Ariosto Ammassari/Artigiano, artista o scienziato?
Scultura e ricerca…
Ariosto Ammassari, Ritratto fotografico
Ariosto Ammassari nacque a Lecce il 14 gennaio 1879 da Salvatore e Maria Scarpati. Lo scultore nacque in un ambiente di antiche tradizioni artigianali; la sua famiglia praticava questa attività fin dagli inizi del ’700. Fin da piccolo Ariosto frequentò la bottega del padre e poi quella di Giuseppe De Cupertinis.
Ammassari A., Camomilla selvatica e Salvia Officinalis,
cartonage-Lecce-Coll. S. Ammassari
Nel 1897 eseguì un pannello decorativo, intaglio su legno di noce massello in stile rinascimentale, che gli consentì di vincere un concorso di scultura che gli valse l’assegnazione di una “borsa d’incoraggiamento allo studio della scultura” in un istituto di belle arti. Per questo motivo, dal 1899 al 1907, si trasferì a Napoli per seguire gli studi artistici, frequentando il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli sotto la guida dello scultore Achille D’Orsi (Napoli,1845-1929). Durante la sua permanenza partenopea fu invitato dalla Società Promotrice di Belle Arti Salvatore Rosa ad esporre e intervenire nelle realizzazioni artistiche previste per la visita del Re. Durante gli studi donò al comune di Lecce alcune sue sculture: Lo Spaccalegna e L’Asceta; opere esposte nel Museo Civico di Lecce e che gli valsero riconoscimenti e ringraziamenti da parte delle istituzioni.
Ammassari A., L’Asceta, 1900 ca., Lecce-Museo Provinciale
Dopo aver conseguito con lode il diploma di scultura a Napoli alla fine del 1907, Ammassari rientrò a Lecce e avviò un’intensa attività artistica in vari settori: intaglio del legno, scultura, restauro di dipinti antichi e decorazione. Nel gennaio 1920 costituì a Lecce la ditta individuale Ammassari Ariosto di Salvatore, con laboratorio di arte applicata ed indoratura del legno. L’artista salentino avviò così un’intensa attività artistica. La bottega fu frequentata da alcuni allievi tra i quali: Pippi Starace (Lecce, 1904- Roma,1977) e Francesco Barbieri (San Cesario di Lecce, 1908-1973) e Carlo Barbieri (San Cesario di Lecce, 1910-1938).
Ammassari A., Intaglio di fiori, 1897, noce, cm. 60 x 40
Presso la stessa bottega, inoltre, si potevano ammirare alcune opere del pittore Luigi Scorrano (Lecce, 1849-Urbino,1924) che influenzarono non poco i suoi allievi. Tra il 1908 e il 1910 realizzò un Busto di Dante per l’aula magna dell’Istituto Tecnico “Costa” di Lecce, alcuni lavori per la chiesa di S. Chiara e numerosi disegni preparatori per gli altari della Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Fulgenzio. Lo scultore si dedicò anche all’attività di insegnamento dal 1913 al 1919, prima presso la scuola di disegno applicato di Parabita ed in seguito in altri istituti, tra cui l’artistico industriale “G. Pellegrino” di Lecce (1929 al 1935) e la scuola serale “E. Maccagnani” (1928-1943). Ammassari insegnò, inoltre, presso la scuola di avviamento professionale di Lecce, dove tenne saltuariamente corsi di plastica, cartapesta, disegno e calligrafia.
Ammassari A., Fiore di grano, cartonage-Lecce-Coll. S. Ammassari
L’artista salentino durante la sua lunga attività esercitò le sue capacità in vari campi dell’artigianato, facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti in gioventù; egli, infatti, realizzò sculture all’intaglio su legno per mobili, specchiere e cornici per pale di altari indorate. L’Ammassari eccelse anche nella tecnica del cartonage (carta modellata in calchi di gesso preparati con soggetti ornamentali, dipinta e indorata o argentata) che gli consentì di decorare con successo le pareti del teatro di Brindisi, del teatro “De Leo” di San Pietro Vernotico, dell’ex teatrino “San Carlino” di Lecce, della sala “Marconi” a Galatina e del palazzo “Vaglio” di Nardò.
Ammassari A, Fiore di lino, cartonage-Lecce-Coll. S. Ammassari
Al 1922 risalgono i lavori di decorazione della tribuna in piazza Castello a Lecce, in occasione della visita del Principe di Piemonte. In un’inedita biografia di questo artista redatta da Giovanni Maria Ammassari, nipote di Ariosto, si rileva l’abilità di questo poliedrico artista salentino nel trattare il cartonage, questo gli consentì di avviare una fiorente quanto inedita attività: egli utilizzando la carta macerata e fogli di carta straccia compressa in stampi di gesso, insieme ad altri materiali preparati in laboratorio, riprodusse modelli a scopo scientifico per le attività didattiche delle scuole. Ammassari trovò poi anche il modo di dedicare parte del suo tempo all’impegno sociale in favore della sua città; egli, infatti, ricoprì l’incarico di Consigliere Comunale dal 27 maggio al 15 novembre 1926.
Cartolina emessa in occasione della II Fiera dell’Agricoltura di Monteroni del 1922
Durante la sua lunga attività conseguì molti premi e riconoscimenti: una medaglia d’oro conferita “per la sua nomina a membro della giuria d’onore” nell’Esposizione Internazionale del Lavoro e dell’Industria di Parigi (1912-13), un Gran Premio e medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale del Progresso Moderno tenutasi a Firenze nel 1914, la medaglia d’argento alla Fiera Campionaria di Tripoli nel 1927; la Medaglia Vermeille alla II Mostra dell’agricoltura e dell’industria organizzata a Monteroni di Lecce nel 1929 e molte altre onoreficenze. Ariosto Ammassari morì a Lecce il 25 maggio 1972.
Giuseppe Mancarella
























