Bus a Lecce… Studenti e Anziani ‘salvano’ il servizio
Colloquio con Mino Frasca, Presidente della SGM, la Società che gestisce a Lecce i trasporti pubblici.
“Lo scarso utilizzo del mezzo pubblico è da ricondurre sia a problematiche di tipo culturale sia alla mancanza di un servizio adeguato, in termini di chilometraggio complessivo, rispetto alle esigenze cittadine”.
La società dei trasporti pubblici di Lecce SGM (Società Gestione Multipla Spa), ha discusso nel corso di questo mese in Commissione di Bilancio a Palazzo Carafa i risultati dell’ultimo rapporto 2014. L’analisi dei dati porta dirigenti e cittadini a riflettere sulla situazione del servizio pubblico che non può e non deve arrendersi di fronte alle criticità emerse. È altresì tempo di tirare le somme e con occhio lucido guardare al futuro del trasporto pubblico urbano in un momento di profonda crisi, traendo fuori le cause e le possibili soluzioni di un’empasse solo apparentemente immobile. Il Presidente della SGM, Mino Frasca, analizza con noi, nel dettaglio, la “questione trasporti pubblici”, esprimendo le sue opinioni guidate dall’esperienza e dalla verità analitica dei risultati della relazione bilancio.
Dott. Frasca, quali sono i dati più significativi emersi dall’ultimo Rapporto SGM presentato in Commissione di Bilancio?
Il dato più significativo che emerge dal Bilancio 2014 è stato quello relativo alla capacità della società di produrre un utile, sia pur contenuto, pari a € 158.387,00. Si tratta di un risultato significativo tenuto conto degli effetti negativi sui ricavi derivanti dalla riduzione dei servizi operata dall’Ente affidante e dalla crisi economica generale. Il dato assume ancor più rilevanza considerando il fatto che la società ha scelto di mantenere altresì i livelli occupazionali pur in presenza di esuberi di personale.
Erano dati prevedibili o non c’era da aspettarselo?
In questo momento storico e nel contesto economico di grave difficoltà in cui ci troviamo, nulla è scontato. Il risultato raggiunto è da ricondurre esclusivamente all’impegno profuso dagli amministratori e dal management aziendale nell’organizzazione dei servizi secondo un modello di gestione e secondo comportamenti tipicamente imprenditoriali.
Perché i cittadini leccesi sono restii ad utilizzare i mezzi pubblici?
Lo scarso utilizzo del mezzo pubblico è da ricondurre sia a problematiche di tipo culturale sia alla mancanza di un servizio adeguato, in termini di chilometraggio complessivo, rispetto alle esigenze cittadine. Analizzando i dati sui passeggeri dal 2001 al 2013 emerge che la domanda di trasporto pubblico presenta valori crescenti solo in presenza di un plafond di offerta ben definito. In particolare il volume dei passeggeri è cresciuto più che proporzionalmente rispetto all’offerta in corrispondenza degli anni dal 2008 al 2010 quando il chilometraggio complessivo era superiore ai 2.000.000 di km/vetture anno grazie alle percorrenze aggiuntive a finanziamento comunale. Venute meno queste ultime e rideterminandosi un chilometraggio complessivo di 1.560.000 km vetture anno finanziati nell’ambito dei servizi minimi riconosciuti dalla Regione Puglia, si è assistito a un crollo dei passeggeri. Il chilometraggio attuale comporta infatti basse frequenze di passaggio, più da servizio extraurbano, rendendo lo stesso servizio urbano scarsamente competitivo rispetto al mezzo privato. In definitiva, quindi, si può concludere che esiste un rapporto incrementale tra domanda e offerta e comunque una soglia di offerta minima al di sotto della quale l’utenza reputa il servizio non interessante. E tuttavia esiste uno zoccolo duro di utenza di oltre 1.400.000 passeggeri all’anno, rappresentato per lo più da anziani e studenti che utilizzano il servizio in modo regolare.
Come interpretare il risultato dell’esperimento “filobus”?
La società che rappresenta non entra nel merito delle scelte progettuali dell’Amministrazione comunale. E’ giusto invece riconoscere all’Amministrazione il merito di aver attivato tutte le linee filoviarie e aver portato il sistema filoviario a regime. D’altra parte, una corretta valutazione dell’impatto del sistema filoviario sulla mobilità cittadina potrà essere effettuata a nostro giudizio solo quando si saranno verificate tutte le condizioni poste a base del progetto.
Qual è il destino dei trasporti a Lecce? Occorre “alzare il tiro”? Quali progetti?
L’Amministrazione comunale in collaborazione con SGM ha presentato alla Regione Puglia un piano di razionalizzazione del servizio che prevede una serie di interventi quali la richiesta alla stessa Regione di un’adeguata dotazione di “servizi minimi”, la ristrutturazione degli impianti di rete, l’attivazione di nuovi strumenti di informazione all’utenza, la rimozione delle barriere all’utilizzo del mezzo pubblico da parte degli utenti con disabilità, lo studio di nuove soluzioni per potenziare il sistema di interscambio autovettura-bus, la lotta all’evasione, l’attivazione di “servizi a chiamata”. Su alcune di queste tematiche sono già stati raggiunti importanti risultati. Dopo un importante intervento di ristrutturazione è da segnalare, ad esempio, che oggi tutti i mezzi aziendali sono stati attrezzati per il trasporto degli utenti con disabilità. Su altre tematiche la società e l’Amministrazione comunale sono al lavoro. Tra queste sicuramente è da segnalare la ristrutturazione degli impianti di fermata che presumibilmente, completata la fase progettuale, vedrà concretizzarsi già dal prossimo autunno.
Fatima Grazioli

















