Caritas/In duemila nel girone dell’estremo bisogno
Un’azione capillare per Squinzano/Sono almeno 500 le famiglie entrate nel programma di assistenza caritas e che ogni 40 giorni ricevono un pacco alimentare.
Sono in tanti a stare sulla soglia della povertà, ma ad essere entrati nel girone dell’estremo bisogno sono almeno in duemila. Squinzano si sforza di vivere con dignità la vicenda dei suoi “poveri”, dei quali non solo non si vergogna ma addirittura cerca di coprire con la coperta della migliore solidarietà possibile.
Un po’ come la leggenda di San Martino, che tagliò il suo mantello per dividerlo con un povero mendicante solo e infreddolito in una tormenta di neve. Le famiglie di Squinzano entrate nel programma dell’assistenza Caritas, nata nel 1999, sono almeno 500; sono quelle famiglie che ogni 40 giorni ricevono dai responsabili parrocchiali un pacco alimentare rapportato ai componenti del nucleo famigliare. Una famiglia di cinque persone riceve mediamente 15 chili di pasta, un chilo e mezzo di formaggio (di vario genere), un vasetto di marmellata, 5 litri di latte, 2 chili e mezzo di biscotti ed un litro di olio di semi; qualche volta il pacco si arricchisce con fette biscottate, burro, frutta e farina.
Le Caritas parrocchiali in genere, per evitare sovrapposizioni, assistono le famiglie del proprio territorio: la Caritas della Parrocchia San Nicola, coordinata dal diacono Giuseppe Vetrugno, assiste 200 famiglie; la Caritas di Santa Maria delle Grazie, coordinata da Elena Manno, assiste 110 famiglie; la Caritas di Maria Regina, coordinata da Enza Fucci, assiste almeno altre 120 famiglie; il parroco don Domenico Fiore cura personalmente la distribuzione dei pacchi ad almeno 70 famiglie della sua parrocchia Madonna di Fatima.
A questa meritoria assistenza, quasi istituzionalizzata, della Chiesa cattolica, che non ha numeri fissi né elenchi definitivi, bisogna aggiungere i gesti di solidarietà dei “privati”, più o meno organizzati: l’associazione Avas presieduta da Francesco Morelli distribuisce pacchi di viveri a 70 famiglie, le sezioni dell’Avis e della Fratres intervengono con aiuti di ogni genere in caso di bisogno; la Società Operaia di Mutuo Soccorso presieduta da Antonio Giordano, il Circolo San Nicola presieduto da Roberto Schipa e il Circolo San Vincenzo Ferreri presieduto da Gino Sisinni sono presenti sul territorio di Squinzano con interventi di beneficienza verso chi ha bisogno, azione che non si limita solo agli iscritti dei loro sodalizi. Sembrerebbe, così, un’azione tanto capillare, alla quale non dovrebbe sfuggire nessun bisogno. Invece, per dovere di cronaca, bisogna raccontare un episodio che coinvolge due bambini di scuola materna.
È stato un ragazzino che ha chiesto alla mamma di preparargli la merenda non con uno ma con due panini, perché voleva darne uno ad un suo amico che nel cestino della colazione portava sempre due soli biscotti, duri e secchi. La mamma ha assecondato la richiesta del figlio, ma ha voluto con premurosa cautela conoscere il destinatario del secondo panino: era un coetaneo di suo figlio che non mangiava pane da almeno una quindicina di giorni. Le due famiglie si sono collegate sul filo d’oro della solidarietà e spesso i figli si riuniscono e mangiano insieme. È nata così la “colazione solidale”, che somiglia tanto al “pranzo domenicale” istituito dall’Arciprete Nicola Macculi: due piccole-grandi iniziative per aiutare quella povertà sommersa e che emerge solo perché è proprio valido il detto che “te lu vicinu nu te pueti scundere”.
















