Pubblicato in: Gio, Giu 19th, 2014

Barocco in agonia/Da Santa Croce alla Grazia, Chiese da salvare

Dopo i crolli dell’altra notte che hanno interessato la Chiesa dell’Alcaltarine torna l’allarme nel centro storico. 

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“I casi più gravi riguardano Sant’Anna e Santa Teresa. Abbiamo sistemato le facciate ma le coperture restano con gravi criticità”. 

Sant'anna

Sant’Anna

“Per Santa Croce attendiamo i risultati del monitoraggio per capire in che modo frenare lo sfaldamento della pietra”. 

PIPPO FIORILLO

Occorrono più di 200mila euro per ripristinare i danni provocati l’altra notte da un fulmine impietoso. La saetta notturna ha colpito il crocifisso in fer­ro, posto in cima alla facciata della chiesa delle Alcantarine, intitolata alla Madonna della Provvidenza, a pochi passi da Porta Napoli e, con tutta la sua violenza, si è abbattuta in lun­ghezza su tutta la navata pro­vocando piccoli crolli di calci­nacci e di rivestimenti interni fino al presbiterio. All’esterno, invece, tutta la facciata risulta danneggiata: alcuni mattoni si sono spostati notevolmente e sarebbe bastato poco per pro­vocare crolli ancor più gravi. Intanto la chiesa è stata impal­cata e messa in sicurezza in attesa degli urgenti interventi di recupero. L’episodio dell’altra notte ha riaperto il dibattito sullo stato di salute delle chiese barocche del centro storico leccese. Dopo Santa Croce che alcuni mesi fa ha registrato la caduta di piccoli pezzi di decorazione della facciata e che necessita di nuovi ripristini esterni, questa volta è toccato alla chiesa delle Alcantarine.

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San Pietro d’Alcantara

L’architetto Pippo Fiorillo, responsabile dell’Ufficio dei beni culturali e dell’edilizia della Curia leccese lancia l’en­nesimo allarme: “Avevo già segnalato alla Sovrintendenza la necessità di intervenire sulla chiesa colpita dal fulmine qual­che notte fa. La fiancata destra e le coperture mostravano se­gni di cedimento e non si pote­va perdere altro tempo. Certo, l’evento meteo sopraggiunto ha provocato anche problemi statici e ora occorre muoversi per evitare ulteriori danneg­giamenti”.

SANTA MARIA DELLA GRAZIA

Santa Maria della Grazia

Purtroppo, in attesa di intercettare fondi pubblici, occorrerà intervenire con fondi propri. Circa la situazione delle altre chiese del centro storico Fiorillo approfitta per ricor­dare che ci sono al momento situazioni improcrastinabili. “I casi più gravi riguardano Sant’Anna e Santa Teresa. Abbiamo sistemato le facciate ma le coperture restano con gravi criticità. A Sant’Anna si assiste al lento ma irrefrenabile crollo delle coperture. Quando piove è sempre una tragedia. A Santa Teresa, invece, evidenti crepe nella volta mettono a re­pentaglio la staticità dell’intero tempio”.

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Santa Teresa

Discorso diverso per Santa Maria della Grazia in Piazza Sant’Oronzo:. Prosegue l’archi­tetto: “Nonostante il tetto della chiesa di fronte all’anfiteatro sia di recente ripristino, quando piove le infiltrazioni lo danneg­giano. Esse sono provocate da alcune gronde in pietra sem­pre ostruite e di difficilissimo accesso”. E per Santa Croce quanto si dovrà aspettare an­cora? “Per Santa Croce siamo ancora nella fase della diagnosi. Attendiamo i risultati del mo­nitoraggio che ci forniranno gli esperti per capire in che modo frenare lo sfaldamento della pietra”. Insomma, il barocco delle nostre chiese, il sublime ricamo in pietra che attrae ogni anno migliaia di turisti nel capoluogo salentino, può attendere. Ma fino a quando? Ne va di mezzo il futuro di una città e di un territorio che può uscire dalla crisi solo se investe sull’incanto della sua natura e sulla bellezza delle sue chiese.

LA RELAZIONE ALLA SOVRINTENDENZA 

La comunicazione del responsabile dell’Uf­ficio Beni culturali dell’Arcidiocesi di Lec­ce, l’arch. Pippo Fioril­lo e stata tempestiva. Si legge nella breve relazione: “Nella notte tra il 16 e 17 Giugno, a seguito di un violento tempo­rale abbattutosi sulla città, un fulmine di grande potenza ha colpito la croce in ferro posta sul fastigio della chiesa di S.Pietro di Alcantara, in Piazzetta Baglivi.

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Alcantarine

Tale evento ha causato un grave dissesto al timpano e l’apetura di una lesione verticale che sviluppandosi dal punto in cui è infissa la croce di ferro, interessa buona parte della facciata sino al davanzale del finestrone ed inol­tre, all’interno, evidente è la lesione causata in senso longitudinale ed orizzontale che interessa la volta della navata centrale. Effetto immediato è stata la caduta di frammenti del cornicione e della decorazione sculto­rea presente in facciata”. “Nelle more di predisporre un intervento finalizzato al ripristino statico della facciata, si comunica che sono state nell’immediato le opere di messa in sicurezza che prevedono la realizzazione di una impalcatura che interesserà la parte centrale della stessa facciata e del retroprospetto del fastigio”.

Servizio a cura di Fatima Grazioli

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