Pubblicato in: Ven, Giu 26th, 2015

Bus a Lecce… Studenti e Anziani ‘salvano’ il servizio

Colloquio con Mino Frasca, Presidente della SGM, la Società che gestisce a Lecce i trasporti pubblici. 

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“Lo scarso utilizzo del mezzo pubblico è da ricondurre sia a problematiche di tipo culturale sia alla mancanza di un servizio adeguato, in termini di chilometraggio complessivo, rispetto alle esigenze cittadine”. 

La società dei tra­sporti pubblici di Lecce SGM (So­cietà Gestione Multipla Spa), ha discusso nel corso di questo mese in Commissione di Bi­lancio a Palazzo Carafa i risul­tati dell’ultimo rapporto 2014. L’analisi dei dati porta diri­genti e cittadini a riflettere sul­la situazione del servizio pub­blico che non può e non deve arrendersi di fronte alle critici­tà emerse. È altresì tempo di tirare le somme e con occhio lucido guardare al futuro del trasporto pubblico urbano in un momento di profonda crisi, traendo fuori le cause e le pos­sibili soluzioni di un’empasse solo apparentemente immobi­le. Il Presidente della SGM, Mino Frasca, analizza con noi, nel dettaglio, la “questio­ne trasporti pubblici”, espri­mendo le sue opinioni guidate dall’esperienza e dalla verità analitica dei risultati della re­lazione bilancio.

Dott. Frasca, quali sono i dati più significativi emer­si dall’ultimo Rapporto SGM presentato in Com­missione di Bilancio?

Il dato più significativo che emerge dal Bilancio 2014 è stato quello relativo alla ca­pacità della società di produr­re un utile, sia pur contenuto, pari a € 158.387,00. Si tratta di un risultato significativo tenuto conto degli effetti nega­tivi sui ricavi derivanti dalla riduzione dei servizi operata dall’Ente affidante e dalla cri­si economica generale. Il dato assume ancor più rilevanza considerando il fatto che la società ha scelto di mantenere altresì i livelli occupazionali pur in presenza di esuberi di personale.

Erano dati prevedibili o non c’era da aspettarse­lo?

In questo momento storico e nel contesto economico di grave difficoltà in cui ci trovia­mo, nulla è scontato. Il risul­tato raggiunto è da ricondurre esclusivamente all’impegno profuso dagli amministratori e dal management aziendale nell’organizzazione dei servizi secondo un modello di gestio­ne e secondo comportamenti tipicamente imprenditoriali.

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Perché i cittadini leccesi sono restii ad utilizzare i mezzi pubblici?

Lo scarso utilizzo del mez­zo pubblico è da ricondurre sia a problematiche di tipo cultu­rale sia alla mancanza di un servizio adeguato, in termini di chilometraggio complessi­vo, rispetto alle esigenze cit­tadine. Analizzando i dati sui passeggeri dal 2001 al 2013 emerge che la domanda di tra­sporto pubblico presenta va­lori crescenti solo in presenza di un plafond di offerta ben definito. In particolare il volu­me dei passeggeri è cresciuto più che proporzionalmente ri­spetto all’offerta in corrispon­denza degli anni dal 2008 al 2010 quando il chilometraggio complessivo era superiore ai 2.000.000 di km/vetture anno grazie alle percorrenze ag­giuntive a finanziamento co­munale. Venute meno queste ultime e rideterminandosi un chilometraggio complessivo di 1.560.000 km vetture anno finanziati nell’ambito dei ser­vizi minimi riconosciuti dalla Regione Puglia, si è assistito a un crollo dei passeggeri. Il chilometraggio attuale com­porta infatti basse frequenze di passaggio, più da servizio ex­traurbano, rendendo lo stesso servizio urbano scarsamente competitivo rispetto al mezzo privato. In definitiva, quindi, si può concludere che esiste un rapporto incrementale tra domanda e offerta e comunque una soglia di offerta minima al di sotto della quale l’uten­za reputa il servizio non inte­ressante. E tuttavia esiste uno zoccolo duro di utenza di oltre 1.400.000 passeggeri all’an­no, rappresentato per lo più da anziani e studenti che utilizza­no il servizio in modo regolare.

Come interpretare il risul­tato dell’esperimento “fi­lobus”?

La società che rappresenta non entra nel merito delle scelte progettuali dell’Ammi­nistrazione comunale. E’ giu­sto invece riconoscere all’Am­ministrazione il merito di aver attivato tutte le linee filoviarie e aver portato il sistema filo­viario a regime. D’altra par­te, una corretta valutazione dell’impatto del sistema filo­viario sulla mobilità cittadina potrà essere effettuata a nostro giudizio solo quando si saran­no verificate tutte le condizioni poste a base del progetto.

Qual è il destino dei tra­sporti a Lecce? Occorre “alzare il tiro”? Quali pro­getti?

L’Amministrazione comu­nale in collaborazione con SGM ha presentato alla Regio­ne Puglia un piano di razio­nalizzazione del servizio che prevede una serie di interventi quali la richiesta alla stessa Regione di un’adeguata dota­zione di “servizi minimi”, la ristrutturazione degli impianti di rete, l’attivazione di nuo­vi strumenti di informazione all’utenza, la rimozione delle barriere all’utilizzo del mezzo pubblico da parte degli uten­ti con disabilità, lo studio di nuove soluzioni per potenzia­re il sistema di interscambio autovettura-bus, la lotta all’e­vasione, l’attivazione di “ser­vizi a chiamata”. Su alcune di queste tematiche sono già stati raggiunti importanti risultati. Dopo un importante interven­to di ristrutturazione è da se­gnalare, ad esempio, che oggi tutti i mezzi aziendali sono stati attrezzati per il traspor­to degli utenti con disabilità. Su altre tematiche la società e l’Amministrazione comuna­le sono al lavoro. Tra queste sicuramente è da segnalare la ristrutturazione degli impianti di fermata che presumibilmen­te, completata la fase proget­tuale, vedrà concretizzarsi già dal prossimo autunno.

Fatima Grazioli

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