Bioetica/Rifondare il sociale sui valori immutabili
Il Seminario del Prof. Paolo Carlotti della Pontificia Università Salesiana.
L’Etica della virtù oggi: con questa tematica il prof. rev. Paolo Carlotti della Pontificia Università Salesiana di Roma ha dato l’avvio a Lecce, lo scorso 27 febbraio, all’undicesimo ciclo di Seminari ‘Verso nuove frontiere di Bioetica’. “Nel contesto della ‘società liquida’ generata dall’individualismo, rifondiamo la vita sociale e culturale su qualcosa di solido e duraturo”, così ha esordito il prof. rev. Salvatore Cipressa strenuo promotore e sostenitore di questa iniziativa. Carlotti ha declinato il nevralgico tema nella doppia prospettiva della morale filosofica e, particolarmente, teologica.
A differenza del passato, quando i paradigmi dell’etica erano riconducibili a pochissime categorie, oggi assistiamo ad un alto tasso di pluralismo etico che coinvolge anche la Bioetica, essa stessa scorporabile, per alcuni, in cattolica e laica. Ma l’esigenza di dialogare, con argomentazioni e categorie razionali trasversali, impone una riflessione sulla inevitabilità di un’istanza etica che non sia ridotta all’autoreferenzialità di infinite singole verità. Dalla differenza tra ‘etica della norma’ ed ‘etica della virtù’ deriva la distinzione tra un agire consequenzialista ed uno deontologico. Il primo interpreta il valore dell’agire in relazione alle mere conseguenze dell’atto, a prescindere dalle condizioni dell’agire e dell’intenzionalità dell’atto stesso: si può parlare, quindi, di etica atto-orientata.
Il secondo accentua la significatività dell’atto coinvolgente la persona nella sua interezza: un’etica, perciò, persona-orientata. L’etica della norma conduce ad un discernimento legato ad input esterni, ad esempio ad opera di esperti che pongono la questione in modo estrinseco al soggetto che opera. Ma dalla sola liceità di un atto non scaturisce inevitabilmente una crescita personale.
Ecco che un mondo migliore interpella una persona che migliori; e questo può avvenire solamente nella formazione di una coscienza matura. La maturità, allora, si raggiunge quando non sono solo le condizioni esterne a dettare i comportamenti, bensì la consapevolezza personale nella scelta del bene singolo e collettivo! Nel prossimo incontro del 13 marzo, che si terrà sempre all’Università del Salento presso il Palazzo “Codacci Pisanelli”, il prof. rev. Salvatore Cipressa relazionerà su “Il volto dell’altro come alterità etica e traccia dell’infinito”.
Giuseppina Capozzi
















