Pubblicato in: Gio, Mar 19th, 2015

Artisti di Terra d’Otranto… Giovanni Pinto: Dall’Impressionismo al Realismo

Le due grandi fasi del Pittore Salentino che insegnò nella Règia Scuola Artistica di Lecce.

Giovanni Pinto nacque a Lecce il 3 gennaio 1909. La sua prima formazione artistica gli fu impartita nell’Istituto d’Arte Giovanni Pellegrino di Lecce, dove studiò inizialmente decorazione pittorica. Proseguì il suo percorso formativo presso un liceo artistico di Milano e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diplomò nel 1934 frequentando il Corso Superiore di Pittura e Scuola del Nudo. Una volta conseguito il diploma è documentata la sua presenza a Lecce dal 1936 quando insegnò Discipline Pittoriche nell’ambito dell’attività della Règia Scuola Artistica Industriale di Lecce. Pinto, nonostante l’incarico di docente, riuscì a dialogare e a confrontarsi vivacemente con gli artisti salentini del tempo; furono quegli gli anni in cui partecipò a numerose collettive ed allestì delle mostre personali.

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Pinto G., Piazza SantOronzo, 1954 ca., olio su tela, cm. 55,5×66, Coll. privata

Il lavoro di Giovanni Pinto non tardò a ricevere i primi riconoscimenti e nel 1936 Vincenzo Ciardo (1884-1970) lo indicò come promessa del panorama artistico pugliese. Nel 1939 alcune opere di Giovanni Pinto furono esposte alla VI Mostra del Sindacato Interprovinciale Fascista Belle Arti di Puglia che si svolse nel Castello Normanno-Svevo di Bari; in questa occasione gli fu conferito il Premio del Ministero delle Corporazione. A questa esposizione presero parte tra gli altri: Ciro Fanigliulo, Cesare Augusto Lucrezio, Raffaele Spizzico, Luigi Gabrieli, Michele Palumbo, Nicola La Nave, Giuseppe Ar, Geremia Re e Raffaele Giurgola. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale fu chiamato alle armi e, una volta inquadrato col grado di Tenente d’Artiglieria fu inviato a combattere in Tunisia e in Egitto. Gli eventi bellici lo videro prigioniero degli inglesi e per questo motivo fu deportato nei campi di prigionia a Yoi e a Bombay in India.

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Pinto G., Paesaggio, olio su tela, Coll. privata

I suoi carcerieri costatarono subito l’abilità pittorica di Pinto, fu questo il motivo per il quale egli avviò un rapporto di collaborazione che gli fruttò importanti commissioni di ritratti, la sua specialità, da parte degli ufficiali inglesi e perfino da parte della stessa famiglia del Marajah. A tal riguardo Mario Moscardino, in un suo saggio pubblicato su La Zagaglia nel 1969, sostenne che nel periodo di prigionia in India il Pinto realizzò oltre cinquecento ritratti, tutti di matrice ottocentesca, ispirati alla ritrattistica di Francesco Hayez (1791-1882).

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Pinto G., Lecce notturna, olio su faesite, cm. 55×65, Società Operai Maccagnani

La sua fama di ritrattista ebbe il suo apice nel 1945 quando conseguì il primo premio alla Mostra Interregionale di Pittura a favore della Croce Rossa di Bangalore. Successivamente al conflitto bellico il pittore salentino rientrò a Lecce e riprese nuovamente la sua attività di docente, insegnando disegno nelle scuole medie della sua città natale. Non mancò in questo periodo l’attività espositiva in Italia e all’estero, conseguendo success e riconoscimenti.

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Pinto G., Lecce-Chiesa delle Grazie-Notturno, olio su tela, 1960 ca.

Nel 1953 Pinto espose alcuni lavori in una mostra intitolata L’arte nella vita del Mezzogiorno d’Italia. Rassegna di arti figurative e di arti applicate dell’Italia meridionale, che si tenne nel Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 7 marzo al 31 maggio, facendo suo il buono acquisto messo in palio dall’organizzazione. Nella stessa manifestazione furono esposte opere di Giuseppe Casciaro (1861-1941), Vincenzo Ciardo (1894-1970) e Geremia Re (1894-1950) e di altri artisti salentini. Per la circostanza fu realizzato un catalogo a cura della segreteria della mostra con la collaborazione di numerosi autorevoli critici come Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi e edito a Roma da De Luca editore.

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Pinto G., Piazza SantOronzo, 1960 ca. Olio tela

Nel 1970 l’autorevolezza del maestro Pinto era ormai riconosciuta; egli, infatti, fu chiamato a far parte della Commissione giudicatrice della III Mostra di Pittura, Scultura e Lavori Artistici, che si tenne nel giugno dello stesso anno nei locali dell’Associazione Provinciale della Stampa. La manifestazione fu organizzata dalla Scuola Allievi Comandanti di Squadra delle Truppe Meccanizzate e Corazzate del capoluogo salentino e la commissione era composta anche dal Col. Adolfo Colucci (Comandante della Scuola), dal dottor Moscardino (Presidente della Stampa), dal prof. Salvatore Spedicato (scultore) e dai giornalisti Elio Donno, Franco Alemanno ed Enzo Panareo.

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Pinto G., Ritratto del Sig. De Filippi, olio su tela, cm. 40×50, Coll. privata

Nonostante i successi ottenuti nella pittura, Pinto esplorò anche altri campi; si cimentò difatti nell’attività di mosaicista, incisore e disegnatore. Giunto all’età del meritato riposo Pinto continuò a lavorare e realizzò splendidi paesaggi e ritratti tra i quali quello al signor De Filippi (collezione privata), il ritratto di Mario Moscardino (collezione privata) e il ritratto di mons. Francesco Minerva, nella Galleria dell’Episcopio di Lecce. Alcune dipinti del maestro Pinto, infine, sono custoditi nel Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce.

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Pinto G., Mons. Francesco Minerva, Olio, Episcopio, Lecce

Secondo alcuni critici la produzione pittorica di questo maestro salentino si può suddividere in due grandi periodi, lasciando al primo le opere di chiara impronta impressionista, con una produzione pittorica caratterizzata dalla luminosità delle sue opere, mentre il secondo prese avvio intorno al 1958 e fu condizionato da un forte realismo. Innumerevoli sono gli allievi della scuola di Giovanni Pinto; tra i tanti si ricordano Pino Buttazzo e Antonio Tafuro di cui si conserva un dipinto nel Pro Arte Pro Deo Museum di Monteroni. Alcune opere del maestro Giovanni Pinto sono state esposte in occasione della mostra I Maestri della Règia Scuola Artistica Industriale di Lecce (1916-1950) che si tenne nel 2005 nelle sale del Castello Carlo V di Lecce dal 3 al 21 maggio 2005.

Giuseppe Mancarella

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