Pubblicato in: Sab, Mar 3rd, 2012

Buona politica ed etica della solidarietà

C’è chi paventa che, nella stretta del rigore economico con le sue conseguenze che colpiscono le fasce più deboli e, tra queste, i giovani, possa esserci un incremento di violenza e di piccola criminalità, oltre che la recrudescenza di un forte disagio sociale che ha molti di essere vissuto e di manifestarsi, è un’ipotesi fondata. Ma, in realtà, la situazione non è nuova.

Sono ormai tanti anni che i giovani vivono il futuro come “una minaccia invece che come una promessa”, con tutti i riflessi negativi che questa prospettiva ha nella quotidianità del loro presente e nella demotivazione a mettersi in gioco e ad assumere impegni. Sono  evidenti e diffusi i sintomi dello smarrimento, della depressione, di comportamenti rinunciatari e della ricerca di compensazioni in aree di devianza …è forse proprio in questa fase in cui la crisi non è stata esorcizzata, ma affronta col rigore necessario per salvarsi dal naufragio, che sussiste  la possibilità di aprire la prospettiva di un percorso difficile, ma virtuoso.

Ci sono alcuni chiari segnali che si intravedono nell’azione del Governo, in alcuni Decreti già approvati o in via di contrastata definizione, nella decisa lotta all’evasione e alla corruzione e, soprattutto, nelle pieghe della trattativa con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro con regole di “flessibilità buona” e di formazione – lavoro, rigorose nella loro oggettività, non addolcite dalla ricerca del facile consenso, ma proprio per questo non illusorie.

C’è una pedagogia nelle regole, al di là degli scivoloni sulla monotonia del posto fisso, sul mammismo, sul buonismo di alcuni uomini del Governo, animati dalla supponente intenzionalità rieducativa nei riguardi di bamboccioni collocati ancora nelle false attese di ieri.

Dal governo dei Tecnici impegnati a fare buona politica può venire una direzione di marcia, l’a pertura di un orizzonte in cui si aprano spazi per tutti e non solo per pochi privilegiati.

Ma c’è un cammino contro corrente in una situazione culturale e sociale in cui la fa da padrone un’ economia finanziaria che sancisce differenziali e accresce disuguaglianze e ingiustizia.

Si avverte la necessità di attingere risorse alle fonti etiche della solidarietà e dell’alterità solidale, in grado di ristrutturare il sistema dei valori sul quale costruire un progetto di futuro in cui credere e per il quale impegnarsi.

Anche questo è un obiettivo della sfida educativa in cui è stata coinvolta la responsabilità della realtà ecclesiale, di cristiani adulti che operano nella società civile e politica nella logica superiore del bene comune, con uno sguardo ed una tensione ideale verso il futuro che “abiteranno” i ragazzi di oggi.  

Reno Sacquegna

Direttore Ufficio Diocesano Scuola – Lecce

 

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