Capitale Europea?/Ma prima cambiamo…
Speriamo! Nell’ambìto riconoscimento di Lecce Capitale Europea della Cultura. Facendo leva sulle molteplici espressioni dello splendore proposte nei secoli dalle diverse forme dell’arte, che ha saputo coniugare il vissuto razionale e scientifico con la contemplazione. Sulle molteplici, straordinarie e plurimillenarie testimonianze della Bellezza presenti nel capoluogo e in tutto il Salento, ammalianti simboli dell’apertura verso l’Assoluto.
Sebbene emergano tante antinomie… Così, se da un lato la nostra regione risulta economicamente tra quelle più sfavorite di tutta l’Europa, dall’altro si registrano interessanti elementi di progresso del territorio: basti considerare che, secondo gli ultimi dati riferiti a quasi tutto l’anno scorso, la Puglia, con un +5,3%, aumenta la propria presenza sui mercati internazionali per merito delle piccole e medie fabbriche che operano nei settori dell’alimentare, dell’abbigliamento, dei mobili e dei prodotti in metallo. Con 1 miliardo di fatturato, con 5 mila e 500 posti di lavoro nell’anno già concluso e con il chiaro apprezzamento in Italia e in Europa, essa si presenta pure come territorio in evidente fase di sviluppo nell’ambito delle piccole e medie imprese di tecnologie aerospaziali.
Ma, d’altra parte, permangono importanti problemi nelle infrastrutture, quali, ad esempio il settore dei trasporti, come evidenzia il quasi inutilizzato Scalo-merci di Surbo, un complesso da sempre desiderato dalle ditte salentine che continuano nel sobbarcarsi pesanti oneri di trasporto su gomma con conseguenti effetti inquinanti e per il quale ben venti anni fa sono stati spesi 100 miliardi di lire. Come risulta anche dalle inascoltate richieste di ampliare l’utilizzo del cargo nel tanto citato aeroporto di Grottaglie, peraltro non collegato adeguatamente con autostrada e ferrovia.
E, al di là del sempre menzionato protagonismo del Mezzogiorno e della discussa industrializzazione che, secondo alcuni sindacati, deve essere rilanciata, il 42,4% dei giovani è disoccupato, all’interno di un dato generale del 12,9% degli italiani. Oltre al fatto che nel Meridione il lavoro sommerso, soprattutto nell’agricoltura, nei pubblici esercizi e nel commercio, è doppio rispetto alla media nazionale. “Lecce capitale europea della cultura” dovrebbe costituire, allora, uno stimolo per una forte volontà di rinnovamento. Senza, naturalmente, venir meno al sempre valido fondamento di un’antropologia culturale che coniughi la vita di ciascuno con l’Amore, recuperando sia i canoni della conoscenza incentrata sui criteri storico-critici sia il perenne patrimonio religioso, ricco di esperienza metarazionale, di conoscenza mistica, di fondamentali percorsi verso la Trascendenza.
Adolfo Putignano
















