Pubblicato in: Ven, Gen 23rd, 2015

Artisti di Terra d’Otranto/Il Ciclo Pittorico di Giuseppe Sampietro

Nella Chiesa di S. Andre a Presicce e Madonna dei Fiori a S. Pietro in Lama…

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Cuore di Gesù,  Attr., cm. 77,5×63 e Cuore di Maria, Attr., Presicce, Ch. S. Andrea

Il pittore Giuseppe Sam­pietro fu attivo nel Salento dalla prima metà del Nove­cento. Si deve al prezioso lavoro di ricerca del prof. Lucio Galante – pubblicato nel 1993 in Pittura in Terra d’Otranto (Secc. XVI-XIX) – la conoscenza di un nutrito corpus di opere che Giuseppe Sampietro realizzò per alcune chiese del Basso Salento. Al 1856 risale il dipinto raffigu­rante la Madonna del Rosario e Anime Purganti che Sam­pietro realizzò per la chiesa di Sant’Andrea a Presicce.

  Madonna del Rosario

Madonna del Rosario e Anime Purganti, 1856, cm. 247×152, Presicce, Ch. S. Andrea

Nella stessa chiesa Galante attribu­isce alla mano di Sampietro anche i dipinti raffiguranti Il cuore di Maria e Il cuore di Gesù. Attraverso le indagini dello studioso è stato possibile collegare al Sampietro anche il San Michele Arcangelo a Supersano e La Beata Vergine di Celimanna, realizzata nel 1862. Nonostante il numero esiguo di notizie di Giuseppe Sampietro è possibile ricon­durre l’appartenenza alla sua famiglia, con una certa probabilità, ad un altro pittore e fotografo salentino Cosimo Damiano Sampietro (1856- 1949).

Beata Vergine

Beata Vergine di Celimanna, 1862, olio, Supersano-Chiesa S. Michele Arcangelo

Il lavoro che ha carat­terizzato l’opera di Giuseppe Sampietro è il ciclo pittorico che quest’artista lasciò nel 1873 a San Pietro in Lama, nel­la cappella dedicata al “Dolce cuore di Maria”, meglio nota come Cappella della Madonna dei Fiori, innalzata per volontà dell’arciprete Raffaele De Masi. Tra i dipinti esistenti in questo luogo di culto, oggi retto dalla Confraternita di San Luigi (guidata dal Priore Mariella Ramirez), spicca quello raffigurante Nostra Si­gnora delle Salette o Madonna delle Salette, opera firmata e datata al 1873 in basso a sinistra: Gius: Sampietro pinxit / nel 1873.

Cappella

Madonna dei Fiori, S. Pietro in Lama, Interno

Il dipinto raffigura l’apparizione di Nostra Signora delle Salette, avvenuta il 19 settembre 1846 nella località francese di La Salette-Falla­vaux, dipartimento dell’Isère. Questo dipinto fu oggetto di un decreto col quale il Vescovo di Lecce, mons. Gennaro Trama, in occasione della prima Santa Visita (30 maggio al 4 giugno 1907), impose alla famiglia De Masi di coprire la figura di Mélanie Calvat, la veggente che, secondo una tradizione orale, fu ospite per un certo periodo di un monastero di Ostuni e della quale lo stesso prelato ne era il padre spiri­tuale.

Tobiolo

Tobiolo e l’Angelo, 1873, S. Pietro in Lama, Ch. Madonna Fiori

Siamo a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, gli anni in cui le contrade salentine era­no attanagliate dalla morsa del colera, epidemia che decimava le popolazioni. Furono queste, probabilmente, le motivazioni per le quali il De Masi com­missionò al Sampietro un altro dipinto, raffigurante Tobiolo e l’arcangelo Raffaele, che, oltre ad essere il santo di cui il committente portava il nome, era anche il santo al quale ci si rivolgeva in caso di malattia.

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Giuditta con la testa di Oloferne, 1873 ca., affresco, S. Pietro in Lama, Ch. Madonna Fiori

Alla mano dello stesso Sampietro sono riconducibi­li inoltre gli affreschi nelle lunette nel retro prospetto della facciata principale, raffiguranti Giuditta con la testa di Olo­ferne e il Banchetto di Erode (Salomè offre a Erodiade la testa del Battista), e quelli di San Pietro e San Paolo negli ovali in alto nel medesimo retro prospetto. Sulle porte a lato dell’altare maggiore, che conducono negli ambienti retrostanti la cappella, sono raffigurati Il cuore di Maria e Il cuore di Gesù, anche questi riconducibili a Giuseppe Sam­pietro.

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Banchetto di Erode, 1873 ca., affresco, S. Pietro in Lama, Ch. Madonna Fiori

Il sacerdote Raffaele De Masi, infine, si rivolse alla manifattura di Angelantonio Paladini per la realizzazione dei pavimenti artistici. Nel 1953 la graziosa cappella fu donata al popolo di S. Pietro in Lama da Giocondo De Masi figlio del medico e studioso, autore tra l’altro di numerosi scritti riguardanti la medicina popolare come L’empirismo e la scienza medica, ovvero accuse e difese, in occasione di un nuovo rimedio contro la difterite (1884). Dalla seconda metà del Novecento si perdono le tracce di Giuseppe Sampie­tro, artista attivo nel Salento tra il 1856 e il 1873.

Giuseppe Mancarella

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