Pubblicato in: Sab, Set 27th, 2014

Calcio Salentino in crisi: la cura sono i vivai

A colloquio con Mino Manta direttore sportivo e “creatore” dell’attuale super-Gallipoli.

Non c’è solo il Lecce nel vasto pianeta calcistico salentino. Esistono – e si stan­no facendo anche molto onore – altre ed impor­tanti realtà sportive. E su tutte, di questi tempi, sta brillando la stella del Gallipoli, matricola-super nel campionato di serie D. Tre partite, tre vittorie, nove punti e capofila solitario del suo girone. Un’escalation Cheap Pandora Charms Canada che nessuno ( o pochi) avrebbe pre­ventivato, tenuto conto delle al­tre formazioni che compongo­no il girone (Brindisi, Taranto, Fidelis Andria, Bisceglie e via dicendo) sulla carta – a giusta ragione – favorite per la promo­zione in serie C. Invece, ecco il Gallipoli – sorpresa. Una macchina per­fetta o quasi in queste prime giornata di campionato. Una macchina costruita con po­chi soldi, ma con tanto amore da Mino Manta, un direttore sportivo con la “D” maiusco­la, capace di scegliere elemen­ti bravi, ma che costano poco. Chapeau al Gallipoli, quindi, ed al suo “inventore”. “Andia­mo piano – dice Mino Manta – con gli elogi sperticati, è vero: il Gallipoli sta disputando un avvio di stagione alla grande. Giusti e meritati gli elogi ed i punti conquistati sul campo. Specie quelli sui terreni della Campania dove non è facile per nessuno fare punti. Ebbene, noi abbiamo giocato due parti­te in Campania ed entrambe le abbiamo vinte. Ci fa piacere ri­cevere apprezzamenti ed elogi. Noi però non ci esaltiamo, ma già da questo momento stiamo contando i punti indispensabili per la salvezza. Ne abbiamo 9 in attivo, ce ne mancano altri 31 per toccare quota 40 e quin­di il traguardo della salvezza”.

Questo Gallipoli-super è co­stato poco: ce lo conferma?

È inutile nascondere la verità. Il nostro patron Mar­cello Barone ha fatto e continua a fare enormi sacrifici pur di mantenere in vita la squa­dra. Nessuno gli ha dato una mano e, quindi, è stato molto chiaro con la tifoseria e con il sottoscritto, cui ha affidato un budget molto ridotto. Ed io ho lavorato tenendo conto delle poche risorse, riuscendo però a scegliere elementi che, prima di tutto, debbono essere uomini e poi calciatori. Una strategia che ci ha dato grosse soddisfa­zioni: l’anno scorso abbiamo vinto il campionato di Eccellen­za e quest’anno abbiamo avuto un avvio di stagione brillantis­simo.

Tutto merito tuo, vero Mino?

Ho fatto la mia parte, ma il merito va dato a mister Sergio Volturo, un tecnico molto bra­vo, modesto, competente, amato e rispettato dai giocatori. E poi, bravissimi sono tutti gli elemen­ti che compongono Cheap Pandora Jewelry Canada la rosa della squadra. Una squadra che ha come caratteristica principale quella di fare ‘gruppo’, di es­sere un grande gruppo. Perso­nalmente, ho fatto delle scelte che stanno dando ottimi frutti. Ed oltre ai cosiddetti titolari, la mia attenzione è stata rivolta all’ingaggio di alcuni baby, e senza fare discriminazioni, dico soltanto che Mattia Ne­gro, ad Arzano, quando è stato mandato in campo, ha fatto im­pazzire gli avversari.

Gallipoli sugli scudi. E le altre squadre dal Maglie, al Galatina, al Tricase, al No­voli, al Nardò e via dicendo, hanno anche vita difficile sotto il profilo economico?

Certamente. Io sono stato al Maglie ed anche lì ho vinto il campionato. Conosco la rea­le situazione di questa società e posso dire che gli attuali di­rigenti stanno compiendo au­tentici miracoli per tenere in vita la squadra. Stesso discorso a Galatina, dove a far fronte a tutte le esigenze societarie c’ è soltanto una persona. Non cambia molto la situazione per tutte le altre società di Eccel­lenza, Promozione o Prima, Se­conda e Terza categoria.

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Perché gli imprenditori sa­lentini non si avvicinano al calcio?

Si avvicinano più di quanto si possa pensare. Accade, però, che quando ci si siede intorno al tavolo della trattativa e si tirano le somme, ci si accorge che due più due non fa quattro ma sette-otto. E naturalmente tutto va a rotoli.

Insomma, il calcio salentino è in forte crisi. Ma come può guarire?

La medicina giusta sono i vivai. Che c’erano una volta ed adesso non esistono più, Noi a Gallipoli ci teniamo molto a questo settore e stiamo facendo molto per farlo crescere anno dopo anno. Non così in altre società Anche nello stesso Lec­ce, c’era una volta un grande vivaio. Adesso non c’è più o co­munque non è come quello dei tempi di Semeraro.

Un’ultima domanda: il Lec­ce può conquistare la B?

Me lo auguro di tutto cuore. Ma non sarà facile e semplice. Intanto, dopo il successo sulla Reggina (2-0) ed il ritorno al gol di Miccoli, il Lecce tor­nerà a giocare al ‘Via del Mare’ sabato 27 p.v. alle ore 17 contro la Paganese. Una partita da vin­cere per continuare ad inseguire la B.

Umberto Verri

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