Assegno sociale e Residenza effettiva
Le cronache recenti segnalano il sequestro di beni a due fratelli emigrati che avrebbero percepito indebitamente l’assegno sociale Inps, per complessivi 72 mila euro. I due, originari di un paesino del meridione d’Italia ma residenti in Canada, sono stati denunciati dalla Guardia di finanza per truffa ai danni dell’Inps.
Come può accadere questo? Da cosa deriva? Occorre tener presente cosa è l’assegno sociale e quali sono i requisiti per il diritto al beneficio. L’assegno sociale, istituito dalla legge 335/1995, ha sostituito la pensione sociale. È una prestazione economica di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal pagamento di contributi e spetta ai cittadini che si trovino in disagiate condizioni economiche. È corrisposto ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto (per ora, ma questa soglia aumenterà) 65 anni e si trovino nelle condizioni reddituali previste.
Ma elemento indispensabile del diritto all’assegno sociale è la residenza effettiva. Tale requisito si perfeziona con la dimora stabile ed abituale in Italia, perché ha rilevanza essenziale il rapporto tra il soggetto percettore del beneficio ed il luogo di dimora. Per questo motivo – salvo che vi siano gravi motivi sanitari, opportunamente documentati – l’Inps procede alla sospensione dell’assegno sociale in caso di permanenza all’estero per un periodo superiore ad un mese. Ma non solo: passato un anno dalla sospensione dell’assegno sociale, l’Inps – previa verifica del permanere di tale assenza dall’Italia – provvede a revocare il beneficio economico.
Proprio sulla base di questo quadro normativo, l’Inps tiene attentamente in osservazione i casi in cui – per qualche motivo – venga a conoscenza di fatti o circostanze che facciano sorgere dubbi sulla permanenza stabile in Italia del titolare interessato. In tal caso, l’Istituto previdenziale attiva le verifiche e i controlli ritenuti più opportuni per riscontrare quanto dichiarato dal pensionato relativamente alla dimora in Italia. Ad esempio: accertamento presso il Comune di residenza in Italia tramite l’Autorità di polizia, acquisizione di dichiarazioni del consolato, visione dei visti d’ingresso e di uscita sul passaporto, verifiche tramite accertatori Inps.
Se necessario, vengono anche interessate le autorità di polizia. Gli accertamenti – effettuati frequentemente in quegli ambiti territoriali caratterizzati da fenomeni migratori – possono partire da comportamenti apparentemente in contrasto con la norma che impone il requisito della residenza per il riconoscimento ed il mantenimento dell’assegno sociale: ad esempio, la riscossione saltuaria dell’assegno, che viene posto in pagamento dall’Inps ogni mese, ma anche la riscossione attraverso un delegato o con accredito su conto corrente bancario o postale.
Se si accerta che manca proprio quel requisito che è l’elemento indispensabile del diritto all’assegno sociale, cioè la residenza effettiva, scatta l’ovvia segnalazione all’Autorità Giudiziaria e quindi l’intervento delle forze di polizia.
Antonio Silvestri















