Pubblicato in: Gio, Nov 27th, 2014

Antiquariato e Cartapesta… Artigiani o Artisti? Ecco il dilemma

Appartiene ad Enzo Rossi il primo studio critico sulla tradizione leccese.

Stabilimento

Stabilimento di Giuseppe Malecore-Reparto Pittura-Dal Catalogo personale

La valutazione delle opere in cartapesta realizzate dagli anti­chi maestri ebbe un suo epigono in Enzo Rossi; a lui si deve, infatti, il primo studio critico sulla cartapesta leccese. Rossi, con lo pseudonimo di Roiss, pubblicava il volume dal titolo “Cartapesta e Carta­pestai” nel 1983, nel quale si chiedeva se i cartapestai leccesi avrebbero mai potuto fregiarsi del titolo di artista.

Achille De Lucrezi

Achille De Lucrezi

Nello stesso lavoro, inoltre, pose anche altri due quesiti, cioè come valo­rizzare le opere dei cartape­stai leccesi e come tali lavori potessero suggerire sentimenti devozionali. Per rispondere al primo quesito egli ritenne di far riferimento a tre distinti termi­ni: arte, artigianato e industria. Per rispondere alla prima domanda che si impose, il Roiss approdò alla conclusione che si doveva dividere tutta la produzione della cartapesta in tre periodi storici che raffigura­vano lo sviluppo, l’affermarsi e il decadimento dell’arte della cartapesta leccese.

Achille

De Lecrezi A. e Figlio, Madonna del Buon Consiglio, 1900, Monteroni-Parrocchiale

Il primo pe­riodo, secondo Roiss, è quello dell’artigianato artistico, che abbraccia un lungo arco tempo­rale che intercorre dalle origini sino al 1915, alcuni anni dopo la morte di Achille De Lucrezi (1827-1913). Il secondo perio­do è quello dell’arte industriale (dal 1916 al 1933), che vide l’approdo dei santi di carta sull’altra sponda dell’Oceano. Il terzo periodo, infine, è quello dell’artigianato industriale, particolarmente rappresentati­vo nei nostri giorni. Durante il primo periodo avvenne un fatto importante che vide la fusione della pittura e della scultura in una sorta di barocchismo, questo consentì la realizza­zione di opere plastiche di grande valore artistico.

De Lucrezi

De Lucrezi A., Sacra Famiglia, Brindisi-Cattedrale

Dal prezioso volume di Enrico Giannelli, “Artisti napoletani viventi: pittori, scultori ed architetti”, edito a Napoli nel 1916, si apprende che nell’a­teneo partenopeo si perfezio­narono nella plastica alcuni salentini: Antonio Bortone (1844-1938), Francesco Bruno (1839-1923), Oronzo Cosen­tino (1871-1922), Giuseppe De Cupertinis (1851-1924), Francesco De Matteis (1852- 1917), Eugenio Maccagnani (1852-1930), Oronzo Gar­giulo (1869-1917), Giuseppe Mangionello (1861-1939), Giuseppe Manzo (1849-1942) e Luigi Guacci (1871-1950).

Pasqua

Pasquale Errico , Cartapesta e cera, Cartolina Postale Illustrata

A Napoli spicca la presenza di due campioni della cartapesta leccese, il Manzo e il Guacci, ai quali si affiancò Marianna Flora, proveniente da una cele­bre famiglia di artisti originari di Francavilla Fontana. Tra i più importanti esponenti della famiglia Flora ricordiamo il noto decoratore e cartapestaio Agesilao (1863-1952), proprio a quest’ultimo si deve l’isti­tuzione di una prima Scuola d’Arte in Gallipoli.

Cuore di Gesù

Raffaele Caretta-Cuore di Gesù, Monteroni-Coll. privata, già in Ch. Sacro Cuore

Agesilao sposò Anna Guacci, figlia del cartapestaio Luigi, e nel 1907, si trasferì a Gallipoli insieme al cognato Eugenio Guacci, anch’egli cartapestaio, cercando di continuare l’attivi­tà della fallita “Società coope­rativa di Produzione e Lavoro” voluta dal socialista Eugenio Rossi (1831-1909). Egli rilevò con diecimila lire i locali che furono della cooperativa, siti sul Bastione San Domenico, sul luogo che si affaccia dagli spalti sul mare che ancor oggi è denominato “Muru de lu Flora”, e impiantò uno Studio d’Arte e Laboratorio di lavora­zione della cartapesta. Nel 1910, a seguito della fre­quentazione col pittore Giulio Pagliano (1882-1932), il Flora fondò e diresse a Gallipoli la Scuola d’Arte Applicata all’In­dustria, affidandone l’insegna­mento del disegno allo stesso Pagliano.

Giuseppe Mancarella

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti