Biblioteche del futuro/Tra gli scaffali per festeggiare
Nuove tendenze in biblioteca: le notti bianche e le feste di compleanno. La tecnologia può attendere.
La tecnologia è ufficialmente entrata in ogni ambito della vita, sia lavorativa che ludica, ma ci sono spazi che ancora resistono al suo avanzare incessante: le biblioteche. Nonostante i cambiamenti attuati nel corso del tempo, esse comunque focalizzano il loro centro di interesse principale sul lettore. L’uomo, quindi, lo studioso, ma anche i bambini come nuovi e futuri utenti di una biblioteca, una realtà presente in tutti i territori e in grado di accogliere e spesso soddisfare richieste di ogni tipo. A questo proposito abbiamo ascoltato esperienze e consigli di due tra i maggiori esperti: Lorella Ingrosso, Vicedirettrice della Biblioteca Innocenziana e Alessandro Laporta, Direttore della Biblioteca Provinciale Nicola Bernardini.
ALESSANDRO LAPORTA/RIMANE SEMPRE LUOGO DI STUDIO
Dott. Laporta, dalla sua esperienza di Direttore della Biblioteca Provinciale di Lecce, come sono cambiate le biblioteche?
La definizione di biblioteca è totalmente cambiata negli ultimi quarant’anni. Quelle di vecchio stampo, se cosi le vogliamo definire, sono luoghi di conservazione, in quanto custodiscono un patrimonio culturale territoriale. Negli anni ‘60 le strutture evolvono, con l’avvento dei computer: da una biblioteca di stampo tradizionale, si passa ad un modello completamente diverso seppur lentamente. Non c’è più solo lo studioso tradizionale, ma c’è la possibilità di entrare in un dialogo di livello europeo: una rivoluzione che porta nuove possibilità, per cui essa si identifica come centro di formazione ma anche di informazione, con le più svariate iniziative.
Quanto la tecnologia influisce sulla vita di una tale struttura?
Essa oggi è in grado di aprirsi a 360 gradi sul mondo della cultura; si pensi, ad esempio, alla digitalizzazione dei libri antichi: un sistema in grado di “fotografare” il libro e metterlo on-line a disposizione degli utenti e in grado anche di uscir fuori dalle mura in cui è conservato, raggiungendo ogni angolo del mondo. D’altra parte però, le vecchie tecnologie sono rimaste indietro e cadono, purtroppo, nell’oblio come i tradizionali microfilm, prima tanto apprezzati e usati e ora impossibili da consultare per mancanza di strumenti adeguati. Si va avanti velocemente, ma alcune importanti sezioni rimangono indietro e, col tempo, andranno perdute.
Ciò che più è cambiata nel corso del tempo sono gli utenti?
Assolutamente si, se prima la biblioteca era frequentata solo da ricercatori e da studiosi, oggi un buon 70% di utenza viene per consultare internet e un 30% di studenti che trova tra le nostre mura la possibilità di studiare in un luogo silenzioso e tranquillo.
E i più giovani?
Nella nuova sede della Biblioteca Bernardini (ex Convitto Palmieri n.d.r.) abbiamo istituto la sezione ragazzi e abbiamo già compiuto poche ma significative esperienze proprio con i più piccoli. Aiutati dai maestri e dai genitori abbiamo potuto ospitare gli incontri dell’Associazione Nazionale Biblioteche Nati per Leggere, organizzare la notte bianca in biblioteca, in cui i bambini sono rimasti, insieme ai genitori, fino a notte fonda, e dato accoglienza a una festa di compleanno. L’impegno è quello di mostrare ai ragazzi che la biblioteca è un luogo importante in cui ci si può anche divertire, di cui si può fruire in moltissimi modi.

















