Pubblicato in: Sab, Mag 31st, 2014

Cambiamento Culturale/Medici di Famiglia 3.0, solo benefici?

Il Sistema Sanitario Nazionale punta ad un’organizzazione di gruppo e di associazionismo. 

“I nuovi progetti investono in una medicina accessibile e facilmente fruibile”. 

L’orientamento attuale del sistema sanitario nazionale è rivolto ad un cambiamento culturale nei medici di famiglia verso un sistema di gruppo e di associazionismo al fine di razionalizzare l’utilizzo delle risorse, creare vantaggi nel miglioramento della qualità del servizio erogato agli utenti, utilizzare flussi informativi in rete. L’informatizzazione e l’innovazione sanitaria contiene inoltre tutta una serie di precauzioni e prescrizioni per l’utilizzo delle nuove tecnologie in sanità.

Una ricetta medica fotografata oggi  14 luglio 2011 a Pisa.ANSA/FRANCO SILVI

Soprattutto, la norma specifica come “il medico, facendo uso dei sistemi telematici, non può sostituire la visita medica, che si sostanzia nella relazione diretta con il paziente, con una relazione esclusivamente virtuale”. I nuovi progetti del Ministro della Sanità parlano di una medicina accessibile, facilmente fruibile e visibile che abbia la stessa autorevolezza dell’ospedale e che riduca i tempi di attesa. Il ruolo del medico di famiglia entra in questi nuovi orientamenti come elemento attivo di un sistema più coordinato e integrato. Si parla di Casa della Salute, medicina di gruppo, ecc., tutti modelli in cui il medico diventa protagonista in una continuità assistenziale con le realtà distrettuali ed in una risposta più efficiente e completa al paziente. Ma non è tutto rose e fiori come può sembrare.

LA RIFORMA

13 settembre del 2012 n. 258 Decreto Balduzzi. Il Ministero ha studiato una serie di riforme tra cui, quella che riguarda il ruolo dei medici di base, o medici di famiglia. Secondo le intenzioni del dicastero diretto da Balduzzi questi dovranno essere reperibili 24 ore su 24 così da garantire una maggiore assistenza ai propri pazienti senza che vengano intasati i corridoi del pronto soccorso razionalizzando di conseguenza i conti pubblici. In futuro vi saranno studi con 5-6 medici che si alterneranno alla guida della loro struttura in modo da offrire assistenza continua come avviene già in molti paesi europei.

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IN PUGLIA E NEL SALENTO

La Fimmg afferma che in Puglia vi sono 3300 medici di famiglia, buona parte organizzati in forma associativa (circa 80%) di cui una metà operano in sede unica (medicina di gruppo) e l’altra metà collegati in maniera telematica (medicina in rete). Sono oltre duemila i collaboratori di studio che operano con i medici di famiglia, curano l’organizzazione dello studio e offrono una risposta alle incombenze burocratiche del settore. Ottocento sono, invece, gli infermieri che operano negli studi dei medici di famiglia. Svolgono tutte le attività infermieristiche: medicazioni, terapie iniettorie, terapie infusionali, vaccinazioni, prelievi, ecc; seguono l’assistenza domiciliare. L’accesso a questo tipo di assistenza è completamente gratuito. Infatti, i medici di famiglia erogano gratuitamente oltre 1 milione di queste prestazioni all’anno in Puglia. Mancano ancora, però, per completare la ristrutturazione della medicina generale in Puglia, oltre mille collaboratori di studio e oltre duemila infermieri che pare la Regione non abbiano ancora espresso autorizzazione ad assumere. 

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