Antiquariato… Cartapestai Leccesi tra ‘800 e ‘900
Due i casi rappresentativi, i maestri Antonio Bortone (1844-1938) e Luigi Guacci (1871-1934).
Caretta Raffaele, Traslazione effigie Madonna, dal Catalogo personale del 1910
I lavori di cartapesta sono da considerare arte o artigianato? La consueta questione legata alla produzione di manufatti di cartapesta merita una puntuale ed attenta riflessione. Per rispondere a questa domanda in maniera esaustiva è necessario circoscrivere l’arco cronologico dell’indagine; in questo caso mi pare opportuno considerare i lavori degli storici cartapestai che operarono a Lecce tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. In primo luogo è doveroso che emerga la formazione artistica di alcuni maestri, spesso legata ad una rigida formazione avvenuta in prestigiose scuole d’arte altamente specializzate, fuori dal territorio pugliese. Due casi rappresentativi sono costituiti dai maestri Antonio Bortone (1844-1938) e Luigi Guacci (1871-1934), i quali studiarono scultura ed arti plastiche a Napoli. I due giovani artisti non tardano a partecipare a mostre di ambito nazionale ed internazionale, riscuotendo grandi successi.
Guacci Luigi, Figure presepiali, dal Catalogo personale del 1933
Le opere in cartapesta, esposte nelle mostre accanto a costosi lavori di affermati artisti, rappresentavano, dal punto di vista collezionistico, un oggetto dal valore qualità-prezzo straordinariamente vantaggioso. Una statua di cartapesta aveva un prezzo molto più conveniente di una scultura realizzata con materiali consueti all’arte (bronzo, marmo, legno e altri materiali) principalmente per l’irrisorio costo dei materiali utilizzati. Basti pesare che in un prezzario di Guacci del 1923, un crocefisso di quasi un metro era venduto a sole 60 lire, mentre uno di 70 centimetri a poco meno della metà. La produzione della cartapesta invase quindi il mercato dell’arte, con lo straordinario vantaggio di poter adottare dei prezzi straordinariamente bassi. Per questo motivo, le opere realizzate da qualificati professionisti iniziarono ad avere un notevole riscontro nel mercato dell’arte e nella circolazione in esso attraverso prestigiose esposizioni nazionali ed internazionali tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.
Cartolina pubblicitaria della ditta Cav. Luigi Guacci
Maestri cartapestai, come i già citati Bortone, Guacci ed il celebre Giuseppe Manzo (1849-1943) riscossero importanti successi nelle numerose mostre di eccezionale importanza alle quali parteciparono, come l’Esposizione Mondiale Vaticana del 1888, l’esposizione Inventerurs Industriels et Expositions a Parigi nel 1895, l’esposizione internazionale di Torino del 1899, l’esposizione internazionale di Londra 1901 e molte altre.
Listino prezzi della produzione G. Manzo
Il successo degli artisti salentini trovò un forte implemento delle attività produttive grazie ad un acutissimo sistema di pubblicizzazione delle opere e delle vendite; nei primi anni del Novecento, grazie all’avvento della fotografia, si assistette, alla stampa di cartoline pubblicitarie (spesso foto di Pietro Barbieri) che riproducevano lavori in cartapesta e apparvero i primi cataloghi promozionali, corredati da immagini e relativi costi. Le onorificenze raggiunte dall’artista erano esibite come una sorta di certificato di garanzia dell’opera. Assistiamo, quindi, ad un’eccezionale opera di come intendiamo attualmente marketing d’impresa.
Malecore Giuseppe, Figure presepiali, dal Catalogo personale del 1928
Ad incrementare il prestigio di queste opere, alcuni cartapestai salentini, ottennero dai regnanti e dai papi del tempo titoli e riconoscimenti attraverso delle donazioni. Tra le prime donazioni più significative ricordiamo quella di Antonio Maccagnani (1809-1892) che donò al Papa Pio IX ed al Re Vittorio Emanuele II un crocefisso premiato in occasione dell’esposizione Italiana di Firenze del 1861. Questo valse a Maccagnani l’onorificenza della spilla con monogramma regio. Giunsero in questo modo anche numerose commissioni di statue in cartapesta da parte di committenti stranieri. È questo il caso dei fratelli Vincenzo e Giulio Caprioli (notizie dalla seconda metà del Novecento), allievi del celebre maestro cartapestaio Achille De Lucrezi.
Errico P., S. Anna e la Vergine Bambina, cartapesta e cera, Cartolina Postale Illustrata
La dinamica attività commerciale fece aumentare la richiesta di manodopera qualificata ad affiancare ai maestri che, nel frattempo, avevano trasformato le fumose botteghe artigiane in veri e propri atelier ampi e luminosi, dove si allestirono dei reparti dedicati alle diverse fasi di produzione. Questo articolo si propone, attraverso una serie di altri tre contributi di carattere monografico dedicati a grandi maestri cartapestai della seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, di dare la possibilità di approfondire una questione ancora poco nota e che meriterebbe una più accurata attenzione.
Giuseppe Mancarella





















