Calcio Salentino in crisi: la cura sono i vivai
A colloquio con Mino Manta direttore sportivo e “creatore” dell’attuale super-Gallipoli.
Non c’è solo il Lecce nel vasto pianeta calcistico salentino. Esistono – e si stanno facendo anche molto onore – altre ed importanti realtà sportive. E su tutte, di questi tempi, sta brillando la stella del Gallipoli, matricola-super nel campionato di serie D. Tre partite, tre vittorie, nove punti e capofila solitario del suo girone. Un’escalation Cheap Pandora Charms Canada che nessuno ( o pochi) avrebbe preventivato, tenuto conto delle altre formazioni che compongono il girone (Brindisi, Taranto, Fidelis Andria, Bisceglie e via dicendo) sulla carta – a giusta ragione – favorite per la promozione in serie C. Invece, ecco il Gallipoli – sorpresa. Una macchina perfetta o quasi in queste prime giornata di campionato. Una macchina costruita con pochi soldi, ma con tanto amore da Mino Manta, un direttore sportivo con la “D” maiuscola, capace di scegliere elementi bravi, ma che costano poco. Chapeau al Gallipoli, quindi, ed al suo “inventore”. “Andiamo piano – dice Mino Manta – con gli elogi sperticati, è vero: il Gallipoli sta disputando un avvio di stagione alla grande. Giusti e meritati gli elogi ed i punti conquistati sul campo. Specie quelli sui terreni della Campania dove non è facile per nessuno fare punti. Ebbene, noi abbiamo giocato due partite in Campania ed entrambe le abbiamo vinte. Ci fa piacere ricevere apprezzamenti ed elogi. Noi però non ci esaltiamo, ma già da questo momento stiamo contando i punti indispensabili per la salvezza. Ne abbiamo 9 in attivo, ce ne mancano altri 31 per toccare quota 40 e quindi il traguardo della salvezza”.
Questo Gallipoli-super è costato poco: ce lo conferma?
È inutile nascondere la verità. Il nostro patron Marcello Barone ha fatto e continua a fare enormi sacrifici pur di mantenere in vita la squadra. Nessuno gli ha dato una mano e, quindi, è stato molto chiaro con la tifoseria e con il sottoscritto, cui ha affidato un budget molto ridotto. Ed io ho lavorato tenendo conto delle poche risorse, riuscendo però a scegliere elementi che, prima di tutto, debbono essere uomini e poi calciatori. Una strategia che ci ha dato grosse soddisfazioni: l’anno scorso abbiamo vinto il campionato di Eccellenza e quest’anno abbiamo avuto un avvio di stagione brillantissimo.
Tutto merito tuo, vero Mino?
Ho fatto la mia parte, ma il merito va dato a mister Sergio Volturo, un tecnico molto bravo, modesto, competente, amato e rispettato dai giocatori. E poi, bravissimi sono tutti gli elementi che compongono Cheap Pandora Jewelry Canada la rosa della squadra. Una squadra che ha come caratteristica principale quella di fare ‘gruppo’, di essere un grande gruppo. Personalmente, ho fatto delle scelte che stanno dando ottimi frutti. Ed oltre ai cosiddetti titolari, la mia attenzione è stata rivolta all’ingaggio di alcuni baby, e senza fare discriminazioni, dico soltanto che Mattia Negro, ad Arzano, quando è stato mandato in campo, ha fatto impazzire gli avversari.
Gallipoli sugli scudi. E le altre squadre dal Maglie, al Galatina, al Tricase, al Novoli, al Nardò e via dicendo, hanno anche vita difficile sotto il profilo economico?
Certamente. Io sono stato al Maglie ed anche lì ho vinto il campionato. Conosco la reale situazione di questa società e posso dire che gli attuali dirigenti stanno compiendo autentici miracoli per tenere in vita la squadra. Stesso discorso a Galatina, dove a far fronte a tutte le esigenze societarie c’ è soltanto una persona. Non cambia molto la situazione per tutte le altre società di Eccellenza, Promozione o Prima, Seconda e Terza categoria.
Perché gli imprenditori salentini non si avvicinano al calcio?
Si avvicinano più di quanto si possa pensare. Accade, però, che quando ci si siede intorno al tavolo della trattativa e si tirano le somme, ci si accorge che due più due non fa quattro ma sette-otto. E naturalmente tutto va a rotoli.
Insomma, il calcio salentino è in forte crisi. Ma come può guarire?
La medicina giusta sono i vivai. Che c’erano una volta ed adesso non esistono più, Noi a Gallipoli ci teniamo molto a questo settore e stiamo facendo molto per farlo crescere anno dopo anno. Non così in altre società Anche nello stesso Lecce, c’era una volta un grande vivaio. Adesso non c’è più o comunque non è come quello dei tempi di Semeraro.
Un’ultima domanda: il Lecce può conquistare la B?
Me lo auguro di tutto cuore. Ma non sarà facile e semplice. Intanto, dopo il successo sulla Reggina (2-0) ed il ritorno al gol di Miccoli, il Lecce tornerà a giocare al ‘Via del Mare’ sabato 27 p.v. alle ore 17 contro la Paganese. Una partita da vincere per continuare ad inseguire la B.
Umberto Verri
















