Archivio Diocesano/Incuria e Vandalismo… Vizi antichi mai perduti
In due documenti del 1916 e del 1917 la preoccupazione del Sovrintendente per i leoni marmorei della Cattedrale. Appello a Mons. Trama.
“Esposti al vandalismo del pubblico che non si perita d’imbrattarli con immondizie od altro”.
“Ai lati della Porta Maggiore del Duomo due leoni marmorei in parte consunti di grande importanza storica essendo appartenuti all’antica cattedrale romanica”.
Sovente la ricerca documentaria offre risultati, oltre che inaspettati e sorprendenti, altresì contrastanti tra di loro, almeno in apparenza. Tali esiti trovano espressione compiuta nel documento che andiamo ad analizzare oggi, proveniente dal Fondo personale del Vescovo Gennaro Trama, Presule di Lecce dal 1902 al 1927 (Busta XV, fascicolo 78). Esso consta in effetti di due documenti distinti, ma collegati tra loro, e ciò si comprenderà meglio approfondendone il contenuto. Il primo, datato 9 novembre 1917 e indirizzato al Vescovo di Lecce, reca la firma di Pietro Guidi, Soprintendente ai monumenti della Puglia e del Molise. Egli sottolinea, primariamente, come sia stato informato, dall’Ispettore del suo ufficio, dello stato di abbandono nel quale versano “ai lati della Porta Maggiore del Duomo (…) due leoni marmorei in parte consunti”. Se ne evidenzia, altresì, la grande importanza storica “essendo appartenuti all’antica cattedrale romanica”. Logica conseguenza di ciò è la sollecitazione, da parte del Soprintendente medesimo, circa l’opportunità che “venissero collocati in un luogo ove il loro valore si comprendesse e dove, sopra a tutto, non fossero esposti, come oggi sono, al vandalismo del pubblico che non si perita d’imbrattarli con immondizie od altro”. La missiva si chiude con la proposta del “trasferimento delle due sculture nel Museo Provinciale (dove attualmente sono allocate [insieme ad altri due leoni provenienti dalla Chiesa di San Francesco della Scarpa, n.d.a., cfr. Il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano – Guida Breve, pagg. 23-24, www.provincia.le.it/pubrepo/ repositoryRemoto/2013/Pubblicazioni/Museo_Provinciale_Sigismondo_Castromediano_Guida_Breve.pdf] ) o in altra sede opportuna”.
Dovendo attualizzare il documento, circa il suo contenuto, l’elemento che salta all’occhio e che fa dire che in quasi un secolo certi atteggiamenti non sono affatto cambiati, è costituito dall’incuria e dalla mancata conoscenza (e di conseguenza apprezzamento) del valore storico, culturale dei manufatti artistici, oggi come ieri vittime di atti vandalici, sfregi e danneggiamenti, il tutto attuato nella indifferenza quasi fosse una cosa normale. A tale elemento negativo, se ne affianca un altro di segno opposto, anch’esso riscontrabile ai giorni nostri e cioè la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico come testimonianza storica e memoria culturale del passato. In diretta correlazione con tale documento è l’altro contenuto nello stesso fascicolo. Datato 20 novembre 1916 è, contrariamente al precedente, dattiloscritto, e testimonia il passaggio di consegne alla guida della Soprintendenza ai Monumenti della Puglia e del Molise. Si viene così a scoprire, oltre alla data precisa del subentro, il nome del predecessore di Pietro Guidi (il quale si firma con i titoli, nell’ordine, di Professore e Architetto) e cioè l’Ingegnere e Architetto Vittorio Cremona. Il primo ringrazia il predecessore e saluta le Autorità auspicando una proficua collaborazione. Il secondo, trasferito a Roma, si congeda dagli Organi competenti ai vari livelli ed esprime ad essi sentimenti di gratitudine per la valida cooperazione.
Giacomo Cominotti

















