Artisti salentini tra Ottocento e Novecento: Guacci, Maccagnani e Mangionello
LA SCUOLA ROMANA…
I successi ottenuti dagli artisti salentini attivi dalla prima metà dell’Ottocento a Napoli furono raggiunti anche grazie alla lungimiranza dei Pubblici Amministratori, i quali elargirono delle borse di studio che consentivano agli artisti la permanenza nella capitale partenopea. La stessa situazione avvenne anche dopo l’unità d’Italia; furono tanti, difatti, i giovani artisti che, col contributo dell’Amministrazione Provinciale e delle Civiche Amministrazioni locali, si trasferirono per motivi di studio nella capitale del Regno.
Maccagnani-Basamento Monumento Vittorio Emanuele II, marmo, Roma-Altare della Patria
I giovani salentini attivi a Roma ebbero così la possibilità di frequentare l’Accademia di San Luca, in quegli anni diretta dai più insigni artisti italiani e stranieri. La necessità illuminista di trasformare l’insegnamento teorico delle scuole in una più concreta trasmissione del sapere contribuì alla realizzazione della “Scuola libera del nudo” che, sotto la direzione dell’Accademia di San Luca, organizzava il primo livello d’apprendimento dedicato alla copia dal vero del corpo umano. In quel periodo a quest’Accademia fu affidato il compito di ricostruire la basilica di San Paolo fuori le mura, distrutta da un incendio, e il restauro del Pantheon.
In questo ambiente artistico-culturale mossero i primi passi diversi artisti: Luigi Guacci ed Eugenio Maccagnani. Quest’ultimo operò brillantemente nell’ambiente romano e fu talmente apprezzato che il 22 giugno 1901 fu nominato “accademico di merito residente”. Ad Eugenio Maccagnani si deve la realizzazione di alcune opere scultoree di forte impatto emotivo quali gran parte degli ornati del Vittoriano (in particolare, il basamento della statua equestre con le Città italiane) e diverse sculture (Vittorie alate, la Filosofia, la Guerra).
Maccagnani E.-La Bontà, fusione in Argento-Roma-Pantheon, Tomba Umberto I
Realizzò inoltre il gruppo scultoreo della Giustizia, per il palazzo di Giustizia di Roma, e quello di Vittorio Emanuele III per la Camera dei deputati, oltre al bassorilievo raffigurante la Bontà, che adorna la tomba di Umberto I nel Pantheon. Nella capitale sabauda, infine, operò per lunghi anni un altro salentino, lo scultore Giuseppe Mangionello di Maglie.
Giuseppe Mancarella

















