Attualità dell’arte. Dorfles a Lecce
CONVERSAZIONE IN ACCADEMIA/Dopo Luciano Caramel e Giorgio Di Genova è stata la volta del critico che a 103 anni da Milano è giunto nella città barocca.
Giurin: “l’iniziativa, un trampolino di lancio per la città, principale candidata al titolo di Capitale Europea della Cultura”.
Nei giorni scorsi Gillo Dorfles, uno dei massimi critici dell’arte e studiosi di Estetica europea, ma anche pittore, ha tenuto una conferenza a Lecce. L’evento si è tenuto nell’aula Magna dell’Accademia di belle arti di Lecce e aveva come tema “Attualità dell’arte”.
Questo incontro faceva parte della serie di appuntamenti realizzati in merito alla manifestazione per i 50 anni dell’Istituzione di alta formazione di Lecce che hanno visto ospiti di “Conversazioni in Accademia”, anche Luciano Caramel e Giorgio Di Genova noti esponenti della critica contemporanea italiana e non solo. Lecce ha avuto l’onore di ospitare Dorfles, il critico che con oltre un secolo di vita alle spalle (103 anni compiuti), da Milano è venuto nella città barocca e ha parlato a studenti e professori sull’arte contemporanea sciogliendo i dubbi del pubblico. Toti Carpentieri è stato il moderatore dell’incontro.
Nel dibattito Dorfles ha detto: “Parlare della situazione dell’arte è difficile, è estremamente incerta, quello che c’era ieri non c’è oggi, quello che c’è oggi non ci sarà domani. Quindi parlare di situazione vuol dire parlare di qualcosa di inesprimibile, indefinibile ed indecifrabile. Il mondo dell’arte continua ad essere qualcosa di misterioso, non precisabile. Impossibile dare una risposta alla domanda: Ma che cos’è l’arte? E quindi dobbiamo accettare che l’arte sia quello che è e basta, non possiamo definirla meglio, e la sua situazione è tale come la politica, la tecnica, la cultura, la scienza, stanno sviluppandosi.
Lo stato dell’arte dipende costantemente da quella che è la vita del suo tempo. Da quando abbiamo la televisione, pittura, scultura, architettura non sono più le stesse di qualche anno fa. Da quando abbiamo il calcestruzzo, il cemento, l’architettura non è quella dei mattoni, da quando abbiamo tutti i vari strumenti elettronici a cominciare dal computer, l’arte non è più la stessa, perché noi davanti al nostro sensore vediamo cosa succede nell’arte cinese, messicana, nell’arte di Londra o di Parigi, già questo dice che la situazione oggi non esiste più.
Non possiamo dire qualcosa di preciso oggi, perché già domani sarà qualcosa di diverso”. E ha sottolineato l’importanza che: “l’arte venga a contatto con il mondo, già a cominciare con l’infanzia, è necessario che il bambino delle scuole elementari o delle materne sia messo a contatto con l’arte dei nostri giorni, poi dopo, quando avrà 12 anni o 20 anni, o avrà finito le elementari, potrà studiare Leonardo, Simone Martini, l’arte egiziana, il cubismo, ecc…, ma è inutile metterlo, oggi, immediatamente di fronte a delle situazioni difficili da capire, mentre invece, il bambino e l’adolescente capisce subito quella che è l’arte del nostro tempo.
Alla domanda :“Com’è cambiatala Biennale di Venezia?” Ha risposto: ”Purtroppo ho alle spalle 40 anni di Biennale e pesano moltissimo perché ci dicono quanta poca strada in fondo è stata fatta, quello che ci meravigliava 40 anni fa ci meraviglia ancora oggi, quello che viene fatto oggi ci sembra meno importante di quello che veniva fatto ieri, cioè viviamo in un’epoca in cui le grandi correnti artistiche, Cubismo, Futurismo, ecc…, hanno avuto continue innovazioni nel gusto e nell’effettiva creazione artistica. Oggi ci sono delle creazioni nuove, dei nuovi tentativi, ma non più come una volta”.
Vincenza Sava















