Pubblicato in: Sab, Giu 22nd, 2013

Assistenza domiciliare, tagli imperdonabili

Puglia fanalino di coda/Famiglie spesso lasciate sole nei compiti di cura dei propri cari in casa. 

“La disabilità è ancora una questione invisibile nell’agenda istituzionale, mentre i proble­mi gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate sole nei compiti di cura”. Pesa la dura condanna lanciata dal Censis in riferimento al drammatico quadro disegnato dall’assistenza domiciliare nel Bel Paese.

Lo scorso maggio il Ministero della Salute ha reso noti i dati relativi al rispetto dei poco conosciuti ‘Lea’ (Livelli essenziali di assistenza) da par­te delle Regioni in riferimento al 2010, ultimo anno di rileva­zione e, come spesso accade in tema di sanità pubblica, anche in questo caso, la Puglia si è posizionata fanalino di coda.

Teen girl helping a senior lady with a walker.

A presentare maggiore criticità la cosiddetta ‘Adi’ (Assistenza domiciliare integrata), ovvero l’insieme di tutti quegli inter­venti e servizi sanitari specifici offerti al domicilio del paziente che vede una costante integra­zione tra il medico e altre figu­re professionali, per lo più in­fermieri.

Eppure, proprio negli ultimi due anni, a causa della riduzione di centri ospedalieri sul territorio, gran parte dei bi­sogni assistenziali prima soddi­sfatti dalle strutture ospedaliere si sono ritrovati a confluire inevitabilmente sull’assistenza domiciliare. Ma non è tutto. Sembra, infatti, che il Governo sia deciso ad effettuare un ennesimo taglio, questa volta sui fondi destinati all’assistenza domiciliare. Si tratterebbe di un altro grave macigno fatto cadere sulle spal­le delle famiglie che hanno a carico malati. 

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