Cambiamento Culturale/Medici di Famiglia 3.0, solo benefici?
I PROBLEMI…
I TEMPI
Di fatto sono tre anni che si sente parlare di questa legge, ma i tempi per la sua attuazione sono lenti. Inoltre, alcuni hanno fatto notare che per avere un’assistenza 24 ore su 24,7 giorni su 7, è necessario cambiare la convenzione tra Stato e medici di base i quali non sono dipendenti pubblici ma liberi professionisti. Inoltre le trattative per tale rinnovo non termineranno prima della fine del 2014. Una volta trovata la quadra ed apposta la firma, poi, l’accordo dovrà essere declinato dalle Regioni. Tale fase dura generalmente sei mesi ma sono poche le Regioni fedeli alla linea. In conclusione, la proposta Balduzzi potrà certamente essere realizzata, ma a partire dal 2015.
LA REAZIONE DEGLI ASSISTITI E I COSTI
Come reagiranno gli assistiti al cambiamento? Come cambierà il rapporto con il proprio medico di base? Se è vero che le file si accorceranno e l’assistenza sarà più pronta, però è anche vero che si rischia di far diventare le strutture mediche dei piccoli pronto soccorso per qualunque emergenza, senza contare che lo storico rapporto di fiducia tra medico e paziente rischia di declinare, rimanendo travolto dall’onda del cambiamento. Inoltre, si sollevano dubbi sui costi di questa manovra. La riforma ha, infatti, anche lo scopo di ridurre i costi della sanità, ma realizzare studi diversi rispetto agli attuali comporta di fatto una riorganizzazione delle strutture esistenti che è difficile ottenere gratuitamente e non si sa bene quale possa essere il reale rapporto spesa/guadagno.
Pagine a cura di Fatima Grazioli
















