Artisti di Terra d’Otranto/Carlo Barbieri: dipinti, disegni e ritratti degli Anni ‘30
Introdotto in rinomati ambienti culturali a Roma, deceduto a soli 28 anni.
Carlo Barbieri nacque a San Cesario di Lecce il 23 ottobre 1910 da Luigi e Giuseppa Paternello. Insieme ai fratelli Francesco e Ugo, Carlo trascorse la sua giovinezza a Lecce, quando il padre fu assunto come impiegato al dazio. In questo periodo frequentò, insieme al fratello Francesco, il laboratorio di arte applicata di Ariosto Ammassari, da poco costituito a Lecce. Dopo aver frequentato le scuole locali ed aver appreso dalla madre i primi elementi di disegno, nel 1922 Carlo, incoraggiato da Geremia Re (1894-1950), si trasferì a Roma.
Barbieri C., Autoritratto con tavolozza, olio su tela, cm. 75×61, Lecce-Museo Provinciale
Nonostante l’ambizione di seguire i corsi di pittura presso l’Accademia, Barbieri preferì dipingere e disegnare fuori dall’ambito accademico. Il suo interesse per le arti seguì anche dei percorsi letterari, soprattutto legati alla poesia, con ottimi riscontri; una serie di suoi componimenti sono pubblicati dal poeta Francesco Negro e da Ennio Flaiano. In un periodo di grandi ristrettezze economiche, Carlo si dedicò ad un’intensa attività ritrattistica, realizzando numerosi lavori, tra i quali il Ritratto del fratello Ugo al pianoforte (1936) ed il Ritratto di Francesco Negro (1937).
Barbieri C., I figli del sarto, particolare, 1936, olio, Lecce-Museo Provinciale
Il giovane artista salentino grazie al fratello Francesco fu introdotto nell’ambiente culturale romano degli anni Trenta, pur non essendo un accademico. Barbieri entrò così con chiarezza di idee nel clima artistico attorno alla “Scuola di via Cavour” di Scipione e Mafai, ma frequentando anche alcuni artisti salentini anch’essi a Roma: Nullo D’Amato e Aldo Calò. Tra il 1932 e il 1935 realizza: Incontro di Dante con Beatrice (1932), le Contadine (1932), il Poeta morente (1935), i Satiri (pastello, 1935).
Barbieri C., Tre Clowns, Bitonto, Galleria Nazionale Puglia-Palazzo Sylos Calo
Nel suo studio di via Margutta, Barbieri realizzò centinaia di disegni, dipinti, bozzetti per manifesti, copertine di libri, ritratti e numerose vedute romane. Tra il 1937 e il 1938 Carlo si allontanò dai temi della Scuola Romana, prediligendo un filone di ricerca di respiro internazionale, realizzando composizioni di saltimbanchi, veneri, pagliacci, cavalli, suonatori, nelle quali si comprende la conoscenza della pittura di James Ensor e Pablo Picasso. Carlo Barbieri morì tragicamente a Roma l’11 giugno del 1938 all’età di 28 anni, per aver battuto il capo sul fondo della piscina del Foro Italico (l’allora stadio Mussolini) dopo un tuffo per festeggiare la vendita del primo quadro. La rivista Il Selvaggio di Mino Maccari dedicò a Carlo Barbieri un intero numero in occasione della sua scomparsa. Alcuni di Barbieri sono cele brati in alcune rare edizioni Scheiwiller degli Anni Quaranta e Cinquanta.
Barbieri C., Clown al circo, copertina, volume Carlo Barbieri di Giovanni Scheiwiller, 1941
Dall’8 febbraio al 25 maggio 2014 alcune opere di Carlo Barbieri sono state esposte nell’ambito della rassegna Lavori in corso. Corpo 3, curata da Toti Carpentieri, allestita nelle sale del Must, di Lecce. Alcune opere raffiguranti: un Autoritratto con tavolozza, I figli del sarto e il Ritratto della sorella Rita, conservate presso il Museo Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce, sono state esposte nell’aprile 2015 presso la Pinacoteca Provinciale Corrado Giaquinto di Bari, in occasione della Mostra: Persone. Ritratti di uomini, donne, bambini (1850-1950) da collezioni pubbliche e private pugliesi, curata da Clara Gelao.
Giuseppe Mancarella



















