Pubblicato in: Sab, Giu 15th, 2013

ATTRAVERSARE LA PORTA…DOMANDE SULLA FEDE

L’Arcivescovo con gli Operatori Pastorali/Un’incontro e una celebrazione per un anno di grazia. Nelle pagine seguenti i quesiti posti dal Vicario Generale, mons. Fernando Filograna a don Gigi Manca e a don Carlo Calvaruso.  

È necessario uscire da quelle situazioni che ci impediscono di cogliere la bellezza della no­stra fede. Quale fede? La fede di tutti, la fede dei semplici, la fede che ci è stata trasmessa, la fede con cui noi, accompa­gnati dai tanti che sono oggetto del vostro impegno del vostro servizio e della vostra donazione al corpo di Cristo che poi è corpo delle nostre comunità. Qual è lo stato della fede che alberga nelle nostre comunità e nel nostro Paese?

È una fede che ha bisogno di profezia, una fede che deve parlare a tutti, una fede che non può fermarsi a quello che ci è stato dato, a quello che possediamo, è una fede che deve guardare oltre. È un po’ quell’immagi­ne biblica del profeta Isaia che parla della fede delle sentinelle: la sentinella va oltre, non guarda solo il piccolo luogo che deve salvaguardare, ma guarda indietro e guarda avanti.

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Chi ha la fede deve avere il coraggio di percorrere sentieri inesplorati: questo co­raggio ancora ci manca. Una fede ancorata alle nostre garanzie e alle nostre sicurezze, è una fede che ci darà ben poco, non ci darà spazio e non ci farà sentire l’urgenza della fedeltà a quella parola di Gesù che ci esorta ad andare fuori dal tempio. Parafrasando la seconda lettera a Timoteo che dice “ravviva il dono di Dio che è in te”, affermo che bi­sogna attizzare il fuoco e saper leggere la bellezza, l’originalità, la ricchezza e il calore di questa fede che non possiamo tenere per noi perché ci brucia dentro e, per questo motivo, dobbiamo togliere le staccionate e abbattere i recinti per testimoniare agli altri ciò che abbiamo dentro.

Per fare que­sto non bisogna fossilizzarsi nelle nostre convinzioni, ma aprirsi al dialogo, come gli Apostoli hanno aperto le porte del Cena­colo per consegnare la Parola, trovando il coraggio di andare oltre, lavorando insieme e coinvolgendo le nuove generazioni, ac­cogliendo le loro attese e le loro speranze. Così facendo si crea qualcosa di nuovo, una nuova coesione consapevole che opera non solo nella parrocchia, ma in tutto il mondo, consentendo alle parrocchie di appoggiarsi, sostenersi e condividere insieme la profezia di comunione auspicata dal Vangelo.

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