Bambini Salentini/La Dieta Mediterranea annienta la carie
A colloquio con il Dott. Cristiano Diso, Odontoiatra e Specialista in Chirurgia orale.
“È opportuno educarli alla salute orale, in modo che non vivano come un evento traumatico le prime visite dall’odontoiatra, ma i primi controlli effettivi dovrebbero avvenire intorno ai 3/4 anni, quando i bambini sono in dentatura da latte”.
La carie, una delle patologie più diffuse nella popolazione, che intaccando i tessuti duri del dente ne comporta gradualmente la distruzione, interessa largamente anche la popolazione in età pediatrica. Questo evidenzia l’indagine del Ministero della Salute che rivela dati allarmarti e fonte di riflessione: il 21,6% dei bimbi italiani di 4 anni e il 43,1% di quelli di 12 anni hanno le carie, “una diffusione ragguardevole, anche se sostanzialmente in linea con i traguardi dell’Oms”, si legge nel testo. In pratica, calcolano gli esperti, solo in queste due fasce d’età, 360 mila bambini italiani fanno i conti con almeno una carie. Ne parliamo con il dottor Cristiano Diso, odontoiatra e specialista in chirurgia orale.
Dottor Diso, in merito al problema della carie nei bambini, qual è la situazione nel nostro territorio?
La situazione locale rispecchia, grosso modo, quella nazionale e cioè un aumento dell’incidenza di carie nei bambini di tutti i ceti sociali o, comunque, dove si verificano condizioni di: una cattiva educazione alimentare, una bassa igiene orale ed una scarsa prevenzione primaria. Nonostante negli ultimi decenni sia stata riscontrata, nei paesi industrializzati, una riduzione dell’incidenza di carie nella popolazione pediatrica, negli strati sociali più bassi la patologia è aumentata; il 20% della popolazione pediatrica è, infatti, colpito dall’80% delle lesioni cariose. Le difficili condizioni economiche che, a causa della crisi coinvolgono ormai molte famiglie, incidono notevolmente nella scelta di una dieta che spesso risulta ricca di alimenti trasformati. Il fabbisogno calorico viene, quindi, soddisfatto da alimenti di modesto valore nutrizionale ed elevato contenuto calorico con maggiore rischio di obesità, anche quest’ultima patologia, la cui prevalenza è in aumento, deve essere considerata una vera e propria forma di malnutrizione, spesso associata a sviluppo di ipoplasie dello smalto ed elevata incidenza di carie.
In virtù della stretta correlazione tra una corretta alimentazione e una buona igiene orale, in che misura la dieta mediterranea può rappresentare un valido alleato nella prevenzione della carie proprio nei bambini?
La dieta mediterranea è notevole ausilio nella prevenzione dell’insorgenza della patologia cariosa, in quanto la celebre piramide alimentare ha alla sua base cereali, frutta e verdura, mentre i dolci e gli zuccheri raffinati, causa della carie, sono relegati all’apice della piramide.
Quali sono i maggiori fattori di rischio che determinano l’insorgenza di questa malattia?
principali fattori di rischio nell’insorgenza della patologia cariosa sono: la scarsa igiene orale; la mancanza di prevenzione primaria (ad esempio, dove necessaria, la sigillatura dei solchi nei molari definitivi che rappresenta un valido aiuto nella prevenzione della carie in questi elementi dentali); il consumo di zuccheri raffinati e bevande dolci al di fuori dei pasti, in quanto, la permanenza prolungata dei residui di cibo nel cavo orale crea un substrato ideale per la proliferazione dei batteri cariogeni.
Ci sono prescrizioni differenti in base all’età del bambino e norme specifiche per ogni esigenza pediatrica che i genitori possono seguire come profilassi?
Oltre ad una corretta alimentazione e a un’adeguata igiene orale in base all’età del bambino, la fluoroprofilassi risulta essere particolarmente vantaggiosa nella prevenzione della carie in ogni età pediatrica. I composti fluorati sono quelli più studiati e dei quali è stata riconosciuta l’efficacia nel ridurre lo sviluppo di lesioni cariose. Esiste letteratura che evidenzia la capacità del fluoro nel remineralizzare efficacemente le superfici dentali e inibire il processo di demineralizzazione. Un’esposizione insufficiente al fluoro, pertanto, soprattutto in presenza di una dieta ricca in carboidrati fermentabili, rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di lesioni cariose. I composti fluorati prevedono modalità di somministrazione e posologia differenti in base all’età e alle necessità dell’individuo. La somministrazione topica di fluoruri per mezzo di dentifrici è la metodica più semplice e più largamente diffusa. A questa si può affiancare una somministrazione sistemica per mezzo di compresse o gocce, secondo la seguente posologia: da 6 mesi a 3 anni, 0,25mg/die per mezzo di gocce; da 3 anni a 6-7 anni, 0,50 mg/die per mezzo di gocce o compresse.
A quale età sarebbe opportuno portare il figlio dal dentista?
Innanzitutto è importanteeducare i bambini alla salute orale sin da piccoli, in modo che non vivano come un evento traumatico le prime visite dall’odontoiatra, ma i primi controlli effettivi dovrebbero avvenire già intorno ai 3/4 anni, quando i bambini sono in dentatura da latte, e diventano fondamentali quando iniziano ad erompere i primi molari definitivi intorno ai 5/6 anni. È bene comprendere che questi ultimi erompono posteriormente ai molari da latte non sostituendo nessuno di essi. Questo spesso genera nei genitori errori di valutazione, poiché a volte si confondono i molari definitivi con i decidui. Per questo motivo si rende necessario sottoporre il piccolo paziente a visite di controllo periodiche al fine di prevenire eventuali problemi futuri.

















