ATTRAVERSARE LA PORTA…DOMANDE SULLA FEDE
RISPONDE DON GIGI MANCA/RISANARE LA FRATTURA CON LA VITA
Ma la fede non fa parte ormai della nostra storia, della nostra civiltà? Perché proprio la fede e non un aspetto particolare della vita cristiana?
Già Paolo VI e poi di Giovanni Paolo II, nel loro magistero hanno mandato segnali circa la gravità data dal distacco tra la fede e la vita, distacco tra la fede e la cultura dei battezzati. La frattura tra fede e vita, fede e cultura, attenzione, non è fra credenti e non credenti, ma all’interno del mondo dei credenti.
La frattura e nella mente e nel cuore degli stessi credenti che da una parte affollano le chiese (soprattutto in certe occasioni) e dall’altra parte seguono modelli di vita a dir poco incompatibili con il Vangelo. Per porre mano a questa frattura occorre un’opera di rievangelizzazione all’interno stesso delle comunità cristiane.
La fede non produce solo riti ed emozioni, ma cambia la vita. La fede ci viene donata da Dio per cambiare, convertire la vita. Di qui la splendida intuizione dell’episcopato italiano di un decennio di impegno sulla dimensione educativa della fede per Educare alla vita buona del vangelo.
Il bisogno di risanare la frattura tra fede e vita viene indicato dal nostro Vescovo con l’immagine tracciata da Benedetto XVI: mettersi in cammino per condurre fuori gli uomini dal deserto verso luoghi di vita. Poi il vescovo aggiunge: “Dunque la fede non è qualcosa di sedimentato, di stantio, di monotono: è un cammino che dura tutta la vita, mai scontato, mai ovvio, ci pone domande, moltiplica e convive con dubbi e timori…..è l’incontro con una persona, con il Signore Gesù capace di cambiare in modo radicale la nostra esistenza imprimendole una direzione sicura, dando senso e forma alla nostra vita” (n. 3, pp. 7-8).
















