Pubblicato in: Sab, Giu 22nd, 2013

Assistenza domiciliare, tagli imperdonabili

IL PUNTO/SE L’AMORE NON BASTA…

Una storia come tante, quella del nostro A. Storie spesso celate dalla discrezione delle mura domestiche, dalla forza incomprensibile di chi – con un sorriso – ogni giorno vive a stretto contatto con la sofferenza fisica, con una limitata libertà di movimento e con l’irrazionalità di alcuni destini. Sono situazioni di vita difficile che la nuova legge sui tagli dell’assisten­za domiciliare ha portato a galla.

A sostenere il dramma di questa famiglia è il co­stante aiuto degli infermieri che, per otto ore al giorno, assistono, medicano e rivol­gono attenzioni particolari ai pazienti per rendere la malattia più sopportabile. La particolare situazione in cui versa A. richiede una stanza asettica, costosi macchinari e una notevole quantità di medicinali. Gran parte di questi ultimi, al momento, sono garantiti dalla Asl che ha sempre mostrato un vivo interesse per queste situazio­ni.

Assistenza-anziani

Idem per quanto concerne i macchinari: la Asl di Lecce, infatti, grazie all’accordo con la Vivisol (azienda che produce macchinari specia­lizzati per trattamenti sanitari domiciliari) fornisce respira­tori, aspiratori, desaturime­tri e quant’altro. Un aiuto economico considerevole se si tiene conto del cospicuo consumo di elettricità che interessa l’assistenza domici­liare di un malato: oltre otto macchinari ininterrottamente in funzione.

Infatti, A. ne­cessita della presenza di un condizionatore che assicuri una temperatura costante all’ambiente che lo ospita 24 ore al giorno. Ovviamente, le esigenze cambiano di caso in caso ma, stando a quanto di­chiarato dai genitori di A., la spesa giornaliera oscilla tra i 30 e i 50 euro, una cifra non indifferente ma attualmente reso sopportabile dall’impor­tante contributo offerto dai fondi dedicati all’assistenza domiciliare. Tuttavia, a preoccupare maggiormente i parenti dei degenti, non è l’aspetto economico quanto il rischio che, a seguito dei tagli previsti, al malato ven­ga negata la tranquillità di un’assistenza specializzata che solo il personale infer­mieristico può offrire.

Pagine a cura di Serena Carbone

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