Pubblicato in: Sab, Lug 6th, 2013

Antonio Maggio: “Orgoglioso di rappresentare il mio Salento”

Parla il cantautore di Squinzano, invitato dalla Provincia di Lecce ad essere testimonial del marchio “Salento d’amare”. 

Maggio

“Sono sempre in giro ed impegnato tra tour, il disco, le radio, e non posso che essere felicissimo di quanto le cose siano andate bene”. 

Un ragazzo di 26 anni, salentino doc, che è riuscito a coniugare la passione di una vita con il lavoro. È così che vuole definirsi il can­tautore leccese Antonio Mag­gio, portato già due volte agli onori del panorama musicale italiano: nel 2008 con il talent show “X-factor”, all’interno del gruppo degli Aram Quartet, e quest’anno da solista, dopo la vittoria riportata al 63° Festi­val di Sanremo nella categoria Giovani. La Provincia di Lecce lo ha scelto, non a caso, come testimonial del marchio “Salen­to d’amare”, dopo Alessandro Nocco e Daniele Greco. Ma lasciamo alle sue paro­le il compito di spiegarci come vive il suo successo nazionale e allo stesso tempo il rapporto con questa terra messapica, ba­ciata dal sole, che ha sempre in­cantato artisti, musicisti e poeti d’ogni tempo.

Parlaci di te: chi è Anto­nio Maggio?

Antonio Maggio è un ra­gazzo di 26 anni che sta facen­do quello che gli piace, che ha sempre voluto e che spera di fare per sempre: musica!

Che cosa è la musica?

La mia più grande passione e oggi anche il mio lavoro. In questo sono fortunato perché non sempre capita che il più grande sogno della vita coin­cida con gli impegni lavorativi.

Dopo Alessandro Nocco e Daniele Greco, ad omag­giare il Salento come te­stimonial del marchio Sa­lento D’amare sarà la tua musica. Come hai accolto questa notizia?

Mi fa molto piacere perché oltre che una bella responsa­bilità è un orgoglio portare in giro il nome del Salento, da salentino doc quale mi ritengo e da amante della mia terra. Ringrazio il Presidente Gabel­lone e la Provincia di Lecce per avermi scelto come testimonial.

Individua un pregio e un difetto del Tacco d’Italia e dei suoi abitanti…

Non riesco a trovare difet­ti. Quando sono fuori non vedo l’ora di tornare a casa, perché credo che come si vive nel Sa­lento non si possa vivere fuori, dalla gente alle bellezze natu­rali, dall’arte alla cultura non abbiamo nulla da invidiare agli altri. La mia terra mi manca sempre.

Dal punto di vista musica­le, cosa riscontri nel Sa­lento, anche alla luce dei successi che molti cantanti locali stanno riscontrando negli ultimi anni a livello nazionale?

Ogni epoca storica, dal punto di vista musicale, è sta­ta caratterizzata da una scuola identificata geograficamente: quella genovese, quella roma­na, quella bolognese, quella milanese. Adesso è il momento florido per la scuola salentina, e godiamocelo finché durerà per­ché è sicuramente un motivo di orgoglio per noi.

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