Archivio Diocesano/Il Capitolo Cattedrale e la Colonna di S. Oronzo
1681: La richiesta al Vescovo Pignatelli da parte dei Canonici a sbloccare la somma e donarla al Sindaco.
Il documento che è oggetto della nostra analisi (Archivio del Capitolo Cattedrale di Lecce, Mazzo XX n. 80-81-82) ci riporta la notizia del contributo dato da parte del Capitolo per la erezione della Colonna in Piazza S. Oronzo. Il primo elemento da sottolineare è che esso è redatto in triplice copia e se da una parte presenta il medesimo firmatario e luogo di emissione, rispettivamente il Vicario Generale Vincenzo Tagliaferro e il Palazzo Vescovile, ciò che cambia è la datazione che è rispettivamente 8 marzo, 11 agosto e 28 maggio del medesimo anno (1681). Giova aggiungere come il contenuto delle tre copie sia assolutamente identico e altresì completamente sovrapponibile sia la struttura dei medesimi che presentano una prima parte sotto forma di supplica e una seconda sotto forma di dichiarazione-attestazione in relazione alla precedente e da essa separata in maniera evidente.
La richiesta è inviata al Vescovo da parte del Capitolo del Clero di Lecce, il quale evidenzia come presso le Monache di S. Matteo si trovino depositati 96 ducati due tari e dieci grana derivanti dall’esazione di grane due per tumulo fatta dal Rev.do don Giuseppe Vincenzi da utilizzare nell’erezione della colonna di S. Oronzo (previo benestare della Curia Episcopale, così come disposto dalla Corte Vescovile) da consegnarsi al Sindaco. In virtù di ciò si supplica il Vescovo che dia ordine di liberare la somma e che venga posta nelle mani di don Vincenzi, comparente nella Corte Vescovile, il quale a sua volta provvederà a consegnarla al Sindaco o ad altra persona da lui incaricata ricevendo dal medesimo le giuste garanzie. Il documento appena sottostante è una dichiarazione nella quale la Madre Badessa del Monastero di S. Matteo attesta la consegna a don Giuseppe De Donno, procuratore del Capitolo la somma di ducati novantasei, depositati nel monastero, e impiegati per la costruzione della colonna, ricevendo la relativa ricevuta per sua cautela. Entrando maggiormente nel contesto del documento è possibile evidenziare alcuni dati più particolareggiati.
La somma in questione viene messa da parte in un periodo compreso tra marzo ed agosto 1680 oppure secondo un’altra versione al principio del mese di settembre 1680 (“della gabella comprata dal R.do don Giuseppe Vincenzi da marzo ad agosto” e nell’altra copia “della gabella (…) dal principio di 7bre 1680”) mentre la terza copia riporta “nell’anno passato 1680”. La finalità è la “eretione della colonna al glorioso Nstro S. Orontio” mentre nella dichiarazione della Madre badessa si specifica meglio “nella fabrica dell’eretione della colonna del glorioso Nstro Martire S. Orontio”. Dovendo chiudere l’analisi circa questa testimonianza d’archivio è interessante porre l’attenzione al lasso di tempo intercorso tra il reperimento/ disponibilità delle risorse e la effettiva consegna delle medesime riscontrabile nelle tre copie disponibili.
La prima copia è quella che riporterebbe il lasso di tempo più breve infatti circa i ducati parla di “gabella comprata (…) nell’Anno passato 1680”, quindi ciò farebbe risalire il documento al 1681, stesso anno della dichiarazione della Madre Badessa datata 8 marzo. La seconda copia parla di “gabella comprata (…) da marzo ad agosto presente” quindi si presume il riferimento sia all’anno 1680, mentre lo scritto facente riferimento alla Madre Badessa riporta la data dell’11 agosto 1681, quindi l’arco di tempo più ampio. L’ultima copia riporta testualmente “gabella comprata (…) dal principio di 7bre 1680” mentre il documento sottostante, sempre inerente la Madre Badessa, è datato 28 maggio 1681, in questo caso la scansione temporale sarebbe mediana rispetto alle altre due.
Giacomo Cominotti


















