Pubblicato in: Lun, Apr 9th, 2012

Bande a Sud. Rassegna di suoni tra due mari a Trepuzzi

TRADIZIONI/Iniziativa del maestro Gioacchino Palma promossa dal Gal Valla della Cupa, dal Comune e dal Comitato feste patronali.

1) Maestro, la sua intensa attività di musicista, impegnato in diversi campi del mondo dei suoni, la colloca in un elevato contesto culturale; può riassumere, brevemente, le sue esperienze più significative?

Elencare le mie esperienze musicali significative è un compito arduo! Sicuramente in cima c’è l’esperienza compositiva, che mi ha consentito di sviluppare una prospettiva musicale ad ampio raggio e di allargare gli orizzonti dell’ascolto e degli interessi. Posso dire che tutte le altre mie attività in ambito musicale – formative, musicologiche, analitiche, organizzative – sono state influenzate dal mio personale rapporto con la composizione musicale, che non è mai stato esclusivo o di ricerca di certezze inespugnabili.

2) Lei è un compositore – ricercatore, pertanto ha sviluppato una sua personale idea sulla musica di oggi: può indicare il percorso con cui ha maturato le competenze acquisite?

Come quello di molti musicisti di oggi il mio percorso ha conosciuto numerose tappe molto diverse tra loro. Per necessità e per  indole  mi sono occupato di musica cimentandomi sia con gli aspetti pratici che con quelli teorici ad essa connessi. La mia formazione musicale è basata essenzialmente sulla tradizione colta, ma questo non mi ha impedito di occuparmi, a vari livelli, di musiche d’altra natura. All’università ho approfondito i repertori etnici, popular, jazz, e poi il lavoro con gli audiovisivi mi ha portato ad entrare ancora più in contatto con musiche diverse tra loro. Si tratta indubbiamente di un arricchimento, se affrontato con consapevolezza. Questo naturalmente non mi ha impedito di continuare la mia ricerca in ambito colto, che costituisce ancora oggi il mio interesse principale.

3) La musica senza ascoltatore perde uno dei suoi scopi principali: che tipo di rapporto predilige nei confronti del fruitore?

Non nego d’essere stato, nei primi anni di formazione, ammaliato da alcune   posizioni  piuttosto  “radicali” del fare e pensare musica. Uno dei miei primi maestri è stato Franco Donatoni, che ci insegnava a scrivere  privilegiando essenzialmente gli aspetti combinatori e più in generale formali della composizione. Una pratica antichissima in verità, ma che nel Novecento ha toccato picchi di dissociazione dalle ragioni dell’ascolto.  Molto presto però ho cambiato strada. Sono convinto che la musica non possa essere pensata e fatta prescindendo dal piacere per il suono, pur salvaguardando la sperimentazione vera, che deve essere indipendente dalle mere ragioni di “mercato”. Ma non credo che in questo vi sia contraddizione:  la musica colta contemporanea offre tanti esempi di puro “piacere dell’ascolto”, solo che si abbia la curiosità culturale di approfondire la questione.  

4) Lei è stato nominato direttore artistico della Rassegna “Bande a Sud. Suoni tra due mari”. Qual è il suo rapporto con quanti interagiscono con tale genere musicale?

Sono sempre stato affascinato dal mondo della banda, fin da quando, da bambino, mio padre – vero cultore – mi portava in giro per le feste patronali ad ascoltarle. Ho conosciuto il celebre Maestro Gioacchino Ligonzo, esempio di grande rigore musicale. Credo che la banda sia stata una delle più importanti suggestioni infantili che mi ha portato ad occuparmi di musica nella vita. 

5) Il mondo della banda è molto articolato e rappresenta nel Salento una forte peculiarità territoriale; secondo lei, l’appassionato è legato soprattutto alla tradizione ed al folclore o alla ricerca di un gusto più esclusivo?

Come per altre “peculiarità territoriali”, la gente comincia ad accorgersi di quanta ricchezza ci sia in questo patrimonio salentino. C’è un legame innegabile con gli aspetti tradizionali e folcloristici che va salvaguardato e studiato in maniera scientifica, facendo convergere gli strumenti offerti da varie discipline, prime fra tutte quelle musicologiche, etnomusicologiche, comunicative e formative. In fondo la peculiarità delle nostre bande consiste proprio nell’indissolubilità del fenomeno musicale rispetto a quello folclorico e territoriale. C’è poi l’aspetto legato alle nuove bande, che sono molto disinvolte nella scelta dei repertori e delle “derivazioni”: un mondo completamente diverso, ma che continua a mantiene legami forti con la tradizione.

6) Il Festival si propone di promuovere la cultura musicale locale attraverso un percorso mirato alla valorizzazione dell’“Universo Banda”; cosa intende per “Bande a Sud. Suoni tra due mari”?

Non mi piacciono i titoli troppo espliciti o didascalici. “Bande a Sud” è un’indicazione che offre un primo elemento di caratterizzazione geografica. Le bande del sud hanno avuto, in Italia, caratteristiche diverse da quelle del nord, hanno assolto funzioni e hanno ritualità molto specifiche, e – non ultimo – hanno repertori differenti. Il sottotitolo costituisce una ulteriore specifica rispetto al salento, ma al tempo stesso rimanda alla nostra intenzione di mettere a confronto la tradizione con l’innovazione, guarda ai Balcani…e tante altre cose che non avrebbe senso esplicitare troppo.

7) Attorno alle tre Feste Patronali della Città di Trepuzzi in onore della Madonna dei Miracoli (aprile), Madonna dell’Assunta (agosto) e San Raffaele Arcangelo (ottobre) si svilupperà un itinerario rivolto alla valorizzazione del repertorio, può illustrare in modo più approfondito alcuni obiettivi della manifestazione?

Gli obiettivi della manifestazione, di cui il primo appuntamento di aprile costituisce l’anteprima, sono quelli di coinvolgere il territorio e creare interesse per questo patrimonio. Di far conoscere alle nuove generazioni la ricchezza della banda, ciò che ha significato per la nostra storia; di raccontare, ma soprattutto farci raccontare la banda dai bambini: sono state coinvolte le scuole di Trepuzzi (e qui ringrazio i dirigenti dei due poli, il Prof. Miglietta e la Prof. Mele, e tutti gli insegnanti, che hanno accolto con molto entusiasmo e partecipazione la nostra iniziativa) che hanno realizzato una bellissima mostra a Palazzo Guerrieri, visitabile da mercoledì 11 a mercoledì 18 aprile. Di valorizzare ancora di più le feste patronali e le manifestazioni sacre ad esse legate: per questo primo appuntamento mi piace ricordare un concerto interamente basato sulla musica sacra del XVI secolo, che si terrà nella Chiesa Matrice (Parroco Don Flavio De Pascali), e che vedrà impegnato l’ensemble corale e strumentale del Conservatorio “T. Schipa” su un repertorio che – come di consueto per quell’epoca – prevede che gli strumenti a fiato interagiscano col coro, creando degli straordinari effetti di diffusione spaziale della musica.

8) Nel suo progetto, lei parla di multimedialità e plurisensorialità ; come saranno realizzate tali dimensioni?

La banda non è solo musica. Ci sono immagini della banda, documentari e film, fotografie, rappresentazioni teatrali, ricordi degli anziani che possono essere  documentate con l’audiovisivo, installazioni elettroniche, danza, ecc.  Cercheremo di raccogliere tali materiali e suggestioni, di proporne delle altre originali, di creare un movimento creativo a trecentosessanta gradi che prenda la banda come riferimento principale.

9) Il Festival si caratterizzerà per l’impegno scientifico degli approfondimenti, soprattutto in ordine ai convegni, alle mostre iconografiche, bibliografiche e d’archivio; in particolare, cosa ha programmato nei suddetti ambiti?

Per l’appuntamento di aprile abbiamo in programma una tavola rotonda alla quale parteciperanno il Dott. Giuseppe Pascali e il Prof. Antonio Farì, riconosciuti musicologi e raffinati conoscitori delle bande salentine; i componenti della BandAdriatica, che parleranno della loro esperienza. Ci sarà un primo confronto fra elementi della tradizione e dell’innovazione. Negli appuntamenti successivi, con il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, nostro partner, riproporremo una straordinaria mostra sulle bande in Terra d’Otranto nel XIX secolo (organizzata dall’Archivio di Stato di Lecce, in collaborazione con il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti).

10) La manifestazione prevederà un evento particolarmente coinvolgente; può già riferire qualcosa?

A questo purtroppo non posso ancora rispondere…

Antonio Martino

IL PROGRAMMA/Concerti e Convegni dall’11 al 18 aprile

“L’Universo Banda”ha scandito le occasioni di culto, di convivialità, di festa, di rito civile e religioso, privato e comunitario dei nostri paesi”. Con questa importante riflessione il M° Gioacchino Palma ha dato vita al Festival “Bande a Sud. Suoni tra due mari”che si terrà a Trepuzzi nei momenti salienti della comunità nord-salentina. Il primo appuntamento è previsto dall’11 al 18 aprile, in occasione dei festeggiamenti della Madonna dei Miracoli, e coinvolgerà diverse istituzioni e associazioni presenti sul territorio. Così, attraverso i tre appuntamenti principali dei solenni festeggiamenti patronali, si è intessuto un itinerario sonoro per riscoprire sia il tradizionale repertorio sia le più rappresentative sperimentazioni sempre riconducibili alla banda. Si parte mercoledì 11 aprile alle ore 16.30 con la parata di apertura del Festival lungo le vie del paese e performance musicali della Banda di ragazzi diretta dai Maestri Giovanni Cananà e Alessandro De Blasi; a seguire presso Palazzo Guerrieri avverrà l’inaugurazione della mostra degli alunni “La banda è…” delle Scuole di Trepuzzi. Un altro appuntamento da non perdere è quello di venerdì 13 alle ore 19.00 presso la sala consiliare dove si svolgerà una tavola rotonda sul tema ”Le Bande salentine: una tradizione in movimento”; interverranno, oltre al direttore artistico, Antonio Farì, Giuseppe Pascali, Claudio Prima e la BandAdriatica; al termine dell’incontro sarà proiettato il Dvd “Rotta per Otranto”. Sabato 14 si terrà il concerto di musica sacra in chiesa Madre alle ore 21.30 realizzato dal Gruppo corale e strumentale del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, diretto da Francesco Muolo, e organizzato da Giuseppe Spedicati, Francesco Scarcella e Gioacchino Palma; domenica 15 è previsto il gran finale presso Largo Margherita alle ore 21.00 con il concerto della BandAdriatica.

CURRICULUM DI GIOACCHINO PALMA

Direttore artistico del Festival Bande a Sud. Suoni tra due mari. Compositore, musicologo e formatore nato nel 1968 a San Pietro Vernotico (Br), Gioacchino Palma è docente nel biennio specialistico di II livello in “Discipline musicali”, indirizzo tecnologico e nei corsi Preaccademici presso il Conservatorio di musica “T. Schipa” di Lecce. Dal settembre 2005 è responsabile del Laboratorio di musica elettronica del coordinamento Siba presso l’Università del Salento. Ha tenuto numerosi laboratori di animazione musicale presso la Facoltà di Scienze della Formazione della stessa Università. Ha insegnato inoltre Composizione presso le Scuole Civiche di Milano. Sue composizioni sono state eseguite, tra gli altri, dalla Felsina Chamber Orchestra (dir. Massimo Alessio), da F. La Licata, da A. Caprioli, dal Dèdalo Ensemble di V. Parisi e da A. Guarnieri (Teatro dell’Argine, Sala Bossi di Bologna, Teatro S. Chiara di Brescia, Sala
L. Dallapiccola di Cesena, Teatro Comunale di Bologna, ecc.). Ante Litteram II è stato eseguito sull’Acousmonium del Grm ed è stato trasmesso dalla Fédération des Radio Associatives de la
France il 27 aprile 2002. Ha diretto il coro polifonico della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Lecce, con il quale si è esibito in numerose occasioni; nella stessa città è stato docente di musica elettronica nei corsi del Progetto Mediateca 2000.

 

 

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