Azzurra, donarsi al Signore a ventisei anni
Storia di una vocazione religiosa…
Una vita consacrata a Dio e al servizio dei fratelli poveri e sofferenti nel corpo e nello spirito. È questo lo specifico della vocazione di Azzurra Martina 26 anni di Copertino, studentessa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Lecce che si accinge a vivere per il prossimo Settembre il Noviziato tra le Suore Oblate Povere di Santa Gianna Beretta Molla in Tuglie. Con lei riflettiamo sul significato di una vita intesa come dono di se stessi a Dio e agli altri.
Quando e come hai cominciato ad avvertire il bisogno di intraprendere il cammino di ricerca vocazionale?
Sembrano lontani i tempi in cui parlandone riuscivi a spiegare quando tutto questo ha avuto inizio, riuscivi a darne ragione a raccontare le cose quasi fossero equazioni matematiche. 2 + 2 faceva sempre 4. Adesso invece è tutto diverso. Diverse le scoperte, diverse le consapevolezze, perché è venuto fuori un filo rosso che attraversa tutta la vita, da che sei al mondo. E capisci che non c’è un momento preciso, che esiste solo l’istante in cui diventa chiaro, in cui il disegno prende forma. Il momento in cui le parole non riescono a venire fuori, non bastano più. L’istante in cui le equazioni e la matematica se ne vanno al diavolo e resta solo quel 2 + 2 che adesso è uguale ad “Infinito”. Da sempre e per sempre Dio ti ha scelto e ti ha amato. Il discernimento vocazionale serve a capire questo.
Tutte le vocazioni, religiose e matrimoniali, possono essere portate a compimento mediante un continuo cammino di conversione. C’è stato un momento particolare nella tua vita che ti ha fatto sentire in modo forte il desiderio di una conversione totale a Dio?
Ricordo un brano del Vangelo “La pesca miracolosa” in cui Pietro dopo una notte di pesca improduttiva, si fida di ciò che gli aveva detto Gesù, getta le reti in mare e ritirandole le trova colme di pesci. Al che, Pietro convertito gli dice “Signore, allontanati da me perché sono un peccatore!”. Una volta fatta nella mia vita come Pietro l’esperienza del Signore, la mia vita è cambiata. Prima della conversione, la mia vita era dissoluta La conversione è stata un processo lento e graduale che mi ha fatto capire ciò che gli altri vivono in virtù delle ferite e delle mie esperienze negative. Così il Signore ti concede di farti compagno di viaggio degli altri. Tutto viene trasformato in Grazia. In secondo luogo, senza questo cammino di conversione io non sarei quel che sono oggi. Non avrei le consapevolezze che oggi ho e avrei preso vie traverse.
Qual è stata la reazione dei tuoi genitori quando han saputo della tua scelta?
Da loro ho avuto tante dure opposizioni perché non si aspettavano che io potessi fare una scelta del genere e si son chiesti se io stessi scappando da qualcosa. Avrebbero voluto vedermi realizzata professionalmente e con una famiglia. So ora però che questa dura reazione è dettata dal loro amore per me. Sono certa di una cosa: forse ci vorrà del tempo ma credo che nel vedermi serena, felice e convinta della mia scelta di vita, anche loro saranno sereni, felici e convinti, come me e con me.
















