Brindisi, base logistica di ventidue missioni Onu
A TuxTu/La seconda e ultima parte dell’Intervista con il Col. Pilota Andrea Aiello, Comandante del Distaccamento Aeroportuale di Brindisi.
Colonnello Aiello, perché l’Onu ha scelto la base operativa di Brindisi?
Come i matrimoni e gli amori più riusciti che nascono per caso. All’inizio degli anni ’90, quando le missioni di pace nel mondo hanno avuto un exploit purtroppo incredibile, l’Onu si trovava in Somalia per l’operazione “Restore Hope” di supporto alla popolazione locale che attraversava un periodo veramente drammatico, poi conclusosi negativamente: si dovette ripiegare e sia le coalizioni internazionali sia l’Onu stessa decisero di riportare indietro tutti i mezzi e il personale presente in Somalia. L’Italia offrì la base di Brindisi e da allora è nato questo matrimonio felice delle Nazioni Unite con la città di Brindisi.
Il C-17A Goblemaster della RAAF giunto a Brindisi
In questi anni, la sede brindisina dell’Onu è cresciuta ancor di più divenendo, oltre che l’unica base di stoccaggio di materiali provenienti dalle varie missioni riparandoli e rendendoli efficienti per successive missioni riaggiustandoli per altri incarichi, un vero e proprio polo logistico, operativo e concettuale delle Nazioni Unite. Occorre pure tenere presente che essa si trova in una posizione geografica baricentrica rispetto a tutto il contesto mondiale delle missioni umanitarie. Ben ventidue delle ventisei missioni dell’Onu attualmente attive nel globo vengono gestite direttamente da Brindisi nel settore delle comunicazioni e in quello logistico. Le agevolazioni fornite sul territorio sono state fondamentali per una realtà che continua a crescere con orgoglio per la sua collocazione salentina.
Ci potrebbe indicare eventuali sviluppi futuri dei rapporti tra Aeroporto Militare di Brindisi e territorio?
Più che alle prospettive future occorre fare riferimento alle vicende passate e presenti: quando il 32° Stormo lasciò Brindisi per spostarsi ad Amendola, cedette delle competenze aeronautiche altamente qualificanti, come il controllo del traffico aereo e tutti i moderni sistemi di navigazione aerea che permettono di far atterrare sulle piste di Brindisi qualsiasi aeroplano. Prima l’Aeroporto di Brindisi era riservato solo ad aerei militari, ora, da tanti anni, anche ai civili, con un movimento di circa due milioni di passeggeri all’anno, i quali atterrano e decollano da Brindisi sempre nella massima sicurezza, in quanto l’Aeronautica Militare garantisce un servizio efficace e sicuro.
Carico dei containers
Con delle postazioni radar e la torre che controllano il traffico aereo, mediante i sistemi di navigazione, e con i tecnici che giornalmente mantengono i sistemi in perfetta efficienza. Quindi è più corretto parlare di passato che si protende verso il futuro. Certamente lo svolgimento di queste attività è oneroso; comunque, a ogni livello, dalla Forza Armata all’organizzazione civile si valuta tutto in termini di sistema, d’interesse nazionale, per cui un disimpegno repentino di questo compito sarebbe un danno molto gravoso per l’aviazione civile a protezione del sitema-paese nel suo complesso. Per fortuna, c’è una diffusa e razionale consapevolezza che Brindisi svolge un servizio con professionalità e con tanto orgoglio per il territorio salentino.


















