Antiquariato e Cartapesta… Troppe opere senza autore certo
La solida preparazione artistica dei salentini collocati tra la fine del ‘700 e i primi del ‘900.
A. Maccagnani-Attr., Volto dell’Assunta, Monteroni-Chiesa S. Giovanni Battista
Il mercato antiquario offre spesso ai collezionisti opere in cartapesta di discreto valore artistico e di dubbia provenienza. È giunto il momento, ormai, di fare chiarezza sul valore delle opere messe in vendita e allo stesso tempo sulle qualità artistiche delle stesse. I lavori di pregio, che potrebbero essere oggetto di un investimento sicuro, sono quelli realizzati da artisti che hanno operato tra la fine del Settecento ed i primissimi anni del Novecento.
Luigi Guacci con l’On. Belluzzo, l’On. Starace e l’On. Franco-cat. pers.
Questi cartapestai salentini acquisirono una solida preparazione artistica sia in loco che a Napoli, tra essi possiamo ricordare Antonio Maccagnani, Achille De Lucrezi, Giovanni Andrea De Pascalis, Giuseppe Manzo, Luigi Guacci e Raffaele Caretta. È molto strano come, ancora oggi, le statue in cartapesta realizzate da questi maestri incontrino serie difficoltà ad essere inserite nel novero delle opere scultoree vere e proprie. Si deve costatare, in verità, che il corpus delle opere di questi maestri ancora non è stato completamente svelato; molteplici sono le cause che hanno determinato questa mancata conoscenza.
A. Maccagnani-Scuola, San Biagio, gruppo in cartapesta, Parr. S. Pietro in L.
Molto spesso a causa della fragilità di questi tesori di carta sono stati oggetto di un naturale deterioramento causato dalle condizioni ambientali del nostro territorio, dagli insetti xilofagi e dall’incauta conservazione. Le statue erano oggetto di culto e per questo motivo erano collocate nelle chiese o in cappelle private. La loro esposizione, pertanto, doveva corrispondere a canoni estetici esemplari e per questo motivo, quando occorreva, erano affidate agli stessi cartapestai, oppure a dei praticoni che non conoscendo le moderne tecniche di restauro, badavano a sostituire le parti deteriorate ridipingendo le cromie preesistenti.
Raffaele Caretta nello studio – 1871-1950
Queste operazioni erano la causa della cancellazione, della dispersione e della perdita di paternità di queste statue. Bisogna affermare, infatti, che solo nell’ultimo periodo si è imposto un criterio di restauro filologico, basato sul recupero e la conservazione delle statue in cartapesta.
R. Caretta, Battesimo di Cristo, 1917, cartapesta, Lecce-Battistero Cattedrale
Gli acquirenti di questi manufatti sono inevitabilmente alla mercé degli antiquari, poiché non possiedono gli strumenti idonei per valutare se le statue in questione sono autentiche oppure frutto di affrettate attribuzioni. Mancano, in effetti, dei cataloghi appropriati dai quali si possa evincere con certezza quali siano gli elementi distintivi di ogni singolo artista, lo stile e la tecnica con la quale le stesse opere furono realizzate. I collezionisti, molto spesso, si affidano al loro buon gusto, allo stato di conservazione e ai consigli del venditore.
Giuseppe Mancarella




















