Assistenza domiciliare, tagli imperdonabili
Puglia fanalino di coda/Famiglie spesso lasciate sole nei compiti di cura dei propri cari in casa.
“La disabilità è ancora una questione invisibile nell’agenda istituzionale, mentre i problemi gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate sole nei compiti di cura”. Pesa la dura condanna lanciata dal Censis in riferimento al drammatico quadro disegnato dall’assistenza domiciliare nel Bel Paese.
Lo scorso maggio il Ministero della Salute ha reso noti i dati relativi al rispetto dei poco conosciuti ‘Lea’ (Livelli essenziali di assistenza) da parte delle Regioni in riferimento al 2010, ultimo anno di rilevazione e, come spesso accade in tema di sanità pubblica, anche in questo caso, la Puglia si è posizionata fanalino di coda.
A presentare maggiore criticità la cosiddetta ‘Adi’ (Assistenza domiciliare integrata), ovvero l’insieme di tutti quegli interventi e servizi sanitari specifici offerti al domicilio del paziente che vede una costante integrazione tra il medico e altre figure professionali, per lo più infermieri.
Eppure, proprio negli ultimi due anni, a causa della riduzione di centri ospedalieri sul territorio, gran parte dei bisogni assistenziali prima soddisfatti dalle strutture ospedaliere si sono ritrovati a confluire inevitabilmente sull’assistenza domiciliare. Ma non è tutto. Sembra, infatti, che il Governo sia deciso ad effettuare un ennesimo taglio, questa volta sui fondi destinati all’assistenza domiciliare. Si tratterebbe di un altro grave macigno fatto cadere sulle spalle delle famiglie che hanno a carico malati.
















