Pubblicato in: Ven, Lug 4th, 2014

Bilancio di Fine Anno/La finestra sul Mondo con gli occhi del Vangelo

La Grnade Missione negli Irc per il rispetto della laicità dello Stato.

irc

IL DIBATTITO/FONDAMENTALE IL DIALOGO EDUCATIVO 

Il servizio nazionale della conferenza episcopale italiana per l’insegnamento della religione cattolica in collaborazio­ne con le varie diocesi d’Italia realizza ormai da vent’anni, in collaborazione con l’osservatorio del Triveneto, la rileva­zione di alcuni aspetti quantitativi essen­ziali riguardanti l’Irc nelle scuole Statali e Paritarie. Anche la nostra Diocesi ha concorso nella formulazione delle preziose informazioni, utili alla stesura di un quadro che appare di notevole interesse. I dati raccolti permettono di stimare, in base alle informazioni fornite il numero degli avvalentisi, al tipo di attività svolte in alternativa all’Irc, alla composizione e all’impegno orario del corpo docente. Il numero degli studenti censiti, relativi alle scuole statali, nella nostra realtà territoriale, è pari a 36569 di cui 35863 avvalentisi e 735 non avvalentisi, ripartiti in 72 unità nella scuola dell’Infanzia, 128 nella scuola Primaria, 123 nella scuola Secondaria di primo Grado e 411 nella scuola seconda­ria di Secondo grado. Le percentuali che risultano da tale indagine sono confortanti e significativamente rappresentate da un 98% di avvalentisi..

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I numeri da soli, seppur eloquenti, non sono sufficienti per descrivere il grande lavoro di tanti insegnanti di religione che con il loro entusiasmo e la loro competenza professio­nale lavorano in un settore difficilissimo come quello della formazione cristiana integrale dell’uomo e del cittadino. La Chiesa si è sapientemente servita del talento e delle competenze degli insegnanti di religione per rendere accessibile ai giovani ed ai ragazzi in un momento così delicato della loro crescita il mistero di Dio. La Chiesa ha bisogno di insegnati entusiasti, convinti della Bontà del Ministero Laica­le loro affidato, il ministero della Chiesa tutta, ha bisogno della preziosa e compe­tente collaborazione dei nostri docenti. Ma l’attenzione va soprattutto posta su una nota di rilevante interesse, sulla presenza bella, vivace e motivata dei nostri ragazzi. L’inse­gnamento non è fatto mai dal solo docente, esso è primariamente un dialogo educativo che abbisogna di interlocutori sensibili e capaci di cogliere le profondità del mistero offerto nella povertà dei nostri mezzi. Le percentuali su indicate sono indicative di competenze spese a servizio delle giovani generazioni, ma sono anche rivelatrici di un interesse attento, partecipato e a tratti contagioso. I nostri ragazzi in molte realtà scolastiche si distinguono anche per una particolare attenzione alle povertà del territorio e le vivono come un vero labora­torio di umanità con il precipuo compito di umanizzare una cultura che se fosse solo libresca perderebbe il suo tratto distintivo più originale e significativo. Aprire gli occhi dei ragazzi sul mondo che li circonda ecco la grande vocazione della scuola e la grande missione dell’Irc, nel rispetto della laicità dello Stato e delle finalità educative della scuola.

 Alessandro Saponaro

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