A Fine Anno… Promossi, quote bulgare nei Licei, nei Tecnici e nei Professionali… In tanti “color che son sospesi”
Quando la privacy danneggia gravemente la salute delle Scuole.
Un anno di passaggio/Anziani e mai in pensione. Ora gratis anche al museo. peccato che al museo non sempre lo sanno.
LA STRANA CATEGORIA DEGLI INSEGNANTI
Per la quasi totalità degli studenti e dei docenti si è già chiuso, (per alcuni di loro ci sono i tempi supplementari per quello che qualcuno ancora chiama esame di licenza media o esame di Stato o ancora Esame di maturità). È pur vero che gli esami non finiscono mai, ma è anche vero che iniziano proprio male e, se vogliamo anche al di fuori di ogni logica. Rimane il dubbio sulla utilità dell’esame di terza media, quando ormai è un titolo che non serve più a nulla, ma siccome si è sempre fatto… e cosa poi dovrebbe cambiare nella valutazione di un ragazzo che viene “pesato” due volte dalle stesse persone nel giro di una settimana? L’unica variante è data da chi presiede la valutazione, il resto non cambia. Perché a questo punto non fare una valutazione più seria al termine di quello che è l’obbligo scolastico, cioè alla fine del secondo anno delle scuole superiori? Alla fine di quello che potrebbe essere un quinquennio più omogeneo e di base per tutti? Sarebbe opportuno che siano accertate le competenze acquisite, confortate dalle famose prove oggettive per tutte le scuole del regno come quelle Invalsi, quando uno studente lascia l’obbligo scolastico e si inserisce nell’obbligo formativo fino ai 18 anni, chiudendo come avviene in Europa con un esame di Stato oggettivo per tutti, non come quello di oggi che mantiene con la terza prova una sorta di peccato originale, discriminante e cangiante da commissione a commissione. Questa impostazione porterebbe ad anticipare l’ingresso a scuola a cinque anni per chiudersi a 18. Si sta chiudendo un anno che sarebbe dovuto essere di passaggio, anche se le novità sembra siano rimaste a piedi. Doveva essere l’anno dei registri online, ma poi tutto è stato rinviato ad libitum.
Si doveva passare ai libri misti (carta e online) e la direzione sembra essere quella, ma a parte alcune novità non siamo ancora arrivati alla meta, per motivi diversi, compreso quello della gestione del materiale cartaceo e virtuale da parte degli insegnanti. Quella strana categoria che da tanti viene sempre più considerata beneficiaria di chissà quale privilegio, essendo parcheggiata in uno dei tanti ammortizzatori sociali che sono fermi lì e guai a toccarli. Che non sanno valutare e che lavorano poco e niente. Proprio a loro in questi mesi lo Stato sprecone gli ha riconosciuto un altro privilegio: entrare gratuitamente nei musei. Peccato che nessuno nei musei lo abbia saputo, o forse è sembrato talmente assurdo che non lo è stato preso sul serio, e quindi continueranno a pagare il biglietto, come del resto cominceranno a fare i pensionati. Sempre sul fronte dei docenti l’età media avanza sempre di più e nonostante i tentativi di mettere mano alla Riforma Fornero, la situazione sembra ferma, anchilosata. Nonostante gli studenti siano aumentati, i docenti del prossimo anno saranno di meno. Qualcuno ritiene che la quota 96 si trasformi progressivamente in età in cui si potrà godersi la meritata pensione, trasformando i cassetti per quelli che una volta erano i registri cartacei in loculi perpetui. Del resto la scuola non è sempre stata un campo in cui incontrare l’immortalità della conoscenza, un campo in cui confrontarsi con il pensiero eterno dell’umanità, un campo… santo?
LECCE E PROVINCIA/PIÙ DI QUALCHE MATERIA SOTTO L’OMBRELLONE…
NIENTE SOSPENSIONI NEGLI ALBERGHIERI INVECE DEI LIBRI, ESPERIENZE DI LAVORO
Chissà quanti degli studenti alla fine di questo anno scolastico staranno ballando sull’eco delle note di “Satisfaction” dei vecchi Stones che all’incerta età che si portano sulle spalle sembra vadano al Massimo, almeno per quanto riguarda il Circo. E sembra che sia stata proprio questa la colonna sonora per gli studenti che hanno affollato le scuole superiori del capoluogo. Abbiamo fatto, come dovere vuole, un piccolo sondaggio nelle realtà superiori di secondo grado per vedere come sono andate le cose, ma in alcuni casi ci siamo scontrati con lo scoglio dei dati sensibili che non potevano essere rivelati. Ma i numeri erano sensibili per chi? La privacy dei numeri danneggia gravemente la salute delle scuole tanto che non possono rendere pubblico la quantità degli scrutinati, al di là dell’effettivo risultato conclusivo. Forse perché mettendolo in relazione con il numero degli iscritti porterebbe a fare altri tipi di considerazioni. Intanto nei licei scientifici di Lecce il risultato finale è certamente buono. Su oltre duemila e seicento studenti la media dei non promossi si assesta al di sotto dell’uno per cento. Ebbene sì coloro per i quali i diversi consigli di classe hanno ritenuto che, viste le carenze accumulate durante l’anno, nonostante i continui avvisi alla famiglia, non siano in grado di colmarle entro la fine dell’anno scolastico e comunque prima dell’inizio delle lezioni, sono molto, ma molto pochi. Delle mosche bianche, si direbbe con una classica metafora scolastica.
In moltissimi di questi casi si potrebbe parlare di una scelta sbagliata a monte. La percentuale sale di molto quando si passa ai tecnici e ai professionali. Ma in questi casi la realtà è molto diversa e certamente è il caso di evitare semplificazioni. Lo stesso discorso vale per gli ammessi all’esame di Stato dove alle quote bulgare dei licei, risponde situazioni diversificate per gli altri indirizzi di scuole, dove l’impossibilità a sostenere l’esame finale è stata riconosciuta a diversi studenti. Coloro che sono sospesi, cioè quelli che sono andati ai tempi supplementari non sono poi tantissimi, poco più del sei per cento. Non tantissimi, considerato che qualcuno porta con sè sotto l’ombrellone più di una disciplina. L’accertamento dell’avvenuto recupero del debito sarà fatto in quasi tutte le scuole superiori a partire dall’ultima settimana di agosto al termine dei corsi di recupero estivi e di un periodo di consolidamento personale. Sono poche le istituzioni scolastiche che organizzeranno la verifica a fine luglio, dopo i corsi di recupero, sia perché dopo un mese dallo scrutinio è difficile (ma non impossibile) registrare variazioni, sia perché la norma prevede di dare come tempo per il recupero la fine dell’anno scolastico (31 agosto) perché, si domandano gli Organi Collegiali, incorrere in inutili questioni legali? Anche per quanto riguarda la sospensione del giudizio ci sono diversità rilevanti visti i risultati esposti nei tecnici e professionali (oltre il 15%), almeno secondo i dati resi gentilmente disponibili dall’Albo. In qualche scuola (come gli alberghieri) si è anche fatta la scelta di non deliberare la sospensione del giudizio, visto che il primo recupero avverrà sul campo… di lavoro.
Tonio Rollo


















