“Noi ci impegniamo a chiedere ai responsabili delle Nazioni di fare ogni sforzo perché, a livello nazionale e internazionale, si edifichi e si consolidi, sul fondamento della giustizia, un mondo di solidarietà e di pace”, ha affermato l’ebrea Betty Ehrenberg, cui ha fatto eco Setri Nyomi, della Comunione mondiale delle Chiese riformate: “Noi persone di tradizioni religiose diverse non ci stancheremo di proclamare che pace e giustizia sono inseparabili e che la pace nella giustizia è l’unica strada su cui l’umanità può camminare verso un futuro di speranza” nella consapevolezza che “la sicurezza, la libertà e la pace non potranno essere garantite dalla forza, ma dalla fiducia reciproca”. Per ultimo ha preso la parola Guillermo Hurtado, rappresentante dei non credenti, per la prima volta all’incontro di Assisi: “Noi, umanisti laici, in dialogo con i credenti, ci impegniamo con tutti gli uomini e le donne di buona volontà a costruire un mondo nuovo. Dedichiamo ogni sforzo affinché credenti e non credenti vivano, nella fiducia reciproca, la ricerca comune della verità, della giustizia e della pace”.
Scambio di pace. Dopo l’appello del Pontefice, “mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo!”, ha fatto seguito un momento di silenzio, la consegna ai capi religiosi di una lampada accesa, simbolo di pace e lo scambio di pace tra Benedetto XVI e i leader presenti nella piazza. “Diventiamo strumenti della pace che viene dall’alto – ha esortato il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani – ricordiamo che non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono. Rechiamo pace ai vicini e ai lontani, alle creature a al creato”. La visita del Papa e dei capi-delegazione alla tomba di san Francesco ha chiuso la cerimonia.















