Pubblicato in: Lun, Ott 27th, 2014

Campi Sal./Uccio Calabrese, novanta e tanta voglia di continuare a servire

L’IMPEGNO NELL’AZIONE CATTOLICA E NELLA CARITAS

Oltre in famiglia e al lavoro nondimeno è mancato il suo impegno costante in iniziative religiose e umanitarie. Uccio Calabrese ha ricoperto, di fatto, nel corso degli anni, diverse cariche innanzitutto all’interno dell’Azione Cattolica sia in quella parrocchiale di Campi Salentina che in quella diocesana, dal 1967 al 2002, poiché “il laico, come corresponsabile nell’azione della Chiesa, può incidere sul tessuto sociale, sul modo di pensare della gente”, è questo ideale che sollecita da sempre l’operato di Uccio. Opera sua è, per esempio, l’ideazione del primo Campo Scuola Diocesano Unitario che ha coinvolto, nell’agosto 1996 a Frontignano d’Ussita, 140 partecipanti dei Settori Adulti e Giovani e l’Acr. Ha anche animato per trent’anni, dal 1985 al 2005, i corsi parrocchiali per nubendi. Non va dimenticato il suo sentimento di carità e solidarietà. Lui stesso ricorda, tra i tanti, ad esempio, un episodio legato al terremoto dell’Irpinia. “Ci recammo in tanti a Lioni (Av) e restammo impressionati nel vedere un centinaio di bare lungo il selciato della strada, le case diroccate che lasciavano intravedere i resti degli arredi tra le murature squarciate. Ricordo che dividendoci per le vie, arrivai a un pollaio, e una donna piangeva là vicino alle galline, io non capivo.

UCCIO CALABRESE_2

Poi la donna mi spiego, reprimendo i singhiozzi, che lì di fronte c’era stato il suo negozio e sotto le macerie vi erano il marito e tre figli. Per quella triste circostanza riuscimmo sensibilizzare la comunità di Campi in modo da raccogliere 19milioni di lire che furono consegnati a mons. Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra”. La sua attenzione per il prossimo l’ha condotto all’esperienza all’interno della Caritas. Infatti, è stato Segretario della Caritas Diocesana e Responsabile della “Caritas- Ferrovia”, dal 2004 al 2008. Secondo l’esperienza del suo servizio presso il Centro Caritas del rione Ferrovia di Lecce, egli afferma che “il volontariato vero consiste nel saper ascoltare e nell’essere sensibili ai bisogni di chi è realmente disperato, per dare sollievo, per prospettare un orizzonte migliore, una speranza”. In conclusione Uccio Calabrese ha voluto aggiungere dei ringraziamenti: “Non posso fare a meno di ricordare due annotazioni di gratitudine: l’avere avuto come maestri nella fede il Servo di Dio mons. Ugo De Blasi, mons. Franco Mannarini, mons. Gigi Manca, mons. Attilio Mesagne; inoltre ritengo doveroso ringraziare la redazione e mons. Adolfo Putignano per la delicatezza avuta nel ricordare un 90enne ai lettori de L’Ora del Salento”.

Sara Foti Sciavaliere

LA GRATITUDINE DELLA DIOCESI/RICONOSCENZA PER IL LUNGO E PROFICUO LAVORO 

APRIRE IL CUORE E DONARSI AL MONDO 

Raggiungere il traguardo dei 90 anni non è di tutti i giorni. Antonio Calabrese, Uccio per gli amici, nato a Campi Salentina, ha raggiunto questo traguardo il 24 ottobre. Una vita, la sua, ricca di impegni, di lavoro e di soddisfazioni. A lui, in occasione del suo novantesimo compleanno, l’Arcidiocesi di Lecce esprime sentita riconoscenza per il suo lungo e proficuo impegno e il lavoro da lui svolto nell’ambito del volontariato con tanto amore e con la convizione che al centro della vita bisogna sempre mettere l’obiettivo non solo di avvicinarsi a Cristo, ma anche e soprattutto di avvicinare a Lui i fratelli in un connubio d’amore sostenuto dalla fede e dalla speranza.

IMG

Inoltre la sua Diocesi gli augura che continui a lungo il cammino di grazia nella sua famiglia naturale e nella grande famiglia della Chiesa. Egli ha sintetizzato la sua vita e i suoi programmi in poche righe qui riportate e che rivelano sensibilità e amore per il prossimo fino a donare se stesso in modo da aprire il proprio cuore all’amore di Dio: “Essere profeti dell’amore di Dio è: / …vivere la propria vita con gioia. / E poi: seminare pace nella tempesta, / navigare in alta marea, / stringere mani ruvide e stanche, / confidare, ascoltare donando carezze, / rimanere nel segno della purezza. / Coltivare un sogno nel cassetto: / aprire il proprio cuore al cuore di Dio. / E poi, e poi… donarsi al mondo”.

Attilio Mesagne

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti