Pubblicato in: Gio, Apr 23rd, 2015

Artisti di Terra d’Otranto/La Storia della Famiglia Murra da Gallipoli…

Tra continuità ed impegno artistico. Senza passione non vi sarà mai alcuna Arte. 

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Murra R., Decorazione del Presbiterio, Mesagne-Ch. Anime

Tra le famiglie di arti­sti salentini che si sono distinte per la continuità dei loro contributi nel capo artistico locale un caso particolarmente meritevole di attenzione è quello rappresentato dalla famiglia Murra. Il capostipite Salvatore Murra nacque a Gallipoli il 21 giugno 1909. Nel 1923, all’età di 14 anni, iniziò a lavorare presso il laboratorio del celebre artista e decoratore Agesilao Flora del quale divenne l’allievo più promettente, continuando a collaborare con il maestro fino al 1948.

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Murra S., Angeli, 1954 ca., Affreschi, S. Pancrazio Sal.-Ch. S. Antonio Padova

Salvatore, in qualità di aiutante del Flora, prese parte ad un ampio progetto decorativo per la città di Latiano, nella quale operò presso il salone principale del Palazzo Imperiali (1927) e nella Chiesa Matrice (1928). In occasione dei suoi lavori a Latiano, nel 1927 co­nobbe Antonia Verardi con la quale si unì in matrimonio nel 1933 e dalla quale ebbe tre figli: Nicola, Raffaele e Cosimo Vincenzo (detto Enzo).

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Murra S., Santi Evangelisti, 1956, Affreschi, Cellino S. Marco-Matrice

I tre figli seguirono le orme del padre ed in particolare gli ultimi due i quali rappresentano ancora oggi tra gli esempi più floridi di artisti operanti nel territorio salentino. Nonostante la morte di Salvatore, avvenuta il 23 settembre 1972, i figli Enzo e Raffaele continuarono a lavorare con assiduità, affermandosi tra i maestri locali più accreditati. Enzo frequentò l’Istituto Artistico Statale di Lecce dove conseguì il diploma di Maestro d’Arte e, subito dopo, l’abilitazione professionale per l’insegnamento.

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Murra S., I SS. Pietro e Palo, 1956, Villa Baldassarri-Parrocchiale-Retroprospetto

Di Enzo Murra ci restano molte opere in numerose raccolte pubbliche e private in Italia ed all’estero. L’artista di Latiano fu molto attivo nel territorio ed oltre che per il suo contributo pittorico si distinse anche nel campo della valorizzazione delle tradizioni culturali. Tra i fondatori del­la Pro Loco di Latiano, il pittore Enzo Murra si adoperò alla costituzione di un Museo delle Arti e Tradizioni di Pu­glia, consegnando alla cittadinanza un ricco lavoro di ricerca, catalogazione e ricostruzione dei fatti e degli oggetti appartenenti alla cultura contadina.

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Murra S., Fiori, olio su tela, Latiano-Coll. Famiglia Murra

Il Museo latianese, così come allestito da Enzo Murra, consente al visitatore di ripercorrere un viaggio ideale nella civiltà contadina pugliese, attraver­so una puntuale ricostruzione degli ambienti domestici, delle dinamiche del lavoro nei campi e della sobria atmosfera delle botteghe salentine di un tempo. L’inaugurazione del museo avvenne nel 1974 grazie all’impegno della Pro Loco che in quel tempo era presieduta dallo stesso Murra. In seguito alla morte dell’artista, avve­nuta nel giugno del 2012, è in sede di valutazione la proposta di dedicare al Murra il museo da lui caldamente voluto.

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Murra R., San Giuseppe artigiano, 1990, Affresco, Mesagne-Ch. S. Giuseppe-volta

La famiglia Murra trova, oltre che in Enzo, anche in Raffaele, un importante esempio di continuità ed impegno artistico. Raffaele oltre ad essere un valente pittore, ha dedicato il suo percorso artistico anche alle arti plastiche ed in particolare alla lavora­zione artistica della cartapesta. La sua cifra stilistica è rappresentata dalla veridicità dei soggetti e dal loro forte realismo. Molte delle sue creazioni artistiche, sono talmente vive da appa­rire reali all’occhio dell’osservatore, che viene spontaneamente indotto a toccarle, per soddisfare la sensibilità tattile della mano ed appagare quella istantanea curiosità dell’immagina­zione.

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Murra R., Disegno calice Celebrazione Papale del 15 giugno 2008 in Brindisi

Molte delle sue opere trovano spazio in importanti Palazzi d’epoca ed in molte Chiese d’Italia. In una intera ala, della Curia Arcivescovile di Brindisi, si possono ammirare imponenti affreschi e decorazioni realizzate da Raffaele Murra. Una sala d’onore è stata da lui arricchita con gloriosi stemmi storici, i quali immortalano i precedenti pastori della diocesi brindisina.

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Murra E., L’ulivo, 2008, Acquerello

Le pitture di Murra raccolsero anche il plauso del Pon­tefice Benedetto XVI che in occa­sioni della visita pastorale a Brindisi del 2008 fu accolto negli ambienti della diocesi affrescati dal latianese.

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Murra E., Bartolo Longo, 2002, olio su tela

Dal più piccolo dipinto alle opere più impegnative, emergono sempre convincenti capacità coloristiche ed interessanti invenzioni iconografiche. In una intervista così si è espresso il maestro Raffaelle Murra: “Nel nostro mestiere ci deve essere passione; la pittura è come tutte le arti.

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Murra E., San Pio da Pietrelcina, 2002, olio su tela

Se non c’è passione non si riesce a fare nulla. Inoltre bisogna avere un buon maestro. Ed io avevo mio padre che mi ha insegnato fin da piccolo l’arte della pittura. Posso dire che, grazie a lui e ai suoi insegnamenti, oggi sono l’ultimo discepolo della scuola del grande maestro Agesilao Flora”.

Giuseppe Mancarella

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