Pubblicato in: Gio, Nov 20th, 2014

Antiquariato e Cartapesta… Troppe opere senza autore certo

La solida preparazione artistica dei salentini collocati tra la fine del ‘700 e i primi del ‘900.

Assunta

A. Maccagnani-Attr., Volto dell’Assunta, Monteroni-Chiesa S. Giovanni Battista

Il mercato antiquario offre spesso ai collezionisti ope­re in cartapesta di discreto valore artistico e di dubbia provenienza. È giunto il momento, ormai, di fare chia­rezza sul valore delle opere messe in vendita e allo stesso tempo sulle qualità artistiche delle stesse. I lavori di pregio, che po­trebbero essere oggetto di un investimento sicuro, sono quelli realizzati da artisti che hanno operato tra la fine del Settecento ed i primissimi anni del Novecento.

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Luigi Guacci con lOn. Belluzzo, lOn. Starace e lOn. Franco-cat. pers.

Questi cartape­stai salentini acquisirono una solida preparazione artistica sia in loco che a Napoli, tra essi possiamo ricordare Anto­nio Maccagnani, Achille De Lucrezi, Giovanni Andrea De Pascalis, Giuseppe Manzo, Luigi Guacci e Raffaele Caretta. È molto strano come, ancora oggi, le statue in cartapesta realizzate da questi maestri incontrino serie difficoltà ad essere inserite nel novero delle opere scultoree vere e proprie. Si deve costatare, in verità, che il corpus delle opere di questi maestri ancora non è stato completamente svelato; molte­plici sono le cause che hanno determinato questa mancata conoscenza.

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A. Maccagnani-Scuola, San Biagio, gruppo in cartapesta, Parr. S. Pietro in L.

Molto spesso a causa della fragilità di questi tesori di carta sono stati oggetto di un natu­rale deterioramento causato dalle condizioni ambientali del nostro territorio, dagli insetti xilofagi e dall’incauta conser­vazione. Le statue erano oggetto di culto e per questo motivo erano col­locate nelle chiese o in cappelle private. La loro esposizione, pertanto, doveva corrispondere a canoni estetici esemplari e per questo motivo, quando occorreva, erano affidate agli stessi cartapestai, oppure a dei praticoni che non cono­scendo le moderne tecniche di restauro, badavano a sostituire le parti deteriorate ridipingendo le cromie preesistenti.

Raffaele Caretta

Raffaele Caretta nello studio – 1871-1950

Queste operazioni erano la causa della cancellazione, della dispersione e della perdita di paternità di queste statue. Bisogna affermare, infatti, che solo nell’ultimo periodo si è imposto un criterio di restauro filologico, basato sul recupero e la conservazione delle statue in cartapesta.

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R. Caretta, Battesimo di Cristo, 1917, cartapesta, Lecce-Battistero Cattedrale

Gli acquirenti di questi manu­fatti sono inevitabilmente alla mercé degli antiquari, poiché non possiedono gli strumenti idonei per valutare se le statue in questione sono autentiche oppure frutto di affrettate attri­buzioni. Mancano, in effetti, dei cataloghi appropriati dai quali si possa evincere con certezza quali siano gli ele­menti distintivi di ogni singolo artista, lo stile e la tecnica con la quale le stesse opere furono realizzate. I collezionisti, molto spesso, si affidano al loro buon gusto, allo stato di conservazione e ai consigli del venditore.

Giuseppe Mancarella

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