cedere il passo al moderno col­lezionismo borghese.

In questo periodo nacquero le prime raccolte pubbliche nei musei, dedite ad una fruizione non solo elitaria. Il lavoro congiun­to di musei, mercanti, collezio­nisti e pubblico, durante tutto il Novecento, introdusse quello che successivamente verrà indi­cato come il mercato dell’arte. Il collezionismo privato, infatti, ha continuato ad avere un im­portante ruolo lungo il corso di quest’ultimo secolo, determina­to sia dalla passione per l’arte, che dal desiderio di investire i capitali. A partire dalla metà del Ventesimo secolo è determi­nante il ruolo dei galleristi e dei collezionisti, veri protagonisti nel collezionismo contempo­raneo. In questo contesto va considerato il mercato antiqua­rio che nella nostra regione si è sviluppato negli ultimi trent’an­ni. Un mercato che ha assistito alla nascita di una miriade di modesti mercatini, ma di pari passo ha visto fiorire ottime mostre antiquarie, che hanno favorito il collezionismo in tutti i settori: dipinti, grafica, arredi e oggettistica.

L’investimento nel settore artistico rappresenta oggi la sintesi di diversi fattori: valore, cultura ed estetica; l’acquisto di opere provenienti dal mercato antiquario, però, ci appare poco trasparente, in­scindibilmente legato a logiche e meccanismi speculativi. È giunto il momento, infatti, di istruire i visitatori delle mostre per consentire ai probabili acquirenti di ragionare meglio sui loro investimenti. A questa funzione ben assolvela Mostradi Antiquariato che ormai da ben ventisei edizioni si tiene nel castello di Copertino.

Que­sta esposizione, crescendo di anno in anno, ha richiamato nel maestoso maniero dei Castriota, mobili e oggetti antichi recupe­rati con passione e grandissima competenza da antiquari pro­venienti da ogni parte d’Italia. Di pari passo, grazie all’intu­ito dell’indimenticato dottor Fernando Verdesca, presidente della locale Pro Loco, si sono organizzate decine di mostre collaterali che hanno riguar­dato quasi tutti i settori trattati dall’antiquariato, contribuendo alla formazione culturale del collezionista.

Sarà questa la strada da per­correre nel futuro per difen­dersi dalle truffe perpetrate da commercianti senza scrupoli. Spetta infine al collezionista o all’amatore, che vuole arredare la propria dimora con oggetti d’arte, affidarsi alle cure degli antiquari di certificata esperien­za che, oltre a vendere il frutto delle loro ricerche, consegnano nelle mani degli acquirenti i certificati a garanzia degli acquisti effettuati, così come previsto dalle leggi vigenti. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Giuseppe Mancarella

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