Pubblicato in: Gio, Apr 30th, 2015

Artisti di Terra d’Otranto/La Scuola di Disegno del Calabrese

Ebbe tra i suoi allievi anche il Beato Bartolo Longo di Latiano. I suoi dipinti anche in Santa Croce. 

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Calabrese A., S. Antonio Abate, 1833, olio, Lecce-Ch. Addolorata-25.09.12

Alessandro Calabrese nacque a Lecce il 22 novembre 1804 da Pa­squale e da Francesca Cillo. Da adolescente fu avviato agli studi artistici presso il pittore Luigi Tondi, discepolo di Oronzo Tiso, che insegnava disegno nel Regio Collegio S. Giuseppe di Lecce. In seguito al primo periodo salentino, il giovane Alessandro fu inviato a Napoli per seguire i corsi di pittura di Costanzo Angelini (1760- 1853) presso il Regio Istituto di Belle Arti. A proposito della formazione artistica del Calabrese, il professor Lucio Galante sostiene che “si colloca nell’ambito del classicismo idealizzante […] di cui l’Angelini era un tipico rappresentante, soprattutto nell’ambito del suo insegnamento, in cui manteneva un atteggiamento rigi­do e severo. Ma restava nel Calabrese il residuo della sua prima educazio­ne, memore della pittura decorativa del Tiso, mediatagli dal suo primo maestro ma vista anche direttamente a Lecce […]”. Alessandro rientrò a Lecce nel 1832 e aprì una Scuola di Disegno particolarmente attiva e frequentata da numerosi esponenti del panorama artistico locale, tra i quali: Onofrio e Vincenzo Migliardi, Domenico Lazzaretti e Francesco Tempesta.

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Calabrese A., Immacolata, 1839, olio, Francavilla F.-Ch. S. Chiara

La Scuola di Disegno fu molto apprezzata dai contemporanei; per questo motivo, infatti, così come sostenne Feliciano Argentina, nel 1833 fu invitato dai Padri delle Scuo­le Pie di Francavilla Fontana a tenere dei corsi di disegno nel Real Collegio Ferdinandeo. A Francavilla Fontana il Calabrese si trattenne fino al 1860, anno della soppressione dell’Istituto, ed ebbe tra i suoi allievi il Beato Bar­tolo Longo di Latiano (1841-1926). Dal 1833, inoltre, Calabrese realizzò alcuni dipinti per la basilica di Santa Croce in Lecce: San Francesco di Pao­la (collocato nell’omonimo altare sito del transetto), San Cataldo (nella sa­crestia), Trinità (collocata nel soffitto), San Francesco d’Assisi e Addolorata (tratto da un soggetto del Solimena).

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Calabrese A., S. Francesco riceve le stimmate, 1839, olio, Francavilla F.-Ch. S. Chiara

Tra il 1833 e il 1835 Calabrese realiz­zò, anche, due dipinti per la chiesa di Sant’Angelo (o dell’Addolorata); la tela mistilinea raffigurante Sant’An­tonio Abate, collocata nell’omonimo altare del transetto sinistro, e la Santa Filomena, oggi nella cappella dell’An­nunciazione. Alla mano del Calabrese, Amilcare Foscarini riconduce, anco­ra, due altri dipinti, raffiguranti Santa Maria dei Fiori e Auxilium Cristiano­rum, sempre conservati nel Santuario dell’Addolorata. Al 1834 risale il dipinto raffigurante il SS. Sacramento, che il pittore salentino realizzò per la cappella della Congregazione del Sacramento di Copertino, dipinto poi restaurato nel 1920 da Giuseppe Con­te.

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Calabrese A.-attr., S. Filomena, 1835, Olio, 240×130, Lecce-Ch. Addolorata

Tra il 1833 ed il 1839 Alessandro Calabrese eseguì per la Parrocchiale di Lequile i dipinti raffiguranti i Santi Vito, Modesto e Crescenzia, collo­cati in origine al centro dell’abside, sotto la statua dell’Assunta, mentre attualmente i primi due sono visibili sul lato destro dell’abside, mentre la Santa Crescenzia non è più in sito. Alessandro fu inoltre un apprezza­to ritrattista; al suo pennello sono attribuiti alcuni ritratti conservati in numerose collezioni pubbliche e private. Il Museo Provinciale di Lecce custodisce il ritratto del sindaco Luigi Imbò (1845), documentato da Amilcare Foscarini nel Museo Civico al Palazzo dei Celestini. Lo stesso Foscarini, infine, riferisce alla mano del Calabrese il ritratto di Antonio Macchia seniore della Collezione degli eredi di Antonio Macchia di Lecce; il ritratto di Andrea Calabre­se nella Collezione di Napoleone Calabrese e i ritratti di Bernardino e Adelaide Pirrone, nella Collezione di Rosa Pirrone, vedova dello stesso artista.

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Scuole Pie di Francavilla Fontana

Galante, a proposito dei ritratti eseguiti dal Calabrese, ha affermato che questi “modelli potevano ancora essere in tal senso i ritratti dell’An­gelini, ma rispetto a questi c’è un modo più definito, più elaborato nella stesura del colore, anche più sobrio nella sua gamma […]”. Ad Alessan­dro Calabrese furono commissionati nel 1839 alcuni dipinti per la nuova chiesa delle monache di Santa Chiara in Francavilla raffiguranti: Santa Chiara, San Francesco d’Assisi, San Carlo Borromeo, l’Immacolata e San Luigi. A questo periodo risalgono i dipinti conservati nella collezione della famiglia Longo di Francavilla Fontana raffiguranti: Napoli da Po­sillipo (Acquerello), Castellammare (Acquerello), L’Addolorata (olio su tela) e l’immancabile Madonna della Fontana (olio su tela), protettrice delle famiglie francavillesi. Alessandro Calabrese, rientrato a Lecce, fu colpi­to da una forma cronica di bronchite che lo accompagnò fino al 28 maggio 1873, giorno in cui si spense. Del lungo catalogo riferitoci dalle fonti, in particolare il Foscarini e il Palumbo, resta ora ben poco, secondo il Galante risultano dispersi gran parte dei dipin­ti segnalati nel 1909 dal Foscarini e dal Palumbo in collezioni private.

Giuseppe Mancarella

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