Pubblicato in: Gio, Dic 4th, 2014

Antiquariato… Cartapestai Leccesi tra ‘800 e ‘900

Due i casi rappresentativi, i maestri Antonio Bortone (1844-1938) e Luigi Guacci (1871-1934).

Caretta Raffaele

Caretta Raffaele, Traslazione effigie Madonna, dal Catalogo personale del 1910

I lavori di cartapesta sono da considerare arte o artigia­nato? La consueta questio­ne legata alla produzione di manufatti di cartapesta merita una puntuale ed attenta riflessione. Per rispondere a questa domanda in maniera esaustiva è necessario circo­scrivere l’arco cronologico dell’indagine; in questo caso mi pare opportuno considerare i lavori degli storici cartapestai che operarono a Lecce tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. In primo luogo è doveroso che emerga la formazione artisti­ca di alcuni maestri, spesso legata ad una rigida formazione avvenuta in prestigiose scuole d’arte altamente specializzate, fuori dal territorio pugliese. Due casi rappresentativi sono costituiti dai maestri Anto­nio Bortone (1844-1938) e Luigi Guacci (1871-1934), i quali studiarono scultura ed arti plastiche a Napoli. I due giovani artisti non tardano a partecipare a mostre di ambito nazionale ed internazionale, riscuotendo grandi successi.

Guacci Luigi

Guacci Luigi, Figure presepiali, dal Catalogo personale del 1933

Le opere in cartapesta, esposte nelle mostre accanto a costosi lavori di affermati artisti, rap­presentavano, dal punto di vista collezionistico, un oggetto dal valore qualità-prezzo straordi­nariamente vantaggioso. Una statua di cartapesta aveva un prezzo molto più conveniente di una scultura realizzata con materiali consueti all’arte (bronzo, marmo, legno e altri materiali) principalmente per l’irrisorio costo dei materiali utilizzati. Basti pesare che in un prezzario di Guacci del 1923, un crocefisso di quasi un metro era venduto a sole 60 lire, mentre uno di 70 centi­metri a poco meno della metà. La produzione della cartape­sta invase quindi il mercato dell’arte, con lo straordinario vantaggio di poter adottare dei prezzi straordinariamente bassi. Per questo motivo, le opere realizzate da qualificati profes­sionisti iniziarono ad avere un notevole riscontro nel mercato dell’arte e nella circolazione in esso attraverso prestigiose esposizioni nazionali ed inter­nazionali tra la fine dell’Otto­cento e gli inizi del Novecento.

Cartolina

Cartolina pubblicitaria della ditta Cav. Luigi Guacci

Maestri cartapestai, come i già citati Bortone, Guacci ed il celebre Giuseppe Manzo (1849-1943) riscossero importanti successi nelle numerose mostre di eccezionale impor­tanza alle quali parteciparono, come l’Esposizione Mondiale Vaticana del 1888, l’esposizio­ne Inventerurs Industriels et Expositions a Parigi nel 1895, l’esposizione internazionale di Torino del 1899, l’esposizione internazionale di Londra 1901 e molte altre.

Listino

Listino prezzi della produzione G. Manzo

Il successo degli artisti salentini trovò un forte implemento delle attività pro­duttive grazie ad un acutissimo sistema di pubblicizzazione delle opere e delle vendite; nei primi anni del Novecen­to, grazie all’avvento della fotografia, si assistette, alla stampa di cartoline pubbli­citarie (spesso foto di Pietro Barbieri) che riproducevano lavori in cartapesta e apparvero i primi cataloghi promozionali, corredati da immagini e relativi costi. Le onorificenze raggiunte dall’artista erano esibite come una sorta di certificato di ga­ranzia dell’opera. Assistiamo, quindi, ad un’eccezionale ope­ra di come intendiamo attual­mente marketing d’impresa.

Malecore

Malecore Giuseppe, Figure presepiali, dal Catalogo personale del 1928

Ad incrementare il prestigio di queste opere, alcuni cartapestai salentini, ottennero dai regnanti e dai papi del tempo titoli e riconoscimenti attraverso delle donazioni. Tra le prime donazioni più significative ricordiamo quella di Antonio Maccagnani (1809-1892) che donò al Papa Pio IX ed al Re Vittorio Emanuele II un crocefisso premiato in occasio­ne dell’esposizione Italiana di Firenze del 1861. Questo valse a Maccagnani l’onorificenza della spilla con monogramma regio. Giunsero in questo modo anche numerose commissio­ni di statue in cartapesta da parte di committenti stranieri. È questo il caso dei fratelli Vincenzo e Giulio Caprioli (notizie dalla seconda metà del Novecento), allievi del celebre maestro cartapestaio Achille De Lucrezi.

cartapesta

Errico P., S. Anna e la Vergine Bambina, cartapesta e cera, Cartolina Postale Illustrata

La dinamica atti­vità commerciale fece aumen­tare la richiesta di manodopera qualificata ad affiancare ai maestri che, nel frattempo, avevano trasformato le fumose botteghe artigiane in veri e propri atelier ampi e luminosi, dove si allestirono dei reparti dedicati alle diverse fasi di produzione. Questo articolo si propone, attraverso una serie di altri tre contributi di carattere monografico dedicati a grandi maestri cartapestai della se­conda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, di dare la possibilità di approfon­dire una questione ancora poco nota e che meriterebbe una più accurata attenzione.

Giuseppe Mancarella

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