Pubblicato in: Sab, Dic 7th, 2013

Approccio empatico/Con gli adolescenti fianco a fianco

Strategie di comunicazione della comunità educativa “Mettere le Ali Onlus” di Minervino di Lecce. 

ali-onlus

Percorso condiviso/L’educatore utilizza l’empatia per entrare in contatto con il ragazzo e scoprirne il mondo. Il primo passo verso un progetto per il futuro. 

Li vediamo gironzola­re per la città come “personaggi strani”, vestendo secondo mode “straniere” per il mondo degli adulti, sfrecciando su motorini truccati, le cuffiette dell’mp3 e la loro musica, comunicando in forma criptata, con abbreviazioni, simboli, tramite sms, mail. L’adolescente è oggi al centro di una significativa attenzione da parte delle scienze umane. Un’analisi che con fatica cerca di rappresentare una delle fasi più importanti e allo stesso tem­po difficili e delicate del percor­so evolutivo della persona.

Un periodo di sconvolgimenti che guardano il carattere, lo stesso “Io” in costruzione: una mutazione veloce, in alcuni casi troppo veloce. Molto spesso gli adolescen­ti cercano di placare questa rivoluzione interiore con un tuffo dentro l’uso, e in certi casi l’abuso, di sostanze stupefa­centi o alcol: una scorciatoia, un rifugio, una via d’uscita dal contatto/contagio di emozio­ni troppo forti e difficili da gestire. Il consumo della droga è in continuo aumento. I danni anche se non immediatamente avvertiti, sono spaventosi.

Aggressività, sfida, vittimismo, omertà, bugie, sotterfugi, inco­scienza e imprudenza sono tra gli atteggiamenti e i comporta­menti del disagio adolescenzia­li, caratteri spinosi che minano la crescita dell’intera comunità di appartenenza, dilaniano le famiglie e con i quali bisogna confrontarsi a viso aperto nel contesto delle relazioni edu­cative. Molti genitori dinnanzi “alla nuova vita”, finiscono nel vortice del conflitto, divengo­no nemici o sterili complici, incapaci di star semplicemente ad ascoltare, di essere presenza ferma e non giudicante.

Stock1

La Cooperativa Sociale “Mettere le Ali” Onlus nei suoi interventi sugli adolescenti all’interno delle comunità educative da essa gestite, ha costruito un approccio empati­co fondato sulla relazione che scardina i ruoli e pone adulto ed adolescente in una nuova dimensione di cammino “fianco a fianco”.

L’educatore utilizza l’empatia per entrare in contat­to con l’adolescente e scoprirne il mondo; diviene così capace di riconoscere l’altro come un altro, di comprendere il suo modo di essere, di comparte­cipare a situazioni, condivi­dere sentimenti e sensazioni e prospettare un progetto futuro, divenendo responsabili di un percorso compiuto insieme. Questo non significa prendersi in carico o sostituirsi all’adole­scente, ma fecondare un incon­tro attento di intenzionalità, di accoglienza e ascolto reciproci.

Attraverso l’empatia, la relazio­ne di cura concentra l’atten­zione sul soggetto che viene guidato per mano lungo un percorso intrapreso insieme e soprattutto rispetto alla destina­zione da raggiungere. Questo percorso tuttavia non è, e non può essere, l’esito di un processo «spontaneo» di crescita; è piuttosto la riuscita di un processo di formazione che riguarda l’intera personalità e che coincide con un atto di libertà e di consapevolezza di sé. Nel prendersi cura l’etica dell’intenzionalità e l’etica della responsabilità trovano un punto di contatto, costantemen­te da riequilibrare e verificare, ma sempre pregno di motiva­zione e ricco di significatività.

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti