Pubblicato in: Gio, Ott 31st, 2013

Apollo 2014… A due passi dal sole

Dietro le quinte del Restauro/Conto alla rovescia, a luglio 2014 la restituzione del Teatro alla città. I restauri hanno portato alla luce un parco archeologico che resterà accessibile anche dopo la riapertura.

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A colloquio con il Direttore dei Lavori/Del Grosso: “La struttura manterrà le sue caratteristiche. Antico e tecnologico insieme”. 

Luogo di rappresentazioni comiche, drammatiche e di vario tipo, il teatro è sempre stato considerato parte integrante della cultura di una civiltà, come trasmessoci dal luogo in cui esso è nato, la Grecia. Non si tratta dunque di un mero edificio, bensì di uno spazio che diviene condizione esistenziale, di una struttura che include al suo interno le gioie, le delusioni, le aspettative, le finzioni e le verità della vita umana. Con una superficie di quasi 1500 metri quadri, il Teatro Apollo di Lecce, a un passo dalla rinascita, si erge in tutta la sua maestosità in pieno centro storico.

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Dopo un lungo, per i cittadini leccesi interminabile, periodo di rianimazione, questo edificio sarà pronto, forse tra meno di un anno, a rivedere la luce e a mostrare uno splendore che sembrava cancellato dal tempo e dalle speranze di tutti. A raccontarci alcuni retroscena e dettagli interessanti riscontrati “dietro le quinte” dei lavori di restauro sarà il direttore dei lavori, l’ing. Luigi Del Grosso.

Quando ha avuto inizio il recupero del Teatro Apollo e quando è pre­vista la conclusione dei lavori?

Noi della BarlettiDel Grosso e Associati srl abbiamo vinto la gara di progettazione nel 2006, ma i lavo­ri hanno avuto concretamente inizio nel 2008. Prevedevamo di conclude­re il tutto entro un paio d’anni, ma due ordini di fattori hanno rallentato enormemente il ritmo del restauro: la necessità di non previsti interventi di risanamento statico dell’edificio e il rinvenimento, durante gli scavi, di di­versi reperti archeologici situati sotto il Teatro. Secondo l’ultimo contratto stipulato, dovremmo ultimare il re­stauro nel mese di luglio 2014.

Per quale motivo avevate effettua­to gli scavi?

Dovevamo ovviare ad alcune ca­renze dell’edificio: come accennavo prima, non era costruito in maniera si­cura perché il teatro era poggiato su vecchie case popolari senza fondamenta idonee; inoltre mancavano del tutto i camerini, necessari per una ottimale efficienza del teatro, e dovevamo realizzarli sotto al palco. Occorre inoltre realizzare impianti tecnici. Dove dovevano sorgere i camerini sul lato destro ci hanno impedito di scavare oltre, perché abbiamo trovato un muro antico, probabilmente risalente a un periodo storico anteriore a quello di Carlo V.

Quale mission è stata prevista per il Teatro Apollo?

Su questi dati l’amministrazione comunale non si è mai esposta, in atte­sa del completamento dei lavori di restauro, nonostante avessimo chiesto di fornirci qualche dettaglio in merito perché alcune caratteristiche strutturali e progettuali di un edificio sono strettamente correlate all’uso che se ne deve fare. È diverso se ad esempio uno spazio debba essere progettato come sala conferenze o come sala prove.

Qual è la storia del teatro?

Il suolo su cui è stato costruito era di proprietà del Comune, che nei primi anni del ‘900 affidò a un ingegnere il compito di realizzare un teatro. Questo fu concepito inizialmente come spazio aperto, poi nel corso del tempo modifi­cato a più riprese fino ad assumere la forma che conosciamo oggi. Nei primi anni i proprietari decisero di vendere nuovamente il teatro al Comune, tranne un lato – quello architettonicamente più significativo – che è rimasto di pro­prietà degli eredi dell’ingegnere e in cui sono stati collocati uffici e negozi.

Come sarà gestita la presenza dei reperti archeologici?

Stiamo trasformando l’interrato in una specie di parco archeologico che sarà visitabile negli orari in cui il teatro non ospiterà spettacoli o eventi.

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Avete previsto un modo per coniugare l’antico e il moderno?

Abbiamo lasciato la struttura quanto più intatta possibile, senza modi­ficarne la forma. Abbiamo però previsto meccanismi tecnologici e impianti moderni per garantire ulteriori servizi ed effetti scenici.

Ad esempio?

Abbiamo previsto un meccanismo che consentirà alla fossa d’orchestra di salire e scendere, pertanto quello spazio potrà essere liberamente utilizzato, a seconda delle esigenze del momento, per un ampliamento dei posti della platea, come ampliamento del palco o come fossa d’orchestra.

Quanto è ampio l’edificio e quante persone potrà ospitare?

Il teatro è di 1488 metri quadrati. La platea ha una capienza di 800 per­sone, mentre il primo ordine di palchi, come anche il secondo, dovrebbe ospi­tarne 92, e altri 110 posti sono ricavabili dal loggione.

Come si presenterà il palco?

Molto particolare: appartiene al prof. Cervellati la scelta di arricchire il sipario con dipinto ispirato al “Carro di Apollo” di Odilon Redon.

Cosa risponde al diffuso malcontento dei commercianti della zona per la presenza delle impalcature?

Che sicuramente saranno tolte entro gennaio prossimo. 

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