Pubblicato in: Gio, Set 19th, 2013

CAMPISCUOLA CHE PASSIONE…

Cinque altre Parrocchie ci hanno inviato racconti, sensazioni e storie da tutt’Italia. 

LIZZANELLO

I GIOVANISSIMI A LAURETO

Esperienza straordinaria per noi Ragazzi e Giovanissimi di Lizzanello che dal 22 al 26 Luglio abbiamo vissuto il Camposcuola Parroc­chiale a Laureto di Fasano! Abbiamo avuto la possibilità di riflettere sulla fede e in particolare sul nostro rapporto con Dio. Ad accompagnarci in questo itinerario è stato Abramo che con la sua fede, ha scommesso tutta la sua vita su Dio e le sue promesse.

Vocazione, Cammino, Amicizia, sono state le parole chiave di un percorso che ci ha proiettati nel Futuro con la concretezza di un Progetto, non subito visibile ma presente in ciascuno da sempre. Il tempo, le nostre risorse interiori, l’impegno e l’azione di Dio lo fanno emergere poco a poco.

Nuova

È una scoperta personale e comunitaria che vale la pena vivere! Ogni giorno ci siamo confrontati con la Parola di Dio, tra di noi con riflessio­ni e risonanze, attività laboratoriali, giochi, simpatiche rappresentazioni e veglia sotto le stelle.

Non solo… passeggiate, festa serale a tema, momenti sportivi nei campi da gioco e la spassosissima tappa al parco divertimenti Fasanolandia. Chi crede, parte…chi ama cor­re!: è la frase-mandato che ci portiamo dentro per costruire un mondo più bello, un futuro sorridente, una vita davvero felice!

VERNOLE

AI PIEDI DEL MONTE ROSA

Quando durante la crescita i ragazzi cerca­no nuove prospettive nella vita, non sempre rivolgono lo sguardo a ciò che veramente vale, soffermando, spesso, la propria attenzione su esperienze che, a lungo andare, possono diventare strumenti di smarrimento e di allonta­namento dai valori che, nelle nostre comunità, cerchiamo di trasmettere alla luce del Vangelo.

Per condividere un tratto di strada alla luce della Parola, nel confronto e nella condivisione, un gruppo di quarantatre ragazzi della Parroc­chia di Vernole, accompagnati da undici anima­tori e alcuni adulti, ha vissuto una settimana di campo-scuola nella località di Chardonney- Champorcher, situata nel complesso del Monte Rosa, in provincia di Aosta.

Nuova (1)

Le giornate, scan­dite dalle varie attività di gruppo, sono state arricchite dalla possibilità di alcune escursioni sui monti circostanti e nelle località di Ginevra, nella vicina Svizzera, ad Aosta e Torino.

Lo slancio che le attività di campo hanno portato, alimenta nei giovani animatori, sotto la guida di don Elio, la prospettiva di maggiore coesione di gruppo, nella scoperta di Dio, attraverso un cammino formativo, per permettere a questi nostri ragazzi di crescere secondo sani valori, in una società che, purtroppo, pone su altri ideali le proprie fondamenta.

S. MARIA DEL POPOLO – SURBO / 1

L’ALBANIA PER DODICI

“In Albania si va tremando e si torna piangen­do”. Questa frase rappresenta pienamente la nostra esperienza, che avrebbe dovuto coin­volgere i giovani adulti della nostra comunità ma che ha visto impegnato un gruppo appa­rentemente poco omogeneo ma con un unico sogno: vivere l’Albania. Non neghiamo di aver avuto tanto timore. Non ci spaventavano le differenze culturali e i luoghi poco accoglienti: avevamo paura di non essere capaci di vivere l’incontro con quei bambini speciali, che ci hanno accolto con un grande sorriso, regalan­doci abbracci destinati a rimanere per sempre nei nostri ricordi. Tanti i volti che abbiamo incontrato e accarezzato.

Suor Daniela, responsabile della casa che ci ha ospitato, opera da circa vent’anni in Alba­nia. La sua storia ci ha colpito profondamente: lei, giovane suora proveniente da un’agiata famiglia di Milano, decide di lasciar tutto per dedicarsi ad un popolo che ha tanto sofferto e che oggi ha paura di cambiare. Ogni giorno si batte per sfamare e istruire tanti bambini, per creare la cultura dell’uguaglianza tra uomini e donne e per parlare di un Dio Padre apparen­temente troppo lontano.

NuovA (2)

Alban, Artenisa, Violza e Viola, giovani come noi che sognano un’Albania diversa, capace di creare opportunità di crescita vera. In quei giorni tante volte abbiamo percepito che loro avrebbero voluto vivere una vita come la nostra, una vita di cui spesso noi siamo troppo insoddisfatti. E poi Francesca, Johana, Fabio, adolescenti che porteranno per sempre i segni indelebili di un’Albania poco attenta alla salute dei suoi figli. Ed ancora i tanti Robert, Ornisa, Dora, Elvis, Eriku, George, Marku che con il loro modo di essere e di fare hanno riempito i nostri giorni e dato un senso nuovo al nostro essere Cristiani.

Parlando di loro non riusciamo a tro­vare le parole giuste, sentiamo il cuore gonfio di emozione. Non possiamo dimenticare il loro correrci incontro, la loro grande dignità, i loro sguardi, i loro abbracci pieni di riconoscenza e di affetto sincero. Eravamo dodici “estra­nei”, siamo oggi dodici amici che sognano di tornare insieme in Albania e di andare “senza paura, per servire” tra i fratelli nel mondo. 

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti