Carceri in Terra d’Otranto/Tra Riforme e Amministrazioni locali
Il carcere conteneva nove celle, oltre le stanze adiacenti ad uso vestibolo, cucina e gendarmeria; otto celle erano destinate ai detenuti di sesso maschile, una, di maggiore capienza, per le donne, senza distinzione di età. In una nota del 25 gennaio 1893, l’amministrazione comunale, rilevando che “lo stato dei fabbricati è solido e igienico, è di recente costruzione”, conferma che il carcere fu chiuso per soppressione della procura; ne erano proprietari i comuni già firmatari il disciolto mandamento, cioè Novoli, Trepuzzi e Carmiano. La stessa data trova riscontro nella nota amministrativa del Municipio di Vernole a firma del sindaco De Pascalis, con la quale si rende conto della verifica dello stato carcerario:
“in questo carcere mandamentale esistono, oltre i cameroni ove si tengono i detenuti a comunanza, due celle a segregazione assoluta individuale diurna e notturna. In ciascuna cella o cubicolo vi esiste il tavolaccio, pagliericcio e tutto il necessario alla vita. Il numero dei posti nei cameroni a comunanza è di sedici, cioè dieci maschi e sei femmine”.
Il carcere, sempre nella descrizione di verifica, era sottoposto ai locali dell’Ufficio di Procura, orientato a mezzogiorno e sufficientemente aerato; di recente costruzione, “sotto l’aspetto d’igiene e sicurezza nulla lascia a desiderare, perché costruito giusto le prescrizioni ministeriali”.
Maria Teresa Friolo















