Pubblicato in: Ven, Mag 10th, 2013

Carceri in Terra d’Otranto/Tra Riforme e Amministrazioni locali

Il carcere conteneva nove celle, oltre le stanze adiacenti ad uso vestibolo, cucina e gendarmeria; otto celle erano destinate ai detenuti di sesso maschile, una, di maggiore capienza, per le donne, senza distinzione di età. In una nota del 25 gennaio 1893, l’amministrazione comuna­le, rilevando che “lo stato dei fabbricati è solido e igienico, è di recente costruzione”, conferma che il carcere fu chiuso per soppressione della procura; ne erano pro­prietari i comuni già firmatari il disciolto mandamento, cioè Novoli, Trepuzzi e Carmiano. La stessa data trova riscontro nella nota amministrativa del Municipio di Vernole a firma del sindaco De Pascalis, con la quale si rende conto della verifica dello stato carcerario:

“in questo carcere mandamentale esistono, oltre i cameroni ove si tengono i detenuti a comunanza, due celle a segregazione assoluta individuale diurna e notturna. In ciascuna cella o cubicolo vi esiste il ta­volaccio, pagliericcio e tutto il necessario alla vita. Il numero dei posti nei cameroni a comunanza è di sedici, cioè dieci maschi e sei femmine”.

Il carcere, sempre nella descrizione di veri­fica, era sottoposto ai locali dell’Ufficio di Procura, orientato a mezzogiorno e suffi­cientemente aerato; di recente costruzione, “sotto l’aspetto d’igiene e sicurezza nulla lascia a desiderare, perché costruito giusto le prescrizioni ministeriali”.

Maria Teresa Friolo

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