Pubblicato in: Ven, Ott 25th, 2013

Batte Leccese il Cuore dell’Africa

Ottobre Missionario/Mons. Paulinus Bpezeokafor, Vescovo in Nigeria e gli interventi della ForLife Onlus.

giornata missionaria

Sulle strade del mondo…

ESSERE PASTORE DI UN POPOLO POVERO MA MOLTO RICCO DI FEDE

“VENTIQUATTR’ORE AL GIORNO PER ASCOLTARE E AIUTARE”

L’opera dei miei sacerdoti/ “Povertà e difficoltà della vita portano gli uomini a non aver fiducia nel prossimo: i preti sono tenuti in grande considerazione e si ritrovano spesso arbitri di contese”. 

DF

L’azione di ForLife/ “Abbiamo chiesto ora una fornitura più costante di energia elettrica per l’Ospedale di Umuchu. L’intero progetto costerebbe circa 3.885.000 in naira, la moneta nigeriana, l’equivalente in euro di 18.500”. 

I primi timidi passi compiuti a Lecce da ForLife Onlus risalgono al 2007, incontrando l’incoraggiamento e la guida di don Fernando Filograna. ForLife ha conosciuto il Vescovo di Akwa, Sud Nigeria, Mons. Paulinus Bpezeokafor, per il tramite del Vesco­vo Filograna.

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La fontana della scuola di Onneh – Nigeria

Il Vescovo Paulinus è un uomo forte con le idee chiare e grande spirito di sacrificio; si occupa della for­mazione di 557 sacerdoti distribuiti su tutto l’estesissimo territorio della dio­cesi; territorio sostanzialmente privo di buone vie di comunicazione e con villaggi completamente isolati duran­te il periodo delle piogge. È nata una amicizia leale e fattiva che ha permes­so nuove esperienze in una terra con problematiche importanti.

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Giochi all’aria aperta – scuola di Onneh – Nigeria

Dopo i poz­zi, la bella e grande scuola di Onneh, la distribuzione dell’acqua corrente a tutto l’Ospedale di Umuchu, è la volta dell’impianto elettrico. Adesso tocca illuminarlo, collegando e distribuen­do capillarmente l’energia elettrica per fare in modo che quando le prime ombre del tramonto fanno capolino, la vita attiva non finisca, le medicine e i vaccini possano conservarsi bene e la sala operatoria funzioni davvero.

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I lavori in corso per la trivellazione del pozzo profondo 700 piedi. In cima il Vicario Generale del Vescovo Paulins

Eccellenza, com’è la vita di un Ve­scovo in Africa?

Awka si trova nella terra di Igbo, territorio che rappresenta il cuore del cristianesimo in Nigeria. E tra i cri­stiani, i cattolici sono la percentuale più elevata. Prima del cristianesimo in questa terra, la nostra gente segui­va la religione tradizionale, pagana e idolatra. Con l’arrivo del cristianesi­mo, un buon numero di loro vi aderì, mantenendo tuttavia, il legame con la religiosità precedente. In poche parole si sono convertiti in molti ma senza ta­gliare completamente le proprie radici. Spesso, alcuni di essi, hanno abbrac­ciato la loro nuova fede, ma in tempi di gravi difficoltà, sono nuovamente tornati alle loro vecchie credenze.

Quale è il ruolo dei Pastori in que­sto quadro sociale e religioso a contempo?

Noi pastori di anime abbiamo l’impegno di ricercare i modi migliori per insegnare loro che cosa significa essere cristiani convinti, cristiani che riconoscano Cristo come Signore e Salvatore, via, verità e vita. Il vescovo di Awka si trova di fronte alle respon­sabilità proprie di ogni vescovo catto­lico in ogni parte del mondo, tuttavia ha di fronte i problemi tipici di questo territorio. È ben noto, infatti, che molti Paesi africani sono vittime di cattive amministrazioni: il malgoverno resta la rovina di questo Continente.

La Ni­geria, per esempio, è un Paese molto ricco di risorse naturali. Se ben sfrut­tata potrebbe garantire a ogni nige­riano una vita agiata, ma a causa di una amministrazione inadeguata, la maggioranza dei nigeriani vive in con­dizioni di estrema povertà. La corru­zione nelle alte sfere rende impossibile qualsiasi tipo di sviluppo, e tutto va a discapito della povera gente che porta sul volto i segni di questo malessere. Servizi essenziali come acqua, elet­tricità, servizi di assistenza sanitaria, collegamenti stradali, sono inesistenti, senza parlare della mancanza di lavo­ro che rende inquieti molti giovani.

Di fronte a questi elementi e a molti al­tri ancora, il vescovo diocesano ha di fronte a sè un compito grave e serio, impegnato nell’accoglienza di pove­ri e bisognosi che, da ogni parte, ri­corrono alla Chiesa in cerca d’aiuto. Spesso, le persone si recano dal vesco­vo con le richieste più disparate: ci si aspetta che abbia la soluzione a tutti i problemi e che sia il maestro di tutti. Il vescovo è impegnato 24 ore al giorno nel cercare di risolvere tutti i problemi siano essi di natura sociale, economi­ca, religiosa.

Può descriverci brevemente la Diocesi di Awka?

La diocesi di Awka è nata dall’Ar­cidiocesi di Onitsha nel 1977 come diocesi suffraganea e ha iniziato il suo viaggio con 40 sacerdoti e 18 parroc­chie. Fin dall’inizio, in questa chiesa locale si visse una nuova Pentecoste. La diocesi cresceva in ogni ambito. At­tualmente ha il più alto numero di con­sacrati (557) di tutta la Nigeria e il più alto numero di parrocchie (170) rispet­to a qualunque altra diocesi del Paese. Sono presenti, inoltre, circa 540 ragaz­zi nel seminario minore e 152 aspiranti al sacerdozio nel seminario maggiore. Conta circa un milioni di fedeli laici che vivono il loro cristianesimo con molto entusiasmo.

Quali sono le maggiori difficoltà dei sacerdoti?

La diocesi di Awka è un territorio rurale, in quanto la maggior parte delle persone che la abitano, vivono in luoghi remoti e inaccessibili, lonta­no dal centro cittadino. La gente che risiede nei villaggi vive poveramente di agricoltura ed è priva di servizi di prima necessità. Le infrastrutture si trovano solo nelle grandi città. I sacer­doti operano a contatto con persone che non si sono ancora separate del tutto dal proprio stile di vita tradizio­nale, ma che, soprattutto, versano in grave stato di povertà.

Devono lottare per dar loro non solo il cibo spirituale, ma anche quello materiale. Povertà e difficoltà della vita portano gli uomini a non aver fiducia nel prossimo e nel coltivare il sospetto: i preti, quindi, te­nuti spesso in grande considerazione, si ritrovano a fare la parte degli arbitri per dirimere eventuali contese. La no­stra è una Chiesa piuttosto vivace dove la maggior parte delle parrocchie si trova a dover prendersi cura di un po­polo di Dio alquanto numeroso. Gra­zie a Dio la maggior parte dei nostri sacerdoti sono molto devoti e sempre pronti a fare i sacrifici necessari.

Qual è il rapporto tra cristiani e musulmani?

In Nigeria vi sono sia cristiani che musulmani. Questi ultimi sono più concentrati nella parte settentrionale del Paese rispetto ai cristiani che sono di più ed occupano soprattutto il sud. Malgrado le due religioni tentino un avvicinamento, persiste tuttora una setta musulmana integralista denomi­nata Boko Haram che continua a per­petrare la violenza contro i cristiani.

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