Capitale 2019/La cultura parte sempre da lontano
Dopo la delusione cocente è il tempo delle recriminazioni. Su “Lecce 2019”, su Airan Berg e le sue e-utopie piovono accuse al vetriolo e invettive di ogni genere. Ma come si poteva pensare di vincere infiocchettando per un giorno, a beneficio della giuria, “una città gioiosa e canterina, che mangia per strada e permette agli artisti di dipingere in piazza?”, tuonano i leccesi nel “mare magnum” della Rete. E chiedono conto delle scelte, delle consulenze, delle prebende elargite agli amici, delle tante esclusioni. Una mestizia, queste recriminazioni tardive, che si aggiungono alla tristezza di aver perso una grande occasione, forse unica. Viene da pensare: e se Lecce avesse vinto? Ci sarebbe stata la stessa foga nel denunciare? O tutti pronti a salire sul vascello di Airan Berg? Polemiche a parte, ci sono delle evidenze che non si possono negare. Lecce e l’intera Terra d’Otranto respirano da alcuni anni un fermento culturale forse unico in Italia. Una voglia di sperimentare, di innovare, di dare un senso alla propria identità meridiana, onirica e speculativa, di declinarla alla modernità, abbracciando le diversità, meticciando stili, idee, emozioni, esperienze.
Il barocco di notte rapisce assieme alla magia delle note che tracimano dai tanti locali: rock, jazz, world-music. C’è sempre musica nella notte leccese. Una rete di piccoli e grandi eventi culturali inebria i turisti d’estate, rapiti da tanta varietà di sapori, arte, sensi. E non è un’(e)utopia ma un’ancora ben salda la certezza di essere terra di intellettuali e poeti, di periodici vibranti e dialettici già dalla fine dell’Ottocento: il “Corriere Meridionale”, “la Provincia di Lecce”, la “Vedetta Mediterranea”, quest’ultima vergata da penne speciali come quelle di Oreste Macrì e Vittorio Bodini, solo per citare qualche esempio. Il fermento culturale del Salento è autentico. E potrà continuare, anche senza la pioggia di milioni dell’Europa. Anche senza le e-utopie di Airan Berg. Ripartendo dalla realtà, che in questo momento, almeno dal punto di vista delle iniziative culturali, è un cantiere brulicante di idee e progetti da sviluppare.
Daniela Pastore
















